venerdì 29 marzo 2013

Malattie Letterarie

Oggi mi dedico ad una sorta di gioco biblico (non perché abbia a che fare con la Bibbia, ma in quanto legato al mondo dei libri); lo ha proposto il blog Se una notte d'inverno un lettore... e l'ho trovato subito un'iniziativa origiale, piacevole e funzionale a far conoscere libri e gusti di lettori e di altri blogger. Le istruzioni sono molto semplici: per ogni malattia elencata bisogna dire quale libro l'ha causata.


1. Diabete: un libro troppo, troppo dolce
Rifuggo dai libri-dolciumi, d'altronde mi sono bastate alcune svenevoli pagine de I dolori del giovane Werther di Goethe (che, però, nel complesso è un libro che mi è piaciuto) per cariarmi i denti; ma, se Werther non si fosse sparato da solo, l'avrei sollevato io.

2. Varicella: un libro che hai letto una volta e non rileggeresti mai più
Si tratta di un libro che sono stata costretta a leggere il primo anno di liceo e che non riprenderei in mano nemmeno sotto tortura: La peste di Caumus (che già di per sé evoca malattie). Sarà un'avversione nata dall'obbligo della lettura, ma le montagne di topi infetti non invitano al gradimento.

3. Influenza: un libro che si diffonde come un virus
Siddharta di Hesse. Mi sembra un libro che molti leggono o tengono a dire di aver letto solo perché molti dicono di averlo letto. Non ho difficoltà ad ammettere che non ho capito fino in fondo i motivi del suo successo (e magari tenterò una seconda lettura per riprovarci), ma sono convinta che tante persone non lo dichiarerebbero mai.

4. Malattia ricorrente: un libro che rileggi spesso o ogni anno
Di sicuro il libro che più ho amato durante l'infanzia, Ascolta il mio cuore di Bianca Pitzorno. L'ho letto una decina di volte e lo considero il miglior modo per recuperare la capacità di sorridere delle piccole cose.

5. Insonnia: un libro che ti ha tenuto sveglio
La linea d'ombra di Conrad, letto prima di dormire, con quella nave ferma in mezzo al mare e la pressante epidemia di malaria a bordo, mi ha messo una notevole agitazione.

6. Amnesia: un libro che hai letto, ma di cui hai dimenticato tutto o quasi
Canne al vento di Grazia Deledda, alla cui rimozione dovrò porre rimedio, e Il dolore perfetto di Ugo Riccarelli.

7. Asma: un libro che ti ha tolto il fiato
Il nome della rosa di Eco mi ha letteralmente incantata, tenendomi fino alla fine con il fiato sospeso.

8. Malnutrizione: un libro povero di contenuti
Stabat mater di Tiziano scarpa, pur vincitore del Premio Strega, non mi ha trasmesso nulla, oltre al fatto che non amo la scrittura spezzettata in pensieri e brevi frasi.

9. Mal di mare: un libro che ti ha portato in un altro mondo
Oltre che all'Iliade, che mi ha proiettata in un mondo fatto di gloria e grandezza, riconduco questa sintomatologia al romanzo di Murakami Dance dance dance, intrigante e visionario in cui i luoghi più reali sono trasfigurati in portali di accesso ad una realtà altra dalla quale il lettore non può fuggire.

La mia cartella clinica
Qualcuno riconosce o condivide i sintomi, oppure ha riscontrato altre malattie?

C.M.

20 commenti:

  1. I primi due libri che hai citato sono tra i miei preferiti, in particolare il secondo. Di entrambi gli autori ci sono sicuramente opere migliori, di Goethe consiglierei "Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister" e "Favola", e di Camus "Lo straniero" e "Il mito di Sisifo".
    Per quanto riguarda "Siddharta", si può dire che sia un vero e proprio bestseller: a me piace Hesse, ma questo è sicuramente il testo meno riuscito.
    Il 4, il 5 e l'8 non li ho letti, mentre i due libri che hai citato al punto 6 sono entrambi in wishlist...
    "Il nome della rosa" non mi è piaciuto per niente, anch'esso è da rileggere e rivalutare.

    È bello anche confrontarsi su opinioni divergenti :)

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    1. Concordo! D'altronde, la diversità di idee è sempre stato il miglior punto di partenza per le riflessioni. Il bello è che, parlando di libri (come, in generale, di prodotti artistici) non esistono verità assolute, ragione o torto, ma solo il piacere di leggere e scambiarsi le reciproche opinioni. Che poi, a dirla tutta, certi libri, riletti, mi hanno dato un'impressione totalmente diversa dalla prima; per esempio ho rivalutato positivamente testi che inizialmente non mi erano piaciuti affatto, come "La modificazione" di Butor o "Addio mia amata" di Chandler. :)

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  2. Ma che bel gioco!! Molto originale! Sicuramente concordo con te per Il nome della rosa! Invece per l'insonnia io avrei detto Dracula di Bram Stoker: l'ho letto che ero abbastanza piccolina, e da un lato me ne sono innamorata, dall'altro non riuscivo veramente a chiudere un occhio.

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    1. Benvenuta, Eliza, è un piacere conoscerti!
      Direi che Dracula ha sortito l'effetto sperato! Anch'io trovo che sia un libro davvero affascinante!
      Quanto al gioco, se ti ha incuriosita, ti invito, se non lo conosci, a visitare il blog Se una notte d'inverno un lettore: contiene un sacco di informazioni e riflessioni interessanti in tema di libri!

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  3. Ciao Cristina, sei molto gentile ed il tuo blog è estremamente interessante! Grazie anche per gli auguri di Pasqua che ricambio con simpatia! ^_^

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    1. Grazie a te e benvenuta! Ti invito a fermarti ogni volta che troverai qualcosa di tuo interesse! :)

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  4. Trovo anch'io che sia un'idea davvero originale! Alcuni dei libri citati li ho letti e concordo con la tua opinione. Come ad esempio per La peste di Camus! (...rivedo ancora, dopo 15 anni, il volto della mia prof di francese che mi interroga..!) oppure per il "mal di mare" di Murakami (scrittore che amo, ma che in effetti crea quell'effetto di vuoto-pieno che può dare le vertigini!)
    Altri non li ho ancora letti ma dovrei provvedere al più presto, come ad esempio per La linea d'ombra di Conrad...per non soffrire d'insonnia vedrò di leggerlo di giorno! :-)

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    1. Magari ad altri non farebbe lo stesso effetto, ma, nel dubbio, opta per una lettura di giorno! :)

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  5. Nel 2011 scrissi un articolo che titolai: Letteratura per la Gola, perciò mi è assolutamente impossibile non partecipare al gioco... davvero, assolutamente impossibile!

    Però, mi domando se non sia possibile ribaltare l'idea originale del gioco, che trovo un po' provocatoria.
    Io chiederei: “quali opere potrebbero nascere da queste malattie, disturbi e malesseri”?
    In questo modo arriverebbe un messaggio importante: “la malattia e il malato non sono sinonimo di sterilità né di stupidità.”

    Inoltre, si scavalcherebbe l'implicita suggestione provocata dal gioco attuale, che consiste in un messaggio subliminale secondo me negativo: 'la letteratura provoca sofferenze'.
    Io direi che la letteratura, perlomeno quella classica, tenda ad esorcizzare le sofferenze.

    Questo sarebbe il mio gioco, se ti va di pubblicarlo:

    1) il diabete. Questa malattia può causare la retinopatia e da questa preoccupazione potrebbe nascere un'opera: Cecità di José Saramago .

    2) La varicella è una malattia urticante e snervante, negli adulti potrebbe anche essere pericolosa. Quindi sarebbe meglio farla da piccoli se non si vuole incappare nel pericolo di una Morte a Credito (Louis-Ferdinand Céline).

    3) L'influenza: la nausea, le vertigini, la spossatezza che l'influenza produce potrebbero portare alla creazione di un'opera composta di picchi e di cadute... Sono indeciso tra Giuseppe e i suoi Fratelli di Thomas Mann e I Falsari di André Gide.

    4) Malattie ricorrenti. Le epidemie storiche o i minuscoli fastidi quali la rinite, il raffreddore, l'herpes e un'altra cosa che non scrivo ma che ha un nome tremendo, che fa penare quando ci si siede o si va al bagno, portano a degli atteggiamenti “strani e inconsulti” come se si trattasse di gestire delle Storie di Ordinaria Follia (Charles Bukowski).

    5) Insonnia. La digestione difficile, l'amore, un carattere ansioso, le disfunzioni della ghiandola pineale... Le cause di questo disturbo potrebbero essere molteplici, ma una cosa che accomuna tra di loro i molteplici casi degli insonni è una sola: la notte. Dalla notte di formano creature sovrannaturali, creature spaventose e, come ha scritto Eliza, sono d'accordo per Dracula di Bram Stoker. Inserirei anche Frankenstein di Mary Shelley, che è un'opera forse più pedagogica che spaventosa.

    6) Amnesia. Ora, ho un dubbio: quale opera potrebbe crearsi da una cosa che non sa troppo di se stessa? Dovrebbe essere un'opera simile ad un indeterminato fluire... Cosa si direbbe se scrivessi Ulisse di James Joyce?

    7) Asma. Ciò che rende terribile l'asma è il desiderare di fare una cosa, ma soffrire se la si fa. Costrizione e contrizione. Da qui non può che prodursi un titolo: Il Sogno di una Cosa di Pier Paolo Pasolini... intendendo soltanto il titolo, in maniera univoca.

    8) Malnutrizione. Non è una malattia, ma può essere provocata da una malattia e può provocarne. Si tratta quindi di un rischio che si pone tra due cose: una malattia in divenire o una malattia per cui si soffre. Oblòmov di Ivan Aleksandrovič Gončarov è il rischio che si incontra tra il fare tanto per poi sedersi "per sempre" e il non fare mai per mai decidersi a fare qualcosa.

    9) Mal di mare. La sensibilità scatena questo malessere ed è la stessa sensibilità che crea mondi dove una teoria di sensazioni e di intuizioni si sostituisce alle certezze del nostro essere. Chi lo sa che la guerra percepita dalla Svizzera non abbia prodotto una sorta di mal di mare in Hermann Hesse, che gli diede l'intuizione per Il Giuoco delle Perle di Vetro.

    Ecco, ho concluso il mio elenco che ho limitato alla letteratura degli ultimi due secoli.

    Spero che non ti sia dispiaciuto il mio intervento.

    Poscritto: Oblòmov e Gončarov, nel caso non conoscessi la pronuncia (non è così risaputa, qualche mese fa intervenni a Radio3 per chiarirla), si pronunciano: ablómǝf e gǝnčaróf (ablómaf e ganciaróf).

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    1. Grazie dell'intervento, lo apprezzo molto. Mi interessa la tua prospettiva nel rileggere la domanda; io, ovviamente, ho seguito le regole indicate dal blog "Se una notte d'inverno un lettore" per rispondere alla curiosità e all'impostazione specifica e penso di poter dire che la scelta del tema non sia afatto dovuta ad un'interpretazione della lettura come una sofferenza; in campo letterario, comunque, ogni apporto e ogni lettura sono positivi! Dei libri che hai indicato conosco solo "Frankestein", ma, avendo apprezzato Saramago in "La caverna" e "Il vangelo secondo Gesù Cristo", pensò che prima o poi leggerò anche "Cecità".

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    2. E non mi sono neanche presentato.
      Davide, piacere.

      La mia prospettiva riprende quell'antico adagio: "da una vita cattiva possono nascere opere buone", citata tante volte dalla letteratura - anche da Thomas Mann, per dirne uno dell'elenco (la puoi trovare nel Tonio Kröger).
      Vorrei che si estinguesse quella credenza, ahimè davvero ancora troppo diffusa oggi, che fa delle persone ammalate delle persone da meno rispetto alle persone sane; intellettualmente e socialmente da meno, quasi fossero un peso. Per me questa credenza è una stupidaggine, ma per molte persone non lo è. Così ho ribaltato il gioco cercando di conferirgli un elemento educativo che mi parrebbe necessario.

      Cecità. Esiste anche il film, ma se preferisci la lettura del libro ti dico soltanto che vi troverai una delle caratteristiche letterarie che appartengono all'immenso José, che hai già incontrata.
      Riguardo agli altri libri, sono sicuro che arriverai a conoscerli perché, in fondo, se tratti di letteratura non puoi assolutamente non conoscerli :))

      Ciao ,)

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    3. Grazie della precisazione, Davide. Ribadisco che la prospettiva originaria del gioco non va presa troppo sul serio, non ci sono indicazioni di negatività in nessun senso.
      Lieta che il post abbia suscitato il tuo interesse e sia stato l'occasione per dei suggerimenti di lettura. :)

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  6. Mi hai particolarmente incuriosito con il libro della Pitzorno. Quando avevo più o meno dieci anni lessi "La bambinaia francese" e ne rimasi letteralmente incantata!

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    1. Allora te lo consiglio: io ne ho letti cinque o sei della Pitzorno, ma "Ascolta il mio cuore" è senza dubbio il più bello di tutti!

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  7. Ciao Athenae, finalmente sono riuscita a passare :)
    Riguardo alla Rowling non l'ho mai considerata una grande scrittrice, ma per me la saga di Harry Potter è un capolavoro nel suo genere. Il suo nuovo libro non mi è piaciuto affatto, tanto che l'ho mollato a metà... mi è sembrato insopportabilmente pretenzioso.
    Il nome della rosa, oddeo. Non so per quale grazia divina sono riuscita a finire quel libro -bello, ma lento in maniera insopportabile. Siddharta e La linea d'ombra sono due libri che da qualche parte ho di sicuro, spero di riuscire a leggerli presto. Della Pitzorno ho letto La bambinaia francese, molto carino, vedrò di recuperare anche Ascolta il mio cuore. I dolori del giovane Werther... ricollegandoci a Dostoevskij, credo che molti autori classici pecchino di 'melensaggine', che però non sminuisce il valore dei loro romanzi... Le notti bianche mi è piaciuto molto, è un libro che, in un modo o nell'altro, appartiene a tutta l'umanità, perché ognuno di noi ha avuto la tentazione di farsi completamente assorbire da un mondo di sogni e parole e fantasia... ma se avessi trovato tanto sentimentalismo in un romanzo ambientato nei giorni nostri, probabilmente lo avrei lanciato fuori dalla finestra in meno di un minuto :D Lo stesso vale per Werther e c.o :D
    Ti seguo! ;)

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    1. Lieta di averti qui, Elisa! Concordo con te, molti classici presentano scene dolciastre, talvolta in maniera esagerata: anch'io, se leggessi le stesse pagine in un romanzo contemporaneo, lo abbandonerei immediatamente (anche se mi rendo conto che non sarebbe per niente obiettivo)! Sicuramente consiglio anche a te, come per Frannie, di leggere Ascolta il mio cuore se già hai apprezzato un altro romanzo della Pitzorno! Quanto a Le notti bianche, è nella mia libreria che aspetta il proprio turno! :)

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  8. Mi presento, mi chiamo Valerio, sono già intervenuto ieri scrivendo risposte a un paio di post ma un po' maleducatamente non mi ero prima presentato. Trovo questo blog rinfrescante, se posso usare questo termine, ci si muove bene e appaiono oltre ai post interventi interessanti, semplici, non pomposi ... Insomma vedo che mi piace e senz'altro continuerò a seguire il tuo blog
    Passo al punto di lettura e malattie. Sinceramente non ho mai pensato in questo termini ma in effetti pensare a malattie o sensazioni fisiche in realzione a un libro che si è letto potrebbe portarci a rivedere e riconsiderare tante letture che abbiamo fatto e le sensazioni che ci hanno lasciato. Dei punti trattati nel gioco ce n'è solo uno però che adesso mi fa un po' pensare, è il n. 4, malattie ricorrenti, libri che rileggi ogni anno. E confesso che fin dal liceo e per molto tempo ho letto un libro di Gide, I nutrimenti Terrestri, che tra l'altro mi fece conoscere una compagnia di classe. Lo facevo esattamente i primi dieci giorni di maggio, lo associavo ai campi di fieno che vedevo ondeggiare a causa del vento proprio in quel periodo, o meglio vedendo i campi di fieno mi veniva voglia di rileggerlo. Poi a un certo punto smisi. In realtà a questi punti sopra ne avrei aggiunto un altro: afasia. Ci fu un libro che mi sconvolse a tal punto che portai i segni per tre giorni di seguito, e mi sono sempre sentito abbastanza coriaceo coi libri. E' The Confort for strangers (Cortesie per gli ospiti), di Ian McEwan, ma forse appartiene a un genere di letteratura dello choc ...
    Trovo interessante il modo in cui Davinco ha reimpostato il gioco ...

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    1. Ciao Valerio, felice di averti qui nel blog! Ti ringrazio per l'apprezzamento e rinnovo il benvenuto che ti ho dato nell'altro post! E' bello che tu abbia condiviso questo ricordo particolare sul libro che per tanto tempo hai continuato a rileggere, mentre, quanto all'afasia, credo che Ian McEwan ci stia tutto: non ho letto Cortesie per gli ospiti, ma Espiazione e Il giardino di cemento hanno a loro volta l'effetto di lasciare senza parole.

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    2. Grazie, Cristina. Tra l'altro, dando un'occhiata al mio commento mi sono accorto di un bel refuso, compagnia per compagna, in effetti forse un lapsus, forse mi piaceva pensare al tuo bel blog come a una nuova compagnia ... a presto

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    3. E a chi non capita? :) In ogni caso, spero che questo blog, con la sua piccola comunità, sia davvero una buona compagnia per chi decide di soffermarsi...per me lo è già! Grazie ancora e alla prossima!

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