sabato 2 novembre 2013

Il brusio dei morti

Lungi dal credere di poter eguagliare la grande poesia sepolcrale, uno dei generi lirici più amati dai poeti romantici ma inevitabilmente parte dell'intera storia della letteratura mondiale, commemoro a mio modo la ricorrenza di oggi.

Il brusio dei morti

È solo il rumore della ghiaia
denti digrignati.
I sepolti reclamano
attenzione.
Marmi tutt'intorno
freddi
come l'aria che spira
e uno spiraglio di sole
quanto basta a forgiare
ombre
che lì si sentono a casa
tra gli steli dei fiori
marci, tra le corolle
appassite, tra i lumini
consumati
consumati come i corpi
lì deposti
come la terra che sostiene i passi
dei carri.
Guardano degli angeli le statue.
Il gatto osserva nero la vedova,
grosso, nutrito
di tutte le lacrime che ha visto
versate
sul suolo salato arido
scosso dal passaggio del treno
oltre il muro.


C.M.

4 commenti:

  1. Bello il simbolo del gatto, da sempre associato al mistero e alla morte, e soprattutto il rumore e la vicinanza del treno (il tempo? La vita?) oltre quel 'muro' che ci separa dai morti. Grazie per questa poesia!

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    1. Grazie a te di averla apprezzata e di aver così sensibilmente colto i significati della scelta delle immagini!

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  2. Grazie per aver condiviso una parte così intima di te.

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    Risposte
    1. Grazie a te per esserti soffermata: è una poesiola un po'vecchiotta, ma ci sono affezionata.

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