mercoledì 15 gennaio 2014

Palazzo Te e gli svaghi dei Signori

La vita dei signori d'età rinascimentale si caratterizza per una costante doppiezza: da un lato esistono i ruoli e i luoghi del potere, dall'altro le sedi dello svago e del divertimento. I due aspetti quasi mai si collocano in contesti del tutto separati, principalmente per merito della teorizzazione di derivazione umanistica sulla necessità di far corrispondere ad un modello etico-politico una precisa linea estetica. Abbiamo già avuto modo di notare questo principio parlando del tema artistico e architettonico della città ideale, ma lo possiamo sviluppare specificamente analizzando una delle strutture dedicate al tempo libero dai signori mantovani: Palazzo Te.

La facciata interna del palazzo

La struttura sorge appena fuori dal centro storico della città lombarda, in un'area che nel XVI secolo era divisa dal cuore di Mantova dal fiume Rio, che, assieme ai quattro laghi ottenuti dall'intervento sulle acque del Mincio a scopo difensivo nel XII secolo, era parte del complesso sistema idrologico. L'isola su cui al tempo venne eretto il palazzo era chiamata 'Teieto' (di cui 'Te' è l'abbreviazione) forse per indicare un luogo occupato dai tigli o in riferimento alle capanne che vi sorgevano (tegie).
Palazzo Te, eretto fra il 1524 e il 1534, è il risultato del proficuo incontro fra Federico II Gonzaga e l'architetto Giulio Romano; quest'ultimo aveva ricevuto dal committente l'incarico di «accomodare un poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso» e lo eseguì elaborando uno spazio armonico e simmetrico, organizzato attraverso l'unione di una pianta quadrata (quella del fabbricato) e di una rettangolare (per lo spazio esterno). L'edificio è distribuito su un unico piano e edificato secondo i dettami dell'ordine architettonico dorico, cui si unisce la muratura in bugnato, tipica dello stile mantovano e della mano di Giulio Romano; L'edificio è caratterizzato da locali interni riccamente decorati con affreschi di tema mitologico o celebrativo delle glorie dei Gonzaga e spazi esterni ampi ed essenziali raccolti nel grande giardino terminante con un'esedra e al quale si accede percorrendo un ponte collocato su uno specchio d'acqua.

Sala dei cavalli

Le stanze sono comunemente denominate dai cicli pittorici che sono ospitati all'interno dei diversi locali e che si ascrivono a loro volta alla mano di Giulio Romano e dei suoi collaboratori. Superato l'atrio, il visitatore passa attraverso la Camera di Ovidio o delle Metamorfosi, la Camera delle imprese e la Stanza del Sole e della Luna per arrivare poi al salone da ballo, denominato Sala dei cavalli; questo spazio esibisce il grande vanto dei Gonzaga, celebri per le loro scuderie (l'unica struttura che occupava il Teieto prima del 1524) e i purosangue che vi erano alloggiati, qui raffigurati a grandezza naturale, completando la decorazione con statue e riferimenti alle imprese di Ercole, che sormontano le figure degli equini. Adibita ai banchetti e ai ricevimenti, la Camera di Amore e Psiche è dedicata alle raffigurazioni di episodi amorosi: oltre a quelli della fanciulla sposa di Eros (dipinti sulla volta e nelle lunette), infatti, vi sono affreschi parietali dedicati agli amori delle divinità che si ispirano alla mitologia classica e alle sue rielaborazioni umanistiche.

Camera di Amore e Psiche

Accanto a quello amoroso, che, già protagonista della Stanza delle Metamorfosi, ritorna nella Sala di Venere, l'altro grande tema presente nel ciclo pittorico è quello politico, cui si legano non solo il dispiegamento di stemmi dei Gonzaga e i riferimenti simbolici presenti un po'in tutto il palazzo alle loro imprese ma anche la presenza delle divinità olimpiche e del loro sovrano, Giove, garante dell'ordine e della giustizia: l'apoteosi della gloria del dio si incontra nella Sala dei Giganti, la cui volta è occupata da una vertiginosa spirale di nuvole in cui sono alloggiati gli abitanti dell'Olimpo mentre respingono l'assalto dei Giganti, piegati sotto il crollo delle architetture e ingabbiati fra pareti prive di alcuni angoli, lungo le quali la pittura si stende indisturbata. L'importanza della celebrazione dell'autorità dimostra che Palazzo Te non doveva essere solo un luogo di intrattenimento e raccoglimento privato, ma anche sede di iniziative pubbliche e diplomatiche importanti, come dimostra il passaggio nelle sue sale di Carlo V d'Asburgo nel 1530.

Volta della Sala dei Giganti

Sala dei Giganti - parete

Gli spazi esterni presentano una decorazione rovinata e si compongono di un giardino a pianta quadrata racchiuso fra una loggia monumentale che lo collega al palazzo, da due complessi laterali che ospitano le scuderie e le fruttiere e dall'emiciclo dell'esedra. Nella parte più lontana dal corpo centrale dell'edificio, nell'angolo tra il lato orientale e l'esedra è collocato un appartamento cui si legano il Giardino segreto e l'originalissimo ambiente della Grotta, realizzata fra il 1505 e il 1626 per richiamare le strutture dei ninfei che adornavano le stanze delle abitazioni antiche con fontane, statue, inserti di pietre, conchiglie ed escrescenze calcaree e decorazioni legate al tema dell'acqua e delle sue creature.
Il percorso di visita permette, salvo chiusure per interventi di restauro, di ammirare l'intero palazzo e il giardino, le collezioni di arte egizia e mesopotamica e la raccolta degli strumenti di misurazione, delle medaglie e delle monete del periodo della signoria. In pochi minuti di passeggiata, inoltre, si può comodamente raggiungere il centro storico e passare dagli spazi del divertimento a quelli della vita pubblica dei signori che per quattro secoli sono stati i protagonisti della storia politica e artistica mantovana.

C.M.

4 commenti:

  1. Bellissimo. Andai a Mantova appositamente per vederlo assieme al Palazzo di città (che purtroppo è più spoglio, ma comunque interessante da vedere). Stupenda anche la Basilica di Sant'Andrea, una delle chiese più rinascimentali che abbia mai visto.

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    1. Sicuramente Palazzo Te è più affascinante e suggestivo di Palazzo Ducale, ma Mantova, nel complesso, è un piccolo gioiello! Purtroppo, molti dei suoi monumenti hanno risentito dei terremoto del 2012...

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  2. La tua è una vera e propria visita guidata "virtuale" a Palazzo Te. Veramente interessante, molto belli gli affreschi. Inquietante quello della Sala dei Giganti. Foto bellissime, nitide in ogni particolare.

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    1. Ti ringrazio! Purtroppo le foto non sono opera mia (all'interno di Palazzo Te non è permesso fotografare) e non rendono la stranezza della Sala dei Giganti, che, dal vivo, dà letteralmente le vertigini!

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