lunedì 1 dicembre 2014

Midnight in Paris (Woody Allen, 2012)

Come resistere al fascino di città non solo bellissime, ma piene di arte, storia e cultura, in cui ogni angolo rievoca le pagine di un romanzo o i colori di un celebre dipinto? Questa magia è al centro della commedia firmata da Woody Allen Midnight in Paris (2011), in cui Owen Wilson interpreta Gil, uno sceneggiatore hollywoodiano alle prese con il suo primo serio tentativo di letteratura, una sfida che lo getta nello sconforto, complice il fatto che la sua fidanzata Inez (Rachel McAdams), con cui sta per sposarsi, non solo non lo incoraggia, ma soffoca costantemente i suoi sogni romantici, sminuendo l'importanza delle suggestioni della bellissima Parigi sull'animo dello scrittore. 

Ed è proprio nel tentativo di liberarsi dagli inviti festaioli del mondano e pedante Paul (Michael Sheen), nonché ex fiamma di Inez, che Gil si mette a passeggiare per le pittoresche strade di Parigi, alla ricerca di un'ispirazione che non tarda ad arrivare nella forma di un'auto d'epoca che appare sempre nello stesso angolo della città a mezzanotte. Gil, frastornato, sale a bordo senza rendersi conto dell'incantesimo che sta vivendo, fino a trovarsi ad una festa degli anni '20. Qui incontra Zelda e Francis Scott Fitzgerald (Alison Pill e Tom Hiddleston), inizialmente credendoli due personaggi che, per una strana coincidenza, hanno gli stessi nomi dell'autore de Il grande Gatsby e di sua moglie, ma subito dopo sente suonare Cole Porter e conosce Ernest Hemingway (Corey Stoll), che non tarda a diventare il suo mentore e gli propone addirittura di far leggere il suo manoscritto a Gertrude Stein (Kathy Bathes). In casa della Stein, Gil incontra la bella Adriana (Marion Cotillard), che scopre essere stata amante di Amedeo Modigliani e ora di Pablo Picasso (Marcial Di Fonzo Bo), che ha appena realizzato il suo ritratto. Tornando, sera dopo sera, in questo brano di passato, Gil ritrova l'ispirazione, conosce tanti altri personaggi di primo piano della cultura degli anni '20 (fra cui spiccano Salvador Dalì - Adrien Brody e Louis Buñuel - Adrien de Van), si innamora di Adriana, ma, quanto più cresce la sua confidenza col passato a lungo vagheggiato, tanto più Inez e i suoi genitori iniziano a nutrire diffidenza nei confronti di Gil.


Midnight in Paris, premiato con l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale (firmata dallo stesso Woody Allen) è incentrato sulla fantasia comune a coloro che amano le arti dei secoli andati e che, in parallelo, si sentono estranei alle mode e ai rapporti del proprio tempo, di una vita in un tempo ormai passato, con cui si identifica la speranza di una felicità altrimenti irraggiungibile: vagheggiando la Parigi degli anni '20, Gil vuole staccarsi dall'insoddisfacente storia con Inez, che non prende nemmeno in considerazione l'idea di abitare in un luogo che non sia Malibu e vuole riempire la loro casa di suppellettili inutili e costosissime. Ma una notte, mentre passeggia con Adriana, Gil assiste ad un nuovo incanto, salendo su una carrozza che porta entrambi in un tempo ancor più lontano, nella Belle Epoque ammirata dalla giovane, che odia gli anni '20 esattamente come Gil odia gli anni 2000 e che si trova perfettamente a suo agio al Maxim's fra Henri de Toulouse-Lautrec (Vincent Menjou Cortes), Paul Gauguin (Olivier Rabourdin), Edgar Degas (François Rostain), che, a oro volta, rintracciano il loro ideale di età d'oro nel Rinascimento.


L'illusione di Gil è presto svelata e la commedia si rivela ben più profonda di un semplice passatempo: Midnight in Paris riflette la tensione di ciascuno alla felicità, una forma di appagamento che gli esseri umani ricercano al di fuori di sé, in un tempo passato, nella convinzione che il loro posto e le loro occasioni di dare il meglio non siano nella grettezza di un presente in cui la pioggia non è poesia, ma una cascata di acidi inquinanti. Midnight in Paris è la traduzione di una tensione tipicamente romantica ad un passato perduto, ad un'epoca rimpianta eppure mai vissuta, mentre il presente scorre via, rischiando di privarci delle gioia che sono alla portata di tutti, ma che non si vedono perché lo sguardo è teso troppo lontano.


C.M.

2 commenti:

  1. Bellissima recensione, Cristina!
    Adoro questo film così come tutta la produzione di Allen. Questo però, ha qualcosa di particolare...sarà la musica, sarà la MC Adams che a me piace tantissimo (e veste benissimo i panni della stronza) oppure il richiamo al passato...ha un sapore magico. Il voler vivere in un'epoca che non è la nostra purtroppo è un vizio di cui ogni tanto cado preda e, confesso, spesso il tempo è proprio quello dell'età del jazz. Magnifica interpretazione di Wilson, davvero un bel film. Grazie di aver festeggiato Woody così!

    Ginevra di Sentieri Letterari

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    1. Grazie a te, Ginevra, per esserti unita ai festeggiamenti e aver condiviso questo tuo particolare sogno di età d'oro! Anche a me capita di vagheggiare il passato (e non è stato poi così ininfluente nella mia scelta del percorso di studi): in fondo un po'di sana fantasia non può che far bene!

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