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lunedì 2 marzo 2015

Il buio oltre la siepe (Lee H.)

Qualche settimana fa si è sparsa la voce della prossima uscita di un nuovo libro di Harper Lee, autrice che, dopo l'enorme successo de Il buio oltre la siepe (1960) e la premiazione con l'ambito Pulitzer, non ha più offerto una pagina ai suoi lettori. Ancora non si è chiarito se si tratti di una notizia attendibile o meno, ma certamente il primo e unico libro finora pubblicato dalla Lee continua a far parlare di sé, ad essere letto e ad essere presentato come un classico della letteratura mondiale.

Il buio oltre la siepe è un romanzo che pone l'attenzione sul tema delle discriminazioni e del rapporto con il diverso. Siamo nell'Alabama degli anni '30, nella cittadina di Maycomb, nella quale sia sta svolgendo un processo contro Tom Robinson, un uomo di colore accusato di aver violentato Maiella Ewell e condannato a morte nonostante la testimonianza di Tom e le risapute abitudini rozze e violente degli Ewell, dimostrate in tribunale, ma non sufficienti ad assolvere l'imputato. A difendere Tom è l'avvocato Atticus Finch, che, proprio a causa di questa scelta, attira su di sé maldicenze e accuse, ma è fermamente convinto che l'uguaglianza degli uomini di fronte alla legge debba essere garantito anche a costo di correre un pericolo personale e subire le minacce degli Ewell e di tutti coloro che, accecati dal pregiudizio, si aspettano una rapida condanna.
Originale è la prospettiva di narrazione scelta da Harper Lee: la storia di Tom e la lotta di Atticus sono raccontate dalla voce della giovanissima ribelle Jean Louise, detta Scout, figlia dell'avvocato, sempre in compagnia del fratello maggiore Jem, per lei un punto di riferimento nel percorso di crescita. Di indole turbolenta e recalcitrante di fronte alle buone maniere - con sommo orrore della perfetta zia Alexandra - Scout è costantemente impegnata, assieme a Jem e al comune amico Dill, a inventare giochi, a stuzzicare il misterioso Boo Radley, recluso nella propria casa, nel cortile accanto a quello dei Finch, e ad origliare le conversazioni degli adulti, fino a spingersi in tribunale, dove tutte le dicerie, i pregiudizi e i pettegolezzi di Maycomb assumono la forma di un processo in cui il buon senso sembra non trovare posto.
Attraverso gli occhi ingenui di Scout, l'assurdità delle accuse mosse a Tom emerge in tutta la sua evidenza. Ma, come spesso accade, gli adulti non sono capaci della stessa genuinità e mascherano il mito della razionalità dietro muri di fumo eretti dal pregiudizio, soprattutto laddove sentono minacciata un'identità che associano ad una presunzione di superiorità. Ecco, allora, che la sincera voce di Scout, che conosce bene la cattiva fama di cui godono gli Ewell, che tutti, a Maycomb, sono pronti ad additare con disgusto, si meraviglia di come, di fronte alla più che credibile testimonianza di Tom, la gente della città preferisca condannare un uomo di colore quasi certamente innocente che stigmatizzare l'inciviltà dei suoi calunniatori, che pure non stentano a riconoscere.
Scout tempesta Atticus di domande, cercando una logica in ciò che le appare privo di ogni ragionevolezza: si aspetta forse di avere dagli adulti una spiegazione che a lei, in quanto bambina, non è accessibile, ma la verità è che è proprio lei, con la sua immediatezza, a vedere la verità di una follia collettiva. Interessante è la figura di Jem, un piccolo eroe agli occhi della sorella, che è per lei l'anello di congiunzione fra il mondo dei bambini e quello degli adulti: nel suo rancore, nella sua rabbia per ciò che la comunità di Maycomb fa a Tim (un astio che Atticus tenta in ogni modo di moderare per trasmettere ai figli il rispetto per il pensiero di tutti) Scout vede la sconfitta del fanciullo e dell'innocenza, in un mondo che non è disposto ad ascoltare alcun messaggio di fratellanza.
Harper Lee
Gli adulti, ad eccezione di Atticus, una sorta di gigante buono per Scout, escono da questo romanzo sconfitti e giudicati dai ragazzini, nell'affermazione di una rigorosa logica che smaschera la grettezza del pregiudizio, particolarmente forte quando Scout, ricordando le energiche affermazioni di democrazia, uguaglianza e libertà sostenute in classe dalla maestra di fronte alle notizie riportate sui quotidiani riguardo le discriminazioni naziste, si domanda come possa quella stessa insegnante porsi fra gli accusatori di Tom, sostenendo che sia tempo che i neri abbassino la cresta e siano privati di troppe libertà concesse. Un controsenso ipocrita che nessun, ovviamente, riesce a motivare.
Il buio oltre la siepe era una lettura che volevo fare da tempo, incuriosita com'ero dalla fama di questo testo. Ammetto di non avervi trovato, dalla metà in avanti, una così forte ammissione di grandezza, anzi, il carattere avvincente delle prime pagine, con la storia di Boo Radley e i tentativi di Scout, Jem e Dill di farlo uscire allo scoperto, mi aveva acceso aspettative che non sono rimaste soddisfatte. Ciò nonostante, questo romanzo mi ha offerto una piacevole lettura, oltre che diversi spunti di riflessione, grazie soprattutto alla prospettiva adottata, di cui ho diffusamente parlato. Il buio citato nel titolo fa riferimento all'oscurità che si impadronisce di noi di fronte a ciò che non conosciamo, al di là del limite di sicurezza dato dalle nostre convinzioni e dai punti di riferimento quotidiani: è buio Boo Radley, con la sua storia piena di ombre e la sua vita ritirata, che, agli occhi dei bambini, potrebbe celare segreti e mostruosità (come il fatto che avvicinarsi alla sua casa significhi cadere vittima di qualche maledizione), è buio Tom Robinson, che diventa capro espiatorio perché diverso, perché vien più facile accordare la propria pietà ad un uomo violento con lo stesso colore della pelle che ad un innocente di colore. Il pregiudizio e gli atti che ne derivano, però, sono meglio espressi dal titolo originario del testo To Kill a Mockingbird, (Uccidere un merlo, nell'espressione usata da Scout), che allude all'abominio dell'uccisione di una creatura innocente che, come un uccellino, al mondo non dona altro che un canto semplice ma rasserenante.

Gregory Peck con Mary Badham e Philip Alford, protagonisti del film
tratto dal romanzo nel 1962 per la regia di Robert Mulligan
«Voi conoscete la verità, e la verità è questa: alcuni negri mentono, alcuni negri sono immorali, alcuni negri non possono essere lasciati accanto alle donne, nere o bianche che siano. Ma questa è una verità che si può applicare a tutta la razza umana e non a una particolare razza di uomini»
C.M.

10 commenti:

  1. Questo libro è uno dei miei preferiti, da quando l'ho letto mi è rimasto nel cuore...con lui anche Atticus!

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    1. Atticus è, in effetti, un personaggio grandioso, quasi un eroe di altri tempi, eppure propone riflessioni e ideali strettamente moderni!

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  2. Io non ho letto questo libro perchè sto attendendo il momento adatto. Ci tengo particolarmente.
    Da piccina vidi il film con mio padre e ne rimasi talmente impressionata e folgorata allo stesso tempo, che ancora ricordo tutto, nonostante l'abbia visto solo quella volta.

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  3. Un libro imponente, come la pietra di Davide. L'ho letto tardissimo e apprezzato all'inverosimile.

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    1. Anch'io ci sono arrivata tardi, ma sono contenta di non essermelo persa!

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  4. Ho letto questo libro recentemente, mi è piaciuto pur non considerandolo un capolavoro della letteratura mondiale. Grande, quasi un mito, la figura di Atticus. Per uno strano caso proprio oggi ho pubblicato sul mio blog un post su Truman Capote, grandissimo amico della Harper Lee.
    Ti auguro una buona giornata.
    Antonella

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    1. In effetti Capote viene sempre suggerito in abbinamento alla Lee, almeno nelle associazioni dei motori di ricerca o dei social network dedicati ai libri, ma di suo non ho mai letto nulla... sarà da tenere presente!
      Grazie e buona giornata anche a te!

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  5. Ho letto questo romanzo ai tempi del liceo! Troppo tempo fa, sicuramente, ma mi è rimasto piuttosto impresso.Chissà se lo rileggessi ora!

    (P.S.: Capote è meraviglioso *__*)

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    1. Proprio per soddisfare queste curiosità è bello, di tanto in tanto, rileggere i libri, soprattutto se già in passato li abbiamo amati! :)

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