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venerdì 19 giugno 2015

Nel caffè della gioventù perduta (Modiano)

Nella vita di ogni appassionato lettore ci sono alcuni libri che lasciano il segno più di altri, che, con le loro storie e il loro stile, si guadagnano un posto speciale. Quando trovo questi libri mi sembra di vivere un'esperienza mistica: esco dalla lettura rinfrancata, convinta di poter leggere nei minuti seguenti altri mille testi, buttandomi a capofitto in altre letture per ricercare quello stesso sentimento appena suscitato e consumato.

Così è stato con Nel caffè della gioventù perduta, romanzo del premio Nobel per la Letteratura 2014 Patrick Modiano, pubblicato da Einaudi nel 2010. Un romanzo breve, nella cui costruzione si intrecciano le prospettive di diversi personaggi che hanno in comune una cosa: Louki.
Louki è una ragazza malinconica, ossessionata da quella prigione che Nietszche chiama Eterno Ritorno: teme la vita quotidiana, ricerca la vita vera, anche se ella non sa come definirla. Louki vuole sfuggire alla realtà che la soffoca, ad una madre assente, ad una casa vuota, ad un marito che chiama per nome e cognome, tanta è la differenza d'età e di mentalità che li separa. Ella stessa racconta, per un capitolo, la propria storia, ma la sua prospettiva si sovrappone a quella di uno studente dell'École des mines, Pierre Caisley, investigatore assunto da Jea-Pierre Choureau, marito di Louki (che in realtà si chiama Jacqueline) e Roland, che con Louki si trova in particolare sintonia.
Da questo quadro composito, che ha come perno il pittoresco caffè Le Condé e i suoi variegati personaggi, emerge una storia complessa, rispetto alla quale ciascuno ha notizie e pensieri diversi: Louki è compresa o genera la totale confusione, appare ora una creatura libera pronta ad aprirsi all'entusiasmo, ora un uccello in gabbia destinato a consumarsi. E il caffè in cui noi la incontriamo nelle prime pagine sembra indissolubilmente legato al destino della ragazza, come se, entrandovi, ella avesse impresso una svolta all'Eterno Ritorno degli avventori, al quaderno delle presenze tenuto da uno di loro, portando fra le pareti e i tavoli, con la propria inafferrabilità, quel cambiamento che ella stessa va cercando, ma che sembra esserle precluso. C'è sicuramente Nietsche, nella sua storia, c'è la volontà di potenza, ma c'è anche Schopenhauer, c'è la vita come volontà. Ecco perché il testo è apprezzabile su due livelli: quello della storia struggente di Louki e quello della riflessione esistenziale che ha portato la letteratura alle più alte vette.

Con Nel caffè della gioventù perduta Patrick Modiano ha tessuto una storia che parla a tutti noi, caricandola di emozioni intense e colorandola dell'arbitrarietà dei nostri giudizi: Louki sfugge, Louki disorienta, Louki vaga alla ricerca di qualcosa che non conosce se non in negativo, come contraltare di quella monotona routine nella quale riconosce soltanto il prolungamento di un'infanzia di solitudine.
Ho letto questo libro in modo vorace, spesso tornando a gustarne alcuni passaggi per essere certa di non lasciarmi sfuggire i particolari (talvolta volutamente omessi) e per soffermarmi su alcuni passaggi in cui lo stile di Modiano sembra parlare alla parte più intima di noi.
Sì, quella libreria non è stata soltanto un rifugio, ma una tappa della mia vta. Spesso restavo lì fino all'ora di chiusura, C'era una sedia vicino allo scaffale, o piuttosto un altro sgabello. Mi sedevo e sfogliavo i libri e gli album illustrati. Mi chiedevo se si accorgesse della mia presenza. In capo a qualche giorno, senza smettere di leggere, mi diceva una frase, sempre la stessa «Allora, la sta trovando la sua felicità?».
C.M.

p.s.: Ringrazio Giulia de Il Feuilleton per avermi irretita con la sua recensione, spingendomi a conoscere l'autore e questo suo bellissimo romanzo.

6 commenti:

  1. Appena è saltato fuori il nome di Modiano, questo è il primo (e unico?) titolo che ho puntato, dalla quarta di copertina mi è parso subito nelle mie corde. Penso che lo leggerò.

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    1. Lo stesso per me, e sai quanto sia difficile che un autore vivente faccia breccia nei miei scaffali. Questa è stata proprio una lettura piacevole, credo proprio che la gradirai!

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  2. Ciao Cristina!
    Le tue recensioni sono sempre emozionanti e ben curate. Modiano è uno scrittore che mi affascina ma che non sono ancora riuscita a leggere (mancanza di tempo). Dopo essere stata a Parigi lo scorso inverno sento forte il bisogno di leggerlo: per fortuna presso le biblioteche della mia zona ci sono quasi tutti i suoi lavori!

    Claudia - Il giro del mondo attraverso i libri

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    1. Credo che anche a te piacerebbe questo libro, soprattutto perché di atmosfere parigine se ne respirano proprio tante!
      Grazie di aver apprezzato la recensione!

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  3. Quello che mi ha colpito è il carattere di Louki, che mi risuona piuttosto forte, in questo periodo. Una creatura che cerca la vita vera, soffocata dalla vita come si presenta "normalmente". Non ho ancora letto il romanzo, ma lo terrò a mente. Nel frattempo, mi hai ricordato, anche tu, che ho Nietzsche e il suo Anticristo da leggere...

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    1. Ricordo che mi sciroppai quel libricino (il diminutivo è per la mole, non certo per la leggerezza) alla fermata dell'autobus, non riuscivo a staccarmi dalle pagine! Buona lettura! ;)

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