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martedì 22 dicembre 2015

A tu per tu con un 'umanista nerd'

Sono estremamente orgogliosa di parlarvi oggi di un progetto meritevole di attenzione e di plauso: si tratta di Umanesimo Nerd, la pagina Facebook creata da Luca Merlina lo scorso 30 aprile e in breve arrivata oltre i 12.000 follower grazie ai contenuti mordaci a tema umanistico. 
 
Da Umanesimo Nerd
Giorno dopo giorno, Umanesimo Nerd delizia i suoi lettori con argute vignette dedicate ai protagonisti e agli autori della letteratura, senza dimenticare però più ampie questioni culturali e storiche, con una predilezione marcata per le vicende del Quattrocento e del Cinquecento e per la Commedia dantesca. 
Le didascalie che Luca accosta a rappresentazioni delle opere letterarie, ai volti di poeti, scrittori, filosofi e sovrani ma anche ai fotogrammi dei film sono ora intrise di un umorismo sottile connaturato ai temi culturali, ora ispirate ai più dissacranti pensieri che qualsiasi studente, in qualche momento della sua biografia scolastica, ha meditato o esternato con risultati che andavano dall’ilarità della classe all’indignato richiamo dei docenti. Alla base, come si intuisce dal titolo, c’è un forte amore per la cultura umanistica, oltre alla consapevolezza, propria di molti filologi e letterati, delle devianze mentali che nascono da questa fissazione culturale, sempre scherzosamente parlando. L’umanista nerd è un po’come il maniaco di Guerre stellari, ma, anziché desiderare una spada laser, immagina folli imprese con la mitica Durlindana di Orlando!
Ma cosa c’è dietro alla verve di Umanesimo Nerd? Tanta cultura e tanta ironia, ovviamente, ma noi vogliamo saperne di più, e non c’è nulla di meglio che interrogare direttamente Luca, che si è gentilmente reso disponibile a questo colloquio, che riporterò in forma di domanda e risposta, nel rispetto dell’arte del dialogo tanto cara agli umanisti.
 
D. Benvenuto fra noi civette, Luca, e grazie di aver accettato di parlarci del tuo progetto. Innanzitutto ti chiedo di presentarti brevemente, spiegando come sei diventato un umanista nerd e come è nata la tua pagina Facebook. 
 
Da Umanesimo Nerd
R. Prima di tutto ti ringrazio moltissimo per l’attenzione riservatami e per l’opportunità offertami. Umanista nerd credo di esserlo sempre stato, considerato il mio retroterra culturale! Fin da bambino mi sono costruito la fama di lettore vorace e tutto sommato onnivoro, ma non mi sono mai – fortunatamente – fossilizzato nel tipico modello del ‘topo di biblioteca’; ho sempre avuto un’indole abbastanza incline al ‘cazzeggio’ (si può dire o rischio la fustigazione?), cosa che mi ha portato a non trascurare le altre sfere ludiche – tengo a precisare 'altre' perché ritengo la lettura l’attività ludica per eccellenza – quali i videogiochi, il cinema, le serie tv e soprattutto la musica (sono un grande appassionato di heavy metal e progressive rock fin da adolescente). Nulla di straordinario, tutto sommato; quel ‘qualcosa in più’ che ritengo di avere è un certo sarcasmo pungente che mi porto dietro praticamente dalla nascita: roba che nel campo accademico ‘ufficiale’ non mi aiuta di certo, anzi, ma che si adatta perfettamente alla dimensione giocosa dei social network. Questo per quel che riguarda il mio background; quanto alla pagina in sé, l’idea di base affonda le sue radici in alcune conversazioni di qualche annetto fa tra me e Gianluca, uno dei miei amici più cari, nelle quali ci chiedevamo se al mondo potesse esistere e aver diritto di cittadinanza la figura – per l’appunto – dell’umanista nerd. La cultura nerd è spesso immediatamente associata alle branche scientifiche, quindi il progetto originario (il quale non si discostava più di tanto da quello a cui in seguito ho dato avvio) era di creare una pagina che potesse fungere da base per la ridefinizione del concetto stesso.
 
D. Partendo dunque da questa idea, Umanesimo Nerd ha rapidamente conquistato migliaia di seguaci su Facebook (e da qualche tempo è attivo anche un account Twitter): ti aspettavi un simile successo? Hai avuto particolari sorprese nei riscontri dei tuoi numerosissimi utenti o dai tuoi amici e colleghi?
 
R. Ero consapevole fin dall’inizio delle potenzialità della pagina, ma non mi aspettavo di certo un simile riscontro di pubblico! Ricordo che l’obiettivo minimo fosse inizialmente quello di raccogliere un migliaio di ‘mi piace’ in un annetto circa... Avevo evidentemente sottovalutato il gran numero di umanisti nerd sparsi per il globo. Le più grandi soddisfazioni sono arrivate quando ho scoperto che alla pagina si erano interessati diversi miei colleghi di università, i quali però ignoravano che ci fossi io dietro!
 
D. Di solito cosa innesca la creazione delle vignette che pubblichi? C’è qualche curiosità relativa a qualcuna di esse in particolare?
 
Da Umanesimo Nerd
R. Tengo innanzitutto a precisare che qualsiasi suggerimento da parte dei fan è ben accetto, anche se mi riservo sempre e comunque l’ultima parola sulla pubblicazione, perché desidero che ogni singola immagine sia contenutisticamente e graficamente in linea con lo stile della pagina. 
Al momento devo però ammettere che quasi tutti i post sono farina del mio sacco, anche se ho accolto due o tre suggerimenti della mia ragazza, Federica (sicuramente più ferrata di me in storia dell’arte), e di pochi altri. Motore delle battute che elaboro è sostanzialmente l’improvvisazione selvaggia; nelle singole immagini cerco di riversare tutto il sarcasmo che deriva sia dalla mia formazione letteraria sia dalla mia cultura ‘nerd’: penso in particolare alla comicità dei Monty Python (ho rivisto Brian di Nazareth almeno una dozzina di volte), all’umorismo colto in stile Boris – la serie tv italiana, assolutamente da recuperare e propagandare presso i posteri – , ma anche a certo cinismo insito nelle sit-com americane; il tutto è spesso sapientemente (?) mixato con la mia passione per il fantasy, come avrete avuto modo di appurare dai frequentissimi riferimenti al Signore degli Anelli e alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. Fermo restando un simile retroterra, l’ispirazione giunge spesso dal nulla, sul momento: “epifania di un aforisma”, potremmo definirla. Qualche curiosità? Beh, posso dirti che la battuta dell’ormai celeberrima immagine del profilo della pagina (quella con Ariosto polemico nei confronti di Tasso) altro non è che l’ironica sentenza buttata lì da mio zio durante uno spassoso dibattito inter nos sulla supposta superiorità del Furioso nei confronti della Liberata. Era la notte di Capodanno di qualche anno fa, in famiglia ci divertivamo così...  

D. Sempre più spesso, in quest’epoca ipertecnologica, veloce e pragmatica, la cultura umanistica viene considerata una zavorra inerte, le ore ad essa dedicate nelle scuole vengono ridotte e le risorse tagliate e chi studia storia, letteratura o filosofia finisce in molti casi per essere considerato una persona fuori dal mondo, come testimoniano polemiche anche molto recenti. Il successo di Umanesimo Nerd, a tuo parere, può rappresentare la popolarità e la vitalità di questo genere di cultura e prospettare la possibilità che essa resista e rimanga forte e capace di soffocare le polemiche sulla sua presunta inutilità?
 
Da Umanesimo Nerd
R. Non mi dilungherò granché sull’argomento, per il semplice fatto che non mi ritengo la persona adatta ad affrontare tematiche di questo tipo. Dico solo che in molti sottovalutano il potere, insito nelle discipline umanistiche, di renderci – per l’appunto – umani. La tradizione letteraria, filosofica, storica, artistica ci forma come individui in modo forse ‘sotterraneo’, ma rappresenta pur sempre l’humus su cui si fonda la nostra individualità. L’uomo impara prima a parlare, poi a scrivere, poi a far di conto: senza le nozioni apprese nelle prime due fasi, la terza non potrebbe essere neppure raggiunta; credo non sia un dettaglio trascurabile. Quanto al successo di Umanesimo Nerd, posso solamente dire (con una buona dose di scaramanzia) che mi fa ben sperare... ma si tratta pur sempre di una pagina nata con intenti ludici, non certo propagandistici e ‘sociali’. 
 
D. Eppure anche l’aspetto ludico della vita è importante e credo che possa stimolare un approccio più genuino anche alla cultura, in casi come questo. A tal proposito, mi viene spontaneo approfondire la questione della dogmaticità del sapere. Nel nostro Paese si fa sentire parecchio un senso di auctoritas che pretende di riservare il trattamento della cultura, anche letteraria, agli specialisti, limitando la possibilità di espressione di pareri critici ed estetici o da parte di coloro che non appartengono agli ambienti istituzionalizzati delle accademie, dei comitati scientifici o dei circoli letterari. Umanesimo Nerd rappresenta invece un modo di comunicare la cultura sano, divertente e provocatorio, veicolando comunque la certezza che dietro all’ironia c’è una valida preparazione letteraria: quanto è importante, anche al di là di questo progetto social, trattare con una sorta di confidenza i miti culturali e fino a che punto credi si possa ‘popolarizzare’ la grande letteratura per permettere alla maggior parte delle persone di avvicinarla senza diffidenza e senza avvertire quel senso di estraneità che le auctoritates sembrano voler imporre?
 
Da Umanesimo Nerd
 
R. In realtà trovo che il concetto di auctoritas ponga – specie in campo umanistico – un problema più complesso: l’autorità rappresenta un fattore positivo quando si pone come guida in direzione del suo stesso superamento; diviene per contro un fattore molto negativo nel momento in cui pretende di costituire un modello assoluto e insuperabile, e ciò avviene anche e soprattutto a scapito dei giovani studiosi operanti nel suo stesso ambito culturale. Chiarito questo, devo confessare che il mio intento non è quello di ‘popolarizzare’ alcunché; punto semmai a stimolare in coloro che già posseggono delle basi adeguate la capacità di ironizzare su se stessi e sul proprio campo di studi, di andare avanti senza mai prendersi troppo sul serio e di non abbattersi e mantenere la propria rotta anche di fronte alle opposizioni pedantesche. È questo il concetto che ho di ‘sfida alla società’: contrastare le tendenze ‘livellanti’ e ‘uniformanti’ con un’esortazione all’individualismo e alla rottura degli schemi. Sia ben chiaro: parlo di decostruzione dall’interno, non di rivoluzione. Una società che non fa ironia sulla sua stessa natura non è una società degna di essere considerata all’avanguardia; anche per questo non bisogna aver paura di dialogare con i propri modelli culturali, pur mantenendo un profondo rispetto nei loro confronti, e questo dialogo dev’essere un interscambio: l’archetipo ci fornisce una base, sta a noi poggiarci su di essa non subendone passivamente l’influenza. 
 
Da Umanesimo Nerd
D. Non potrei essere più d’accordo, così come sono in totale sintonia con la grande presenza di Dante nei post di Umanesimo Nerd. Le vignette di maggior successo, infatti, sono indiscutibilmente quelle dedicate al Sommo e alla Divina Commedia (che sono anche le più numerose), e sicuramente il poema è amato da molti Italiani, oltre a riscuotere grande ammirazione anche all’estero: perché, a tuo parere, un autore così lontano da noi riesce a conquistare tanta devozione? È solo un fatto di formazione scolastica oppure il ‘Ghibellin fuggiasco’ ha una marcia in più?

R. Innanzitutto, dato il tuo riferimento alle vignette, mi sento in dovere di ringraziare (spero possa leggermi, ovunque sia) quel grandissimo artista che risponde al nome di Gustave Doré. È soprattutto a lui che devo la mia passione per la Commedia e, di conseguenza, quella per la letteratura italiana nella sua totalità! Ho iniziato a leggere Dante proprio grazie allo stimolo fornitomi dalle sue splendide illustrazioni, presenti in una vecchia edizione dell’Inferno appartenuta – se non ricordo male – ai miei nonni e a mio padre. Credo che nessun illustratore abbia mai saputo interpretare il poema dantesco con la stessa espressività di Doré, il quale sapeva rendere agilmente sia la drammaticità di certe scene, sia la paradossale comicità insita in alcuni quadretti infernali (certe espressioni facciali di Dante le ritengo memorabili!); è proprio per questo che ho scelto lui come punta di diamante per veicolare il messaggio di Umanesimo Nerd. Per quel che riguarda Dante, è presto detto: egli non era una persona comune. Possedeva un’immensa capacità di decriptare l’animo umano, sapeva essere duro o conciliante a seconda delle circostanze, aveva – allo stesso tempo – la consapevolezza di sé, della sua unicità e di ciò che avrebbe costituito per i suoi successori. Credo che nessuno potrà mai anche solo avvicinarlo. Sono ormai giunto a ritenere che l’affetto che il nostro paese prova per lui vada al di là del semplice valore letterario: è un amore mistico, una vera e propria venerazione. Dante è assimilato a un santo, in un momento storico nel quale ci si affida sempre più ai santi e sempre meno agli intellettuali. Forse occorrerebbe un lievissimo mutamento di prospettive...
 
Da Umanesimo Nerd
D. Anche qui devo darti ragione, forse sta diventando vittima di alcune semplificazioni che investono i classici quando la mole di scritti su di essi li supera, come scriveva il grande Italo Calvino: questo ne garantisce la sopravvivenza, ma, allo stesso tempo, implica un allontanamento dai messaggi e dalle funzioni originarie.
Chiudo con una curiosità personale, nella certezza che essa sia comune a molti lettori: quali autori della letteratura italiana o quali opere prediligi e per quale motivo? Essendo tu uno specialista del settore e un umanista nerd, devo chiederti anticipatamente di limitare la tua presumibilmente lunga lista a due o tre elementi, per quanto sia difficile! 
 
R. ‘Difficile’ è un grosso eufemismo, temo sia impossibile! Tenterò tuttavia di limitarmi a due-tre nomi, il primo dei quali non può che essere Dante; sembrerà scontato dirlo, ma la Commedia racchiude tutto quel che si possa desiderare in un’opera letteraria, mentre la Vita Nuova ci pone dinanzi al misticismo insito in tutte le dinamiche amorose (quando di vero amore si può parlare). Gli altri due autori sul mio personalissimo podio sono senza dubbio Boccaccio e Ariosto: il primo in quanto primo vero scrittore ‘moderno’, avendo definito – in Italia, ma anche in Europa – le basi del poema eroico, del racconto breve e persino del romanzo psicologico (andate a rileggere la Fiammetta!); il secondo in quanto sommo rappresentante del potere della fantasia e alfiere del gioco combinatorio. Ma credo sia meglio fermarsi qui: non farmi nominare Cavalcanti, Petrarca, Lorenzo, Poliziano, Pulci, Boiardo, Tasso, Marino, Leopardi, Monti, Tarchetti, D’Annunzio, Pirandello, Campana, Montale, Buzzati, Calvino...
Il colloquio con Luca, che ringrazio per la disponibilità e cui auguro buon proseguimento, potrebbe proseguire all’infinito, dato che ad ogni sua risposta nascono in me nuove curiosità (ecco cosa succede quando si incontrano gli umanisti nerd): vedremo apparire fra le mitiche vignette anche Pirandello e Buzzati? A chi tributare i sommi onori del poema cavalleresco e religioso fra Ariosto e Tasso? Seguiamo dunque Umanesimo Nerd e scopriamolo insieme!

C.M.

4 commenti:

  1. questa pagina mi fa sempre ridere un sacco!

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    Risposte
    1. Lo stesso vale per me: è impossibile resistere!

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  2. Risposte
    1. Lunga vita a noi fanatici della letteratura! ;D

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