giovedì 31 marzo 2016

Deliziosa Verona #3: Dante e i della Scala

Nel XIII secolo Verona torna ad assumere un ruolo di prestigio con l'affermazione della dinastia Scaligera e si arricchisce di monumenti che ancora oggi catturano l'attenzione sia che li si ammiri come turisti in una rapida gita, sia che se ne possano ammirare i dettagli visita dopo visita da cittadini. 

Verona, Torre dei Lamberti
La fondazione della signoria, come per Firenze e altri comuni dell'Italia centro-settentrionale, è l'evoluzione di un continuo conflitto fra la fazione guelfa (in città capeggiata dalla famiglia dei Sanbonifacio) e quella ghibellina. Alla morte di Ezzelino da Romano, capo ghibellino e vicario imperiale di Federico II, è Leonardino della Scala, detto Mastino I, esponente di una famiglia arricchitasi grazie ai commerci lungo l'Adige, ad impedire che i ghibellini prendano il controllo della città. Rafforzato prima dal titolo di podestà in comuni minori del veronese poi dalla carica di capo della Domus mercatorum, nel 1262 Mastino viene eletto Capitano generale perpetuo del popolo e intraprende campagne militari di grande successo. Lo splendore della dinastia sale a dismisura quando ad Alberto, fratello di Mastino, succede Can Francesco della Scala, meglio noto come Cangrande, figlio dello stesso Leonardino. A lui e alle sue vittorie militari Verona deve il suo prestigio, che resiste qualche anno dopo la sua morte grazie al governo di Mastino II, che, prima di essere sconfitto da una coalizione anti-scaligera guidata dai Visconti, estende il dominio di Verona fino a Parma e Lucca.
Alla presenza degli Scaligeri in città si legano l'importanza di Piazza delle Erbe, già foro romano e divenuta poi sede della Domus mercatorum e dei maggiori scambi commerciali cittadini, la costruzione della fortezza di Castelvecchio, voluta da Mastino I fra il 1454 e il 1456, il complesso delle Arche scaligere e l'adiacente Piazza dei Signori, detta anche Piazza Dante dalla statua del poeta posta nel suo centro.

Verona, facciata di Castelvecchio

Castelvecchio è tappa obbligata e affascinante dell'itinerario veronese: il suo corpo si sviluppa all'interno dell'ansa dell'Adige, ma la parte più affascinante del complesso è il lungo ponte merlato che lo collega alla sponda opposta e che è liberamente accessibile. All'interno del castello è stato ricavato il Museo civico divenuto tristemente famoso per il recente furto che ha coinvolto opere di grande pregio di artisti quali Pisanello, Bellini, Rubens, Mantegna e Tintoretto. Prima di questo fatto, il museo non godeva purtroppo di grande considerazione a livello nazionale (e forse anche cittadino): se i dipinti saranno recuperati, c'è da sperare che la notizia dello scempio abbia prodotto se non altro il risveglio della curiosità che questa struttura merita non solo per i capolavori di questi grandi artisti, ma per il percorso espositivo nel suo insieme, che offre la possibilità di ammirare sculture di epoca medievale (fra cui la celebre statua equestre di Cangrande e quella di Mastino II), affreschi del XIV secolo (che invitano a proseguire la visita al Museo Cavalcaselle raggiungibile in pochi minuti), dipinti di epoca moderna e collezioni di armi, nonché di raggiungere i camminamenti e i livelli superiori della fortezza.

Verona, il ponte di Castelvecchio

Da Castelvecchio si possono comodamente raggiungere la basilica di San Zeno, Piazza Bra e Piazza Erbe. Procedendo in direzione di quest'ultima, si giunge nel cuore della Verona medievale, in un perimetro racchiuso fra lo stesso castello, il duomo, la chiesa di Santa Anastasia e quella di San Fermo. Dietro a Piazza delle Erbe si spalanca la pittoresca Piazza dei Signori, sulla quale affacciano l'antico Palazzo del Podestà, la Loggia del Consiglio, il Palazzo della Ragione su cui svetta la Torre dei Lamberti e al cui interno di trova la Galleria d'arte moderna, e il Palazzo di Cansignorio (figlio di Mastino II). L'insieme forma un accogliente spazio di passeggio e ristoro, nel quale è impossibile non avvertire tutta l'imponenza della storia medievale della città, specialmente se si compie qualche passo più in là, verso la chiesetta di Santa Maria antica, nel cui cortile hanno sede le Arche scaligere, monumentali sepolture dei della Scala.

Verona, Piazza dei Signori e monumento a Dante

Un paio di curiosità interessanti sono legate a questa piazza, o, per meglio dire, ai suoi accessi. Quello maggiore, che la collega a Piazza Erbe, chiamato Arco della Costa, è sormontato da un oggetto arcuato che la leggenda vuole essere una costola di qualche gigante o, addirittura, di Lucifero; si tratta in realtà di una costola di balena o di un ittiosauro che un tempo faceva parte dell'insegna di una delle botteghe di spezie della piazza. L'arco che dà su via Fugge (che collega la piazza a Corso Sant'Anastasia, invece, è sormontato da una statua del medico veronese Gerolamo Fracastoro, vissuto fra il 1476 e il 1553, che tiene in mano una sfera che rappresenta il mondo (la cosiddetta Bala de Fracastoro); la leggenda vuole che la statua lascerà cadere la palla il giorno in cui sotto di essa passerà un uomo onesto, dato molto pungente se si pensa che da quell'arco transitavano ogni giorno giudici, uomini di potere, consiglieri e tutti coloro che si recavano in tribunale.
Tuttavia è fuori da ogni dubbio che a catalizzare l'attenzione di chi arriva nella piazza sia la statua dedicata a Dante Alighieri, realizzata da Ugo Zannoni in marmo di Carrara nel 1865 e voluta dai Veronesi come segno di riconoscimento al poeta e, insieme, di sfida al dominio austriaco a seicento anni dalla nascita del padre della lingua italiana.
Verona, Arche scaligere - tomba di Cansignorio
Dante soggiorna a Verona durante il suo esilio, dal 1313 al 1318, ospite di Cangrande della Scala, e forse alloggia proprio in uno dei palazzi di Piazza dei Signori. Ad avvicinarlo al signore di Verona non è solo il grande prestigio politico e culturale della città e dei suoi governanti, ma anche la comune simpatia per Arrigo VII, che ha valso all'Alighieri il titolo di ghibellino che anche Foscolo gli attribuisce nel carme Dei sepolcri. La gratitudine di Dante per la protezione offerta da Cangrande si evince dalla profezia che Cacciaguida recita nel canto XVII del Paradiso (vv. 70-90) ed è ancor più evidente nell'epistola XIII, con la quale il poeta dedica al signore di Verona l'ultima cantica della Commedia, spiegandone anche titolo e livelli di lettura. Anche dopo aver lasciato Verona, comunque, Dante rientra in contatto con Cangrande in occasione della discussione della Quaestio de aqua et terra nella chiesa di Sant'Elena, nucleo originario del complesso del duomo, ancora oggi ricordato per essere stato sede di questo importante avvenimento.
«Come la regina della terra dove soffia l'Austro si diresse a Gerusalemme, come Pallade raggiunse l'Elicona, mi sono recato a Verona per controllare con i miei occhi ciò che avevo udito e lì ho visto le vostre grandi opere: le ho viste e, contemporaneamente, ne ho goduto i benefici; e allo stesso modo in cui, prima, sospettavo esagerato parte di quel che si diceva, dopo mi sono reso conto che le imprese in sé erano esorbitanti» (Dante Alighieri, Epistolae metricae XIII, 2. Trad. di Maria Adele Garavaglia)
C.M.

6 commenti:

  1. Ciao. Articolo delizioso! Tra cultura e turismo. Invoglia a visitare Verona e dintorni, in un itinerario ricco di fascino, storia e letteratura...

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    1. Speravo sortisse questo effetto, del resto Verona sta esercitando parecchio fascino negli ultimi anni!

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  2. Bello ripercorrere, insieme a te, dei luoghi che avevo visitato parecchi anni fa durante un periodo di studio a Verona. E’ una vita che non ci torno in queste belle piazze, dovrò quindi trovare il modo di organizzarmi per farci di nuovo una scappata, anche se ultimamente i miei weekend sono sempre oberati da mille impegni.

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    1. Nel caso riuscissi a liberarti per una sortita in città, fammi sapere! :)

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  3. Quanto mi piace questo percorso nella Verona letteraria, storica ed artistica. E poi adoro le saghe delle nobili casate. In merito a ciò, in una passata discussione avuta con una persona che dichiarava quanto ci fosse così poco da vedere a Verona, io ho risposto con quello che mi ricordavo dei tuoi post...ti dico solo che poi ha taciuto!

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    1. Capisco che all'esterno possa sembrare una piccola cittadina raccolta, ma in realtà basta uno sguardo ai siti cittadini per rendersi conto che nasconde molti tesori che valgono almeno un finesettimana di visita (anche se nemmeno io che vivo a pochi chilometri posso dire di aver visto tutto quanto merita di essere visitato)! :)

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