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mercoledì 6 luglio 2016

Baci in galleria

L'estate è stagione della leggerezza e così quest'oggi, in occasione della Giornata mondiale del Bacio, istituita in Inghilterra nel 1990 ma ormai celebrata a livello internazionale, anch'io punto su un post non troppo impegnativo, che vuole più deliziare gli occhi che approfondire una tematica. So bene che gli articoli dedicati ai baci nell'arte abbondano in rete (e mi pare proprio il caso di aprire una galleria di nuovi Arteggiamenti), ma ho voluto proporre una mia personale selezione delle opere (stile finale di Nuovo Cinema Paradiso) che presentano questo tema, naturalmente senza trascurare opere celeberrime.

Gustav Klimt, Il bacio (1907-1908)

Voglio partire da quelle che rappresentano baci tratti da episodi del mito o della letteratura. Su questo versante, le vicende che hanno maggiormente catturato l'attenzione degli artisti sono quelle della Favola di Amore e Psiche, immortalata nel celebre gruppo scultoreo di Antonio Canova, ma anche nelle tele dei francesi François Gérard e William-Adolphe Bouguereau. Tali opere riportano tre distinte iconografie, accomunate solo dalla presenza dei due amanti: se lo scultore italiano punta sulla concentrazione di un bacio imminente, lavorando sulla tensione dei corpi e dei volti di Amore e Psiche, Gérard ci presente una Psiche perplessa, che non prende parte al bacio, analogamente a quanto accade nell'opera di Bouguereau, che sceglie di raffigurare i due personaggi bambini, confondendo le forme mitiche in quelle di angeli dell'immaginario cristiano.

Antonio Canova, Amore e Psiche (1788-1793)

François Gérard, Amore e Psiche (1798)

William-Adolphe Bouguereau, Amore e Psiche bambini (1890)

Meno noto è il mito di Polifemo e Galatea, che le pitture campane sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ci hanno restituito in una versione decisamente singolare: nell'affresco, conservato a Napoli, dedicato agli amori del ciclope e della ninfa non troviamo la celebrazione di Galatea e la solitudine di Polifemo, bensì la loro unione in un bacio bucolico che ci suggerisce l'avverarsi dei sogni del ciclope così come li avevano cantati Teocrito e Ovidio.

Affresco campano con Polifemo e Galatea

Sempre in relazione all'incontro fra figure umane e mitologiche, non possiamo perdere il bellissimo bacio della Sirena di Max Klinger, che affronta il tema della minaccia della passione, pur stemperandolo in una tavolozza ben diversa, più vivace e tranquillizzante da quella cupa scelta da Frederic Leighton per Il pescatore e la Sirena.

Frederic Leighton, Il pescatore e la sirena (1856-1858)

Max Klinger, La sirena

Non hanno invece bisogno di presentazione l'amore di Ettore e Andromaca, meravigliosamente tradotto in forme metafisiche da Giorgio de Chirico nel 1917, quello di Paolo e Francesca, adattato in molti dipinti da Dante Gabriel Rossetti, e quello di Romeo e Giulietta, che ha ispirato Frank Dicksee, Francesco Hayez, William Dyce e Jean-Auguste-Dominique Ingres (quest'ultimo attento al momento che precede la morte dei due amanti). Il successo delle relazioni burrascose e ostacolate di Paolo e Francesca e di Romeo e Giulietta, hanno ispirato tanti artisti del XIX secolo, essendo diventate, grazie alla voce che hanno loro concesso due grandi autori molto amati dai Romantici, Dante Alighieri e William Shakespeare, simboli dell'amore che porta al sacrificio estremo.

Giorgio de Chirico, Ettore e Andromaca (1917)

Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca (1865)

Dante Gabriel Rossetti, Paolo e Francesca (1865)

William Dyce, Paolo e Francesca (1837)

Jean Auguste Dominique Ingres, Paolo e Francesca (1819)

Frank Dicksee, Romeo e Giulietta (1884)

Francesco Hayez, L'ultimo bacio di Romeo e Giulietta (1823)

Le opere d'arte che hanno però consacrato le più amate iconografie sono i baci di Francesco Hayez, Gustav Klimt e Auguste Rodin, ciascuna notevole per diversi motivi: la prima per l'elevata rappresentatività del movimento romantico, la seconda per la profusione di oro che abbraccia i due amanti, unendoli e fondendone le figure nell'esplosione della passione, l'ultima per la spettacolare emersione delle figure vive dal blocco di marmo, sul quale adagiano i loro corpi.

Francesco Hayez, Il bacio (1859)

Auguste Rodin, Il bacio (1882-1889)

Richiama ancora forme medievali Il bacio del pittore divisionista Gaetano Previati, mentre assistiamo ad una scena di bacio rubato in un dipinto di Jean-Honoré Fragonard e alla fusione di tratti languidi tardo-romantici e scapigliati nei baci di Carolus Duran e dell'italiano Ambrogio Antonio Alciati, che, pur dipingendo nel XX secolo, accoglie la lezione di Tranquillo Cremona nel suo Convegno. Di sapore romantico e quasi dedicato alla riproduzione dell'amore furtivo di Giulietta e Romeo è anche Il bacio dell'artista tedesco Max Klinger, una stampa che rappresenta un incontro notturno rubato da un ardito amante che scala il balcone della sua donna.

Gaetano Previati, Il bacio (1889-1890)

Jean-Honoré Fragonard, Il bacio rubato (1788)

Carolus Duran, Il bacio (1868)

Ambrogio Antonio Alciati, Il convegno (1918)

Max Klinger, Bacio (1903)

Fra le tele realizzate sul finire dell'Ottocento, sono particolarmente affascinanti quelle dedicate al tema degli amanti da Edvard Munch e da Felix Vallotton, che ancora presentano una fusione delle figure coinvolte, in Vallotton dovuta al semplice travolgimento della donna distesa a terra da parte del suo amante, in Munch a simboleggiare il disagio, la perdita di identità, la minaccia sottesa all'amore, particolarmente evidente dalle tine blu del Bacio alla finestra, che sembra negare tutto quanto rappresenta il bacio di Klimt.

Edvard Munch, Bacio alla finestra (1892)

Edvard Munch, Il bacio (1897)

Felix Vallotton, Il bacio (1898)

Particolare è la versione del bacio di Henri de Toulouse Lautrec, che, fra i suoi dipinti ambientati fra le lenzuola, immortala anche alcuni baci memorabili; la serie si distingue non solo per la presenza costante degli amanti fra le coperte, ma per la connotazione omosessuale del tema, dato che le protagoniste di questi quadri sono giovani donne.

Henri de Toulouse-Lautrec, Il bacio (1892)

Henri de Toulouse-Lautrec, Il bacio (1892)

Con l'esplosione delle avanguardie e delle nuove forme artistiche del Novecento assistiamo alla diversificazione del tema del bacio, scomposto nelle variopinte figure geometriche di Fortunato Depero (Bacio a Venezia) e di Tamara de Lempicka, caricate di tensione primitiva da Pablo Picasso, velate di inquietudine e incomunicabilità come i volti degli Amanti di René Magritte o tradotte nei toni sognanti e favolosi dell'arte di Marc Chagall, che si distingue con il bacio catturato in volo dalla sua Bella ne Il compleanno e con i suoi Amanti blu.

Fortunato Depero, Bacio a Venezia (1906)

Tamara de Lempicka, Il bacio (1922)

Pablo Picasso, Il bacio (1925)

René Magritte, Gli amanti (1928)

Marc Chagall, Il compleanno (1915)

Marc Chagall, Gli amanti blu (1914)

Non va poi dimenticato il contributo della fotografia, che ci ha regalato alcuni fra i baci più celebri della storia, secondi solo alle opere di Hayez e Klimt per notorietà: è in questo contesto che ricordiamo il meraviglioso Bacio all'Hotel de Ville di Robert Doisneau e lo scatto catturato tra la folla festante a Time Square dopo la fine del secondo conflitto mondiale da Alfred Eisenstaedt, divenuto simbolo dell'euforia e della vita che ricomincia dopo le tensioni della guerra.

Robert Doisneau, Bacio all'Hotel de Ville (1950)

Alfred Eisenstaedt, Il bacio a Time Square (15 agosto 1945)

Gli artisti contemporanei non sono da meno: bellissimi baci sono stati dipinti dal pittore bielorusso Leonid Afremov, che celebra un Bacio nel parco fra i cristalli di colore cui ha abituato i suoi ammiratori, da Raymond Leech con l'Ultimo bacio scambiato da due innamorati alla stazione, da Christipher Clark (Bacio nella piazza) e Ron Hicks, che immortala baci scambiati al tavolo di un caffè, fra due innamorati travolti dalla passione in un parco (Impulsive) o, addirittura, fra amanti che incrociano le loro auto lungo la strada.

Leonid Afremov, Bacio nel parco

Raymond Leech, L'ultimo bacio

Christopher Clark, Bacio nella piazza
 
Ron Hicks, Baci e caffè

Ron Hicks, Impulsive
 
Ron Hicks, Amore sulla strada

Ma i baci non sono solo i baci degli innamorati, quindi voglio chiudere questa rassegna con i baci che meglio traducono un'altra forma di affetto, quella fra madri e figli, attraverso tre tele di Lawrence Alma-Tadema, Un bacio, Un paradiso terrestre e Il bacio dell'addio, che, pur nella loro ambientazione antica ed esotica, sanno tradurre l'eternità del sentimento che quei baci veicolano.

Lawrence Alma-Tadema, Il bacio d'addio (1882)

Lawrence Alma-Tadema, Un bacio (1891)

Lawrence Alma-Tadema, Un paradiso terrestre (1891)

E voi quali baci avreste scelto per celebrare questa giornata?

C.M.

10 commenti:

  1. Post incantevole, con quella galleria di immagini colorata e deliziosa.
    Dico gli estremi: adoro quel Canova per il senso di attesa che trasmette.
    Ho sempre odiato “il bacio” di Hayez, che mi annoia e mi perseguita dai tempi del liceo…

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    1. A me Il bacio di Hayez non piace tanto esteticamente, quanto per il significato che ha nell'ambito del Romanticismo e per la sua traduzione storico-patriottica... Canova, beh, è semplicemente sublime!

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  2. Il Bacio di Hayez è da sempre il dipinto sul bacio che mi affascina di più, a differenza de L'Amanita :-), assieme al Bacio di Klimt.
    La carrellata molto bella che fai mi fa pensare che la sensualità sia qualcosa che attraversa le epoche e gli uomini.

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    1. Un pensiero che condivido, soprattutto perché, nonostante le sfumature di stile e i cambiamenti dovuti all'epoca o alle tecniche, tutte queste opere trasmettono una passione che vuole ritagliarsi un proprio spazio... io, oltre a Klimt, adoro Klinger, Ettore e Andormaca di de Chirico e Il convegno di Alciati, ma è stato un piacere scoprire anche le opere di Ron Hicks, che non conoscevo.

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  3. Anch'io concordo. Post delicato e suggestivo. Io aggiungerei solo i baci immaginati, quelli che avremmo voluto dare e ricevere ma sono rimasti nell'aria. E questi non si possono rappresentare ma raccontare sì... Grazie per la bella galleria. Adoro la scena finale di "Nuovo cinema Paradiso" e questo post me la ricorda davvero tanto...

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    1. Avrei voluto prepararne un video stile Nuovo Cinema Paradiso, ma i miei mezzi non sono così evoluti da poterlo produrre nel poco tempo a disposizione (a parte che appena sento la musica mi vengono i lacrimoni)!

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  4. Bellissima galleria Cristina! Chi ha detto che queste opere artistiche siano troppo mielose? Come diceva Cyrano "...Bacio. E’ una parola dolce. Non capisco perché voi non osiate pronunciarla.
    Se già questo vi fa bruciare tutta, che accadrà poi più avanti? Non abbiate paura.
    Non avete poco fa, quasi senza accorgervene, rinunciato a giocare?
    Non sieta passata senza traumi dal sorriso al sospiro e dal sospiro al pianto?
    Andate avanti, ancora un poco, senza farci caso, e vedrete: dalle lacrime al bacio non c’è che un brivido..."

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  5. Una vera gioia questo post *__* Ammetto di amare particolarmente la versione di Rodin, ma tutte le altre, tra dipinti e fotografie, sono una vera "summa del bacio"!

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    1. E ce ne sarebbero state molte altre... scegliere è stato difficilissimo!

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