mercoledì 26 luglio 2017

La La Land (Damien Chazelle, 2016)

A proposito di La La Land ho sentito e letto pareri entusiastici oppure molto delusi, senza mezze misure, così, fino a qualche giorno fa, sono rimasta molto dubbiosa in merito alla possibilità che questo film mi piacesse, tanto più per la forma del musical scelta dal regista, Damen Chazelle, dal momento che i film raccontati attraverso le canzoni (come Grease) non mi sono mai andati a genio, con le debite eccezioni per i film di animazione.

Alla fine mi sono decisa a vedere La La Land, attratta soprattutto dalla fotografia e da Emma Stone, che mi aveva già colpita positivamente in The Help e Magic in the Moonlight, mentre ero molto dubbiosa a proposito di Ryan Gosling, che, al contrario, non mi ha mai ispirato grande trasporto, per usare un eufemismo. Ecco, in realtà non solo ho avuto la conferma della versatilità e del talento della Stone, ma ho dovuto rivalutare anche Gosling.
La La Land è una sorta di riflessione sul mondo dello spettacolo in tutte le sue forme e, in quanto tale, non poteva che essere ambientato a Los Angeles. Mia (Emma Stone), una ragazza che lavora in una caffetteria letteralmente immersa fra set cinematografici che, però, sogna di diventare attrice e si dedica anche alla drammaturgia: dopo sei anni fuori casa all'inseguimento della carriera nel cinema, Mia, stanca del disinteresse e della maleducazione degli organizzatori dei casting e delusa dai continui rifiuti, è sul punto di rinunciare al proprio sogno, quando incontra Sebastian (Ryan Gosling), un pianista che vorrebbe aprire nella città del cinema un suo locale in cui suonar e far suonare il jazz, che, ormai, vede svanire di fronte all'imporsi della musica commerciale. Entrambi hanno delle aspirazioni da risollevare e, inamoratisi, iniziano a supportarsi a vicenda, Emma fornendo a Sebastian idee sul nome del locale e appassionandosi al jazz e Sebastian incoraggiando lei a dedicarsi pienamente al teatro e a lasciare un lavoro frustrante. Inseguire i sogni, però, richiede pesanti compromessi e la convivenza con le delusioni, fattori, che, a lungo andare, mettono a rischio anche la relazione di Mia e Sebastian.
La vicenda è narrata con una stretta intersezione di musica, canto, ballo e recitazione, cosicché il film sembra in realtà diventare uno spettacolo dal vivo che si allarga a tutta la città e ne assorbe gli spazi e i tempi, ben rappresentati dalle luci straordinarie e dai colori. A sequenze realistiche semplicemente musicate si alternano momenti idilliaci raccontati su sfondi che ricordano le scenografie teatrali o i film di animazione o con le semplici silhouette degli attori che danzano su fondali stellati, a momenti di monologo cantato si intrecciano duetti o spazi corali.
Le perplessità, devo ammetterlo, si sono presentate anche nei primi minuti del film, con la monumentale scena iniziale di canto e ballo nel traffico di Los Angeles: ho pensato subito che due ore di film a seguire i sottotitoli delle canzoni non mi avrebbero permesso di godermi la storia. Poi, però, con l'entrata in scena dei personaggi principali e la narrazione delle loro storie, questa perplessità è venuta meno e, anzi, ne ho ricavato un'impressione più che positiva (anche se il finale mi ha scontentata, ma pazienza).
La La Land è un film piacevole, coinvolgente e ben strutturato. La storia è originale e narrata con tempistiche adeguate e trae beneficio dalla straordinaria fotografia (soprattutto in termini di illuminazione e colori) e da una fenomenale colonna sonora, che si integra alla perfezione nel racconto alla maniera dei vecchi film, con ruoli di descrizione affidati ai temi musicali che - ma forse è una mia impressione - stanno cedendo nelle pellicole più recenti. Fotografia e musiche, del resto, sono state premiate con tre dei sei Oscar conquistati dal film e la colonna sonora ha ricevuto anche il Golden Globe. Meritatissima anche la statuetta di miglior attrice assegnata ad Emma Stone, mentre Ryan Gosling ha dovuto accontentarsi di una onorevolissima candidatura a miglior attore. I riconoscimenti della notte degli Oscar, tuttavia, hanno registrato anche una memorabile gaffe che ha coinvolto proprio La La Land, inizialmente proclamato vincitore come miglior film, salvo un'immediata rettifica a favore di Moonlight.


Dopo la visione del film, posso finalmente stornare il dubbio relativo alle critiche (Il Post ne ha raccolte alcune), anche se devo ammettere che qualche imperfezione nel canto dei due protagonisti si nota e che mi aspettavo che la questione jazz fosse presa di mira dagli estimatori del genere, che non avrebbero accettato il modo molto popolare di parlare della fortuna di questo stile musicale. Il primo difetto si perdona nell'economia complessiva del film, del secondo possiamo farci una ragione (ma non relativamente all'obiezione mossa al fatto che un uomo bianco - Sebastian - e non uno di colore illustri a Mia che cosa sia il jazz e quale il suo valore) mentre altre critiche sembrano piuttosto pretestuose e frutto della naturale avversione che suscitano i prodotti di massa.
A me La La Land è piaciuto. Non resterà uno dei film della mia vita, ma trovo che restituisca una bella storia di due sognatori e delle difficoltà che successo e realizzazione comportano e che sia tecnicamente sorprendente.

C.M.

2 commenti:

  1. Ciao! A me questo film è molto piaciuto. L'amica che era con me è rimasta male per il finale, ma io devo ammettere che l'ho trovato azzeccato. Si esce dal cinema con la sensazione che, realisticamente, non sia possibile inseguire TUTTI i propri sogni, e che si finisca per accantonarne per forza almeno uno, forse il più bello ed il più vero.
    Io mi sono esaltata un sacco per la scena iniziale di canto e ballo nel traffico. Inutile dire che cercherò di proporla alla mia scuola di danza l'anno prossimo (anche se in verità è l'ultima di una lunga lista di idee...sono tre anni che vorrei fare il Tango delle assassine del musical Chicago)! :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, in fondo il finale rappresenta proprio il compromesso che talvolta i sogni impongono, bisogna farsene una ragione. Non sono esperta di musical, ma spero che questi tuoi progetti possano essere realizzati! :)

      Elimina

La tua opinione è importante: condividila!