martedì 21 novembre 2017

Augustus - J. Williams

Qualsiasi cultore delle materie classiche e, in particolare, dell'antichità romana, ha certamente incontrato sul proprio cammino la figura di Gaio Ottavio, in veste di pupillo di Giulio Cesare e poi di primo imperatore di Roma. Un personaggio controverso, che ha celebrato il raggiungimento della Pax Augusta in tutto l'Impero come se non fosse costata l'ulteriore protrarsi delle guerre civili, un uomo che ha impresso un marchio ad un'intera stagione culturale e che ha fatto della propria vita privata lo strumento attraverso il quale garantire alla sua Roma il completamento di un progetto tanto ambizioso quanto contraddittorio. Un personaggio, insomma, degno di essere il protagonista di un grande romanzo.

E questo romanzo esce dalla penna di John Williams (1922-1994), che, dopo il successo di Stoner, è tornato nelle librerie italiane con Augustus (Fazi editore), un racconto a più voci che, intrecciando stralci di documenti storici, corrispondenze vere o verosimili e frammenti di opere letterarie, ricostruisce l'epoca augustea dal giorno dell'assassinio di Giulio Cesare fino alla morte di Ottaviano Augusto. La versione dell'imperatore, in questo disegno, è marginale: prevalgono le testimonianze dei suoi amici (Marco Vipsanio Agrippa su tutti), dei letterati del Circolo di Mecenate, degli storici Nicola di Damasco, Strabone di Amasia e Tito Livio, della moglie Livia e della figlia Giulia, condannata all'esilio sull'isola di Pandataria, oggi Ventotene.
Da questa fitta trama di fonti e di interventi romanzeschi risultano ben rappresentati sia la sanguinosa stagione delle guerre civili, dalla difficile assunzione dell'eredità di Cesare alla vendetta sui suoi assassini a Filippi, dal Bellum Perusinum all'epilogo dello scontro con Marco Antonio ad Azio, per poi concentrarsi sulla difficoltà di garantire un futuro all'Impero. Le pagine restituiscono tutto il pathos che si accompagna alle grandi imprese, offrendo un quadro vivido e drammatico delle vicende di cui Ottaviano fu protagonista: lo vediamo affrontare il rischio mortale della malattia pur di essere presente nelle campagne militari decisive, soffrire della perdita del successore e nipote Marcello e poi della morte dell'amico e compagno d'armi Agrippa, che ha scelto come secondo marito per la sua Giulia, poi ceduta a malincuore all'inviso Tiberio. 
Nella successione di documenti che creano una sovrapposizione di piani temporali, Williams delinea il ritratto di un uomo combattuto ma determinato, che ha speso ogni attimo della sua vita per costruire un sogno magnifico ma oltremodo fragile e che ha fatto dei legami personali lo specchio di tale sogno, vedendo in Giulia la sua piccola Roma e legando al suo ruolo di sposa il destino stesso dell'Impero, ma dovendo anche accettare di sacrificare la libertà dell'adorata figlia a quello stesso fato. Augusto, Marco Antonio, Agrippa e Giulia sono i grandi protagonisti di una narrazione coinvolgente e di forte impatto, che, nella loro essenza letteraria, rendono giustizia ad una verità storica e al clima dell'epoca augustea, con il suo fulgore e le sue lunghe ombre.
Nell'introduzione al romanzo, Williams dichiara di aver modificato l'ordine degli eventi, di aver creato personaggi mai esistiti e di essere intervenuto su fonti lacunose o incomplete ai fini dell'effetto narrativo. In questo ha seguito l'operato dei grandi autori di romanzi storici, a partire da Alessandro Manzoni e dal suo intreccio fra vero storico e vero poetico, ma ha in qualche modo continuato l'opera degli storiografi e dei biografi antichi, come lo stesso Giulio Cesare, che a sua volta, nello scrivere i Commentarii della guerra gallica e della guerra civile, operò modifiche necessarie al disegno complessivo. Eppure l'invenzione non si fa sentire, il quadro d'insieme è scorrevole, privo di contraddizioni e perfettamente in grado di ricostruire un'epoca e i suoi attori, dai principali a quelli marginali; la compenetrazione fra dati storici, fonti e innovazioni narrative è tale che i frammenti delle Res Gestae Divi Augusti si amalgamano perfettamente nel il registro scelto da Williams quando presta la voce ad Ottaviano. Particolarmente riusciti sono i cammei di Orazio, Virgilio e Ovidio, ma è soprattutto Giulia, la creatura ingabbiata e condannata dalla morale e dalla politica augustea, a troneggiare sugli altri con il suo diario di esule, con i ricordi delle sue tre vite matrimoniali e con i rimpianti della vera passione perduta.


Da classicista e amante dell'arte e della cultura augustea, ho ritrovato in Augstus tutto ciò che mi aspettavo e forse qualcosa di più. Non solo John Williams delinea eventi e dinamiche politiche con chiarezza e con il dovuto rispetto per la realtà documentata, ma guida il lettore nella dimora dell'imperatore, negli accampamenti, nei circoli in cui i poeti leggono i loro versi, creando una piacevole intimità con la storia e coloro che l'hanno costruita. L'autore parla dei personaggi come se li conoscesse personalmente, indagandone sentimenti, intenzioni e sotterfugi, prestando attenzione ai piccoli particolari e offrendoci per ciascuno di loro un fermo immagine che resta impresso nella memoria.
Augustus è il libro che si vorrebbe ricominciare a leggere appena terminato, per farne rivivere i personaggi e il grande sogno di un'epoca passata.
Sotto ogni aspetto, è l’uomo più prudente e cauto del mondo, e mai lascerebbe al caso ciò che potrebbe essere ottenuto con attenta preparazione; eppure, nulla lo diverte di più che giocare a dadi, e può farlo anche per molte ore di seguito. Spesso mi manda a chiamare dai suoi messaggeri, per chiedermi se ho un po’di tempo libero; e io lo accontento, anche se preferirei starlo a guardare, piuttosto che sfidarlo a quel gioco insulso, in cui l’astuzia non vale. Quando lancia ha sempre l’aria contrita, come se tutto il suo impero dipendesse dal modo in cui si disporranno quei cubetti d’osso; e quando, dopo due o tre ore di gioco, vince qualche pezzo d’argento, gode come se avesse conquistato la Germania.
C.M.

6 commenti:

  1. Aspettavo questa tua recensione, proprio per sapere se questo libro fosse degno di essere letto e dalle tue parole si capisce il buon lavoro dell'autore. Amo questo modo cosi "personale" di approcciarsi al personaggio, facendolo "sentire" al lettore. Poi sono contenta che venga proposta anche la figura, purtroppo sempre vituperata storicamente, di Giulia. Una donna che a mio avviso andava oltre il "sogno" illusorio del padre. Sai,sabato nove dicembre a Più Libri Più Liberi si parlerà proprio di questo libro, purtroppo però potrò andare alla fiera solo l'otto.

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    1. Temevo un po'il pericolo di un confronto con l'Adriano di Marguerite Yourcenar, invece è un romanzo molto diverso. In comune i due libri hanno proprio il lavoro di avvicinamento al personaggio, ma Williams gioca sulle voci esterne, sul ritratto indiretto, lasciando al memoriale solo le ultime pagine. Davvero un bel risultato da ogni punto di vista.

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  2. Ciao, ti ho nominata al Liebster Award nel mio blog. Se ti interessa vieni a vedere le domande alle quali dovrai rispondere :D
    http://appuntidiunalettrice.blogspot.it/2017/11/liebster-award-2017.html

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    1. Grazie, Dany! Purtroppo per questioni di tempo ho smesso da un po'di rilanciare i vari Liebster Award, ma sono ugualmente molto onorata! :)

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  3. Dopo il meraviglioso Stoner, credo che potrei amare qualsiasi libro di Williams.
    Sarà fra i miei prossimi acquisti.

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    1. Ecco, io, per parte mia, devo procurarmi Stoner!

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