giovedì 30 novembre 2017

La congiura - J. Kross

Posti sul delicato limes fra le terre tedesche e la Russia, i Paesi baltici hanno vissuto il grande dramma della lacerazione civile e proiettato nel loro microcosmo il crollo dei delicati equilibri internazionali nella prima metà del XX secolo. Un pezzo di storia ben raccontato negli scorci biografici di Jan Brokken sulle Anime baltiche, ma ben testimoniate anche da Jaan Kross nei tre racconti che compongono La congiura (Iperborea).
Il protagonista è Peeter Mirk, alter ego dell'autore, che narra alcuni episodi cruciali della storia estone avvenuti fra il rimpatrio dei Tedeschi dei Paesi baltici voluto da Hitler nel 1939, l'occupazione tedesca seguita all'invasione dell'Unione sovietica e le repressioni della dissidenza dopo il fallimento dell'Operazione Barbarossa.
Il primo racconto, La ferita, vede Peeter impegnato nel difficile addio all'amico Karl e alla sorella di questi, Flora, con la quale ha avuto una storia dal finale amaro. I due, sebbene non siano poi tedeschi, sono pronti al trasferimento in Germania, meticolosamente organizzato in un lampo dai funzionari nazisti. La sua storia con Flora è chiusa, eppure, nell'ultima serata trascorsa insieme, la passione si risveglia, con conseguenze inaspettate.
La Grammatica di Stahl, invece, affronta il tema dell'abbandono della propria terra nella prospettiva dello stesso Peeter, perseguitato come dissidente e, quindi, a rischio di essere scoperto dai Tedeschi. Peeter ha deciso di tentare di imbarcarsi per lasciare l'Estonia e proprio sulla bagnarola che dovrebbe trarlo in salvo incontra un vecchio amico, Lembit Tammo, che gli offre un'edizione storica della Grammatica di Stahl per ripagare un debito. Nessuno dei due immagina che quel libro, infilato nella valigia di cartone di Peeter, possa essere terribilmente compromettente nel momento in cui i tedeschi li inseguono e li arrestano.
Chiude la raccolta il racconto che dà il titolo al libro, La congiura. Stavolta Peeter è nella prigione che ha evocato come un incubo anche nei racconti precedenti e si trova di fronte Lehtpuu, un proprietario terriero espropriato accusato dai Sovietici di aver liberato il beneficiario dell'esproprio stesso con minacce e per interesse personale; Peeter accoglie il suo racconto e gli fornisce dei suggerimenti per aiutarlo a costruire la propria difesa, ma poco dopo, assieme agli altri compagni di cella, compie un gesto apparentemente innocente, ma destinato ad avere effetti drammatici.
I tre racconti compongono un affresco unitario, ciascuno prestando voce a particolari diversi di un sentimento che scaturisce da un senso di impotenza, da una volontà di azione soffocata dal destino o da una mancanza di coraggio. Ognuno di essi ha un legame con l'esperienza personale dell'autore, che ha fatto de La congiura un momento di analisi del proprio passato e delle proprie scelte, non senza una soluzione di autoaccusa da parte di un intellettuale che, come tutti coloro che si trovano immersi nel corso degli eventi drammatici della Storia, si chiedono se non si possa - se non si potesse fare di più, agire diversamente, avere un po'più di coraggio e di voce.
Quanto all’influenza dei «grandi avvenimenti», mi riferisco all’aria che si respirava nel mondo alla vigilia della guerra. In quella tensione generale sembrava che le scintille d’amore più forti si trasformassero più facilmente del solito nel fuoco di una vera unione, mentre quelle più deboli erano destinate a spegnersi prima di quanto non avrebbero fatto in circostanze normali…
C.M.

2 commenti:

  1. Un altro romanzo dell'iperborea che dovrei prendere in considerazione, grazie perché di solito non mi soffermo molto sul loro catalogo sentendolo troppo lontano rispetto ai miei gusti.

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    1. Sicuramente la casa editrice ha un orientamento per certi aspetti molto particolare, ma propone anche titoli che possono piacere anche a chi ama le letture più tradizionali (romanzi storici o a sfondo storico, biografie, suggestioni di classici), quindi va tenuta comunque in considerazione. :)

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