venerdì 29 dicembre 2017

In volo verso il nuovo anno

Pensavate che vi avrei risparmiato il tradizionale bilancio di fine anno? Eh no, ormai l'ultimo post di dicembre è una puntina stabile attorno alla quale si snoda il cruciale passaggio verso un nuovo inizio: di per sé non avviene alcun passaggio epocale fra il 31 dicembre e il 1 gennaio, ma la percezione di un orizzonte che si apre è lì.
Il 2018 promette importanti novità, delle quali vi parlerò più avanti, ma devo dire che anche guardandomi alle spalle posso individuare dei traguardi di cui essere orgogliosa, primo fra tutti l'immissione in ruolo (che è poi il principale motivo per cui bazzico meno in rete, ché da grandi poteri derivano grandi responsabilità) e il sogno avverato di visitare la Grecia, iniziato con la memorabile vacanza sull'isola di Creta.


Librosamente parlando, ho letto meno dello scorso anno, ma sono contenta di aver diversificato le letture e di poter individuare sei libri davvero belli, che poi sono i veri protagonisti di questo post; inoltre ho partecipato a incontri con autori di primo piano: George Saunders, Jan Brokken ed Elizabeth Strout (in occasione di Festivaletteratura) e Kim Thúy. Con un occhio ai post che ho scritto e al diario di bordo di goodreads, ecco il bilancio delle letture: 15.000 pagine distribuite in 56 libri, un'equa suddivisione fra classici e narrativa contemporanea, comprensiva di nuove uscite. Pochi i libri che mi hanno delusa e che non sto qui a ricordare, molti quelli da quattro stelle e sei da cinque stelle, che per me significa che, in caso di catastrofe, cercherei di mettere in salvo proprio quei volumi. Ma veniamo ai sei libri dell'anno.

Orlando Furioso raccontato da Italo Calvino: quanto è fantastico il Furioso, tanto è ammirevole il modo in cui Calvino parla del poema, con le sue straordinarie metafore e la sensazione di trovarsi proprio lì, nel cuore del mirabolante affresco del poema. Ho letto questo libro sia per motivi didattici sia per la certezza di trovarvi una sorta di romanzo a due voci che il solo nome di Calvino bastava a suggellare come un capolavoro.

I Buddenbrook di Thomas Mann è stato il grande classico del 2017: una travolgente saga familiare tedesca che descrive le trasformazioni economiche e sociali nel passaggio fra il XIX e il XX secolo e documenta anche l'evoluzione della letteratura in quell'arco di tempo. Questo è stato il romanzo che mi ha letteralmente tenuta incollata alle pagine dal primo all'ultimo capitolo.

Purgatorio di Tomás Eloy Martínez mi ha condotta nell'Argentina della dittatura con una storia surreale e potente, nella quale si intrecciano verità documentata e visioni oltremondane e che racconta, insieme, ciò che è stato e che sarebbe potuto accadere. Un romanzo davvero emozionante, il primo di un piccolo percorso fra gli autori argentini, dato che quest'anno, oltre a Tomás Eloy Martínez, ho conosciuto anche Mariana Enriquez e Ricardo Romero.

Io non mi chiamo Miriam di Majgull Axelsson affronta il drammatico tema della Shoah dal punto di vista dell'etnia Rom e ci presenta una visione del grande delitto scomoda ma che va conosciuta per rendere giustizia a tutte le vittime: è un romanzo forte, doloroso e difficile da affrontare, ma pieno di emozioni, dettagli narrati con estrema sensibilità e rispetto.

Anime baltiche di Jan Brokken si aggiudica il grande merito di avermi conquistata pur non essendo un romanzo: la raccolta di biografie, che pure hanno un sapore romanzesco, tanto sono forti le storie che in esse si concentrano, è stata una piacevolissima rivelazione che ha acceso la mia fantasia, spinta a briglia sciolta verso il nord Europa.

Augustus di John Williams mi lascia ben poche parole: ha soddisfatto la mia fame di classicità con una ricostruzione sapiente dei fatti cruciali della vita pubblica e privata del primo imperatore romano, riportandomi a Roma e porgendomi l'eco di un mondo che non smetterò mai di amare.

Rimane esclusa da questa sorta di podio ex aequo la Saga dei Cazalet perché, sebbene Allontanarsi sia risultato un libro da cinque stelle, nessuno dei volumi può essere separato dagli altri: con il 2017 si è chiuso uno straordinario ciclo letterario e tutti i cinque capitoli meritano una menzione a sé.
Non mi sbilancerò nei propositi per il nuovo anno, perché, come dicevo, si prospettano già avventure importanti e sarò molto soddisfatta se anche dovessi farmi bastare quelle. In ogni caso, spero in un 2018 ricco di buone letture, di gite e di almeno un viaggio di quelli da incidere nel bronzo e auguro a tutti voi di stappare la bottiglia dei sogni e di sorseggiarli poco alla volta e con gioia.

Buon 2018!

C.M.

17 commenti:

  1. Che bel post,ricco di speranza e progetti vincenti! Auguri per la tua immissione in ruolo e per i futuri viaggi.Trarrò spunto dal tuoi suggerimenti,anche se, per ora, sto leggendo Il libro del mare, indicato da Claudia. È inutile dire che la lettura è uno dei pochi autentici piaceri della vita per chi, come me, non sta passando un bel momento e per quelli che non vogliono appiattire la mente seguendo la tv spazzatura che imperversa ormai senza tregua su i nostri schermi. Buona serata cara!

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    1. Anch'io seguirò il suggerimento di Claudia relativamente a quel libro. Concordo anche sul pregio dei libri di intrattenerci in maniera sana, motivo per cui mi sono totalmente votata a questo piccolo grande piacere. Grazie per gli auguri, buona serata a te e buona fine d'anno!

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  2. Da collega (precarissima) ti consiglio per il 2018 non un romanzo ma un manuale: "scrittori si diventa" di Jenny Poletti Riz edito da Erickson. Perché magari, come me, vuoi trasmettere anche a loro la passione per le parole e l'antologia non ti soddisfa, o magari sei già un italian writing teachers e non lo so 😉 Joanne

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    1. Cara Joanne,da tua collega di ruolo mi permetto umilmente di "rubare" anch'io il tuo prezioso suggerimento di lettura.Auguri,Rosanna.

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    2. Il tuo suggerimento è estremamente gradito, Joanne, lo terrò presente sen senz'altro, grazie! :)

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    3. Bellissimo titolo! Ne usufruirò anch'io, grazie!

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    4. Adoro questi momenti in cui si creano scambi di suggerimenti non solo fra un lettore che giunge a commentare e la sottoscritta ma anche fra i vari frequentatori di questo spazio! :)

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    5. È proprio vero:sembra di ritrovarsi in un bel salottino di conversazione,con le amiche più care, in una atmosfera calda e profumata di cose buone,tra cui il profumo dei libri, unico per me.

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    6. Una bella immagine, che descrive perfettamente l'idea da cui è nato questo blog!

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  3. Ciao Cristina! Un grande augurio di un 2108 ricco di tante cose belle in tutti i campi a te più cari! Ci rivediamo il prossimo anno e non vedo l'ora di leggere tutti i tuoi articoli futuri, scritti sempre con competenza e passione. Un bacio grande!

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    1. Grazie, Michela! Speriamo in un 2018 allegro, stimolante e ricco di belle esperienze! Un bacio e un abbraccio a te!

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  4. Io ho provato a fare un bilancio dei libri letti nel 2017 e non ci sono riuscita. Devo dire che mi sono scoperta meno interessata a quello che ho letto e di più a quello che leggerò, come lo leggerò e come ne scriverò.
    I libri che riporti qui sono notevoli... beh, quello di Calvino mi sembra a dir poco irresistibile.

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    1. Lo è, te lo assicuro: io ho una vera e propria dipendenza dal genio di Calvino e dal mondo di Ariosto, ma è veramente spettacolare!
      Anch'io sono in realtà molto proiettata alle prossime letture, purtroppo non tanto ai libri che ho già sugli scaffali (comunque stuzzicanti), quanto a titoli che vorrei procurarmi perché sono svettati in cima ai miei interessi!

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    2. Penso che includerò qualcosa di Calvino, perché mi manca da troppo tempo leggere una narrazione come la sua. Grazie di averlo menzionato!

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    3. Mi è impossibile non chiamarlo in causa, di tanto in tanto!

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  5. Tra i titoli che nomini ho letto solamente Io non mi chiamo Miriam proprio in chiusura dell'anno, e mi è piaciuto veramente tantissimo. Tra quelli che vorrei leggere invece ci sono I Buddenbrook (di Mann ho letto i testi brevi, che sono bastati a farmi innamorare della sua prosa) ed Augustus, necessario per scoprire un Williams al di là del bellissimo Stoner.

    Buon anno e buone letture!

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    1. Io, per parte mia, devo proprio leggere Stoner e, a proposito di Mann, qualche racconto: sono certa che, in entrambi i casi, non resterò delusa.
      Buon anno e buone letture anche a te!

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