lunedì 26 febbraio 2018

La manutenzione dei sensi - F. Faggiani

Cercare l'isolamento e manifestare un'indole introversa non sono mai state tendenze molto apprezzate: in passato erano marchi di diversità e motivo di diffidenza, mentre oggi, nell'era delle comunicazioni di massa e dell'esplosione dei fenomeni sociali dentro e fuori dalla rete, sono quasi equiparabili a diagnosi di sociopatia. Ad eccezione di pochi casi di interesse popolare e mediatico, cercare la solitudine e spogliarsi di tutti gli orpelli di cui comunemente si riempie l'esistenza sono considerate abitudini poco condivisibili.

Ecco perché mi sono affezionata ai personaggi de La manutenzione dei sensi di Franco Faggiani (Fazi editore), alle loro montagne, al loro modo di costruirsi un'esistenza che trova più appagamento nel contatto con gesti semplici e un po'abitudinari che nel rumore di una grande città, nella frenesia, nell'inseguimento della corrente.
Uno dei due protagonisti è Leonardo Guerrieri, uno scrittore vedovo che ha deciso di ristrutturare una vecchia baita a Cesana Torinese, sulle montagne piemontesi che scivolano verso la Francia. L'altro è Martino Rochard, un adolescente che Leonardo ha preso in affido temporaneo su proposta della figlia, Nina, che ha incontrato il ragazzo in una struttura in cui svolgeva il volontariato, la stessa in cui in passato aveva lavorato la madre, Chiara. Nina lo ha scelto per affetto, per il desiderio di cambiare un pezzetto di mondo facendo qualcosa per gli altri, ma di certo non è solo quello di aiutare Martino il suo scopo: Leonardo ha forse bisogno dell'affidamento più di quanto ne abbia Martino. Nina coglie immediatamente le affinità fra il padre e il fratellino acquisito, nei loro caratteri schivi, nelle loro difficoltà di comunicare i sentimenti, nella tendenza a sbrigarsela da soli e a limitare i contatti con gli altri per fare ciò che amano davvero. Mentre Martino frequenta la scuola media, però, il motivo di questo suo comportamento si rivela collegato ad una patologia neurologica, la sindrome di Asperger, che fa parte dello spettro autistico ma che non presenta compromissioni nello sviluppo e nella sfera cognitiva. Come conseguenza di questo disturbo, Martino ha delle difficoltà nelle relazioni sociali ed è molto selettivo nelle attività che è disposto a compiere, ma nessun cambiamento improvviso investe il rapporto di Leonardo e Martino, che, per motivi diversi, sono accomunati dalla ricerca di tranquillità, di pochi rapporti di amicizia vera e del contatto con la natura. In mezzo alle Alpi, i loro spiriti dialogano e maturano, curandosi a vicenda, mentre Nina studia a Boston e segue a distanza l'evoluzione di questo rapporto, affidando i due introversi familiari ai boschi, alla neve e all'esperienza del laconico montanaro Augusto, che diventa per Martino un vero e proprio mentore in grado di aiutarlo a ricavare il proprio posto nel mondo facendo leva sui tratti caratteriali che, agli occhi di molti, potrebbero sembrare dei limiti.
La manutenzione dei sensi è un romanzo che accompagna il lettore nelle giornate di Leonardo e Martino con una prosa pulita, essenziale eppure a tratti molto poetica, facendo respirare l'aria delle montagne e invitando a godere la bellezza di uno stile di vita appartato basato su valori autentici e rapporti veri. Franco Faggiani omaggia, nel suo racconto, l'antico motivo del contrasto fra città e campagna, facendo di Milano un luogo di ritmi serrati e obblighi e della baita l'oasi dello spirito in cui tutto ciò che è socialmente richiesto o preteso può essere dimenticato in favore dell'autenticità. Perfino dormire è un'attività da osservare con devozione, perché, come dice Martino, si dorme per sognare e i sogni sono importanti. 
In questo spazio dell'anima si consolidano i legami veri, di una famiglia che è legata da vincoli fortissimi anche se un suo membro, Nina, vive dall'altra parte del mondo, uno, Martino, sembra essere un ospite temporaneo e altri, come Augusto e suo figlio Daniele, non sono nemmeno parenti: l'autore, attraverso la storia di Leonardo e Martino, ci invita a ripensare al vero significato di casa e affetto, perché «la famiglia è quell'insieme di persone con cui uno vive una parte del tempo migliore della propria vita» e la felicità spesso è proprio nell'essere diversi, solitari, introspettivi, nell'accettare di fermarci ad osservare il cielo o ad attendere l'apparizione di un animaletto nel prato.

L. Harris, Il monte Robson visto da nord-est (1929 ca.)
L’isolamento a noi piaceva. Molto. Lo consideravamo protettivo, rassicurante. Martino aveva trovato quella parte di mondo più consona alla sua indole, e io avevo soddisfatto un desiderio rimasto troppo a lungo in sospeso. Facevamo entrambi quel che ci piaceva fare, eravamo come ci piaceva essere. Vivevamo defilati, comunque liberi e con quanto ci serviva davvero. Questo ci teneva a distanza da numerosi problemi. Molte cose, che in città sembravano indispensabili, qui, immersi nei boschi, spesso si erano rivelate superflue, ingombranti o, peggio ancora, inutili. Non avevamo mai molta gente intorno, ma non ci sentivamo per niente soli. Consideravamo i tramonti, le luci, i caprioli, l’odore dell’erba, la neve, i fulmini, gli scoiattoli accasati tra la legna da ardere, il volo acrobatico dei corvi, le forme delle rocce e degli alberi e la solitudine come elementi di un grande spettacolo riservato solo a noi e ogni giorno era diverso.
C.M.

2 commenti:

  1. Non mi è difficile pensare che a un certo punto della propria vita si desideri una sorta di isolamento, anche se occasionale. Io stessa sto cercando di trasferirmi in collina, immersa nella natura, e incrociando le dita dovrei riuscirci nei prossimi anni. La montagna poi ha un fascino particolare. Ultimamente anzi si assiste a un vero e proprio revival della montagna.
    Bella recensione, libro che mi incuriosisce.

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    1. È vero che per la montagna è un periodo letterariamente molto fortunato, ma qui essa diventa specchio di un luogo interiore, una perfetta ambientazione per la storia di due personaggi che non potevano essere collocati altrove. Insomma: te lo consiglio!

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