lunedì 12 novembre 2018

Figlie di una nuova era - C. Korn

Mi sono bastate pochissime informazioni e una piccola coincidenza per capire che avrei letto e amato questo libro. Innanzitutto la sintesi della trama, che mi ha immediatamente spedita agli anni del primo Dopoguerra, con la promessa di seguire le vicende delle protagoniste per tutta la loro vita, data l'anticipazione che si trattava del primo libro di una trilogia; poi la copertina, con quella patina vintage che rafforzava la mia tendenza a pregustare già le atmosfere culturali dei primi decenni del secolo. E sì, l'uscita in Italia proprio nel giorno del mio compleanno ha subito creato un legame speciale fra me e Figlie di una nuova era, dell'autrice tedesca Carmen Korn.

Pubblicato da Fazi editore nella traduzione di Manuela Francescon e Stefano Iorio, questo libro inaugura una nuova, appassionante serie di tre romanzi che attraversano il Novecento, insinuandosi nella grande Storia attraverso le storie delle sue quattro protagoniste: Henny, Käthe, Lina e Ida. Le prime due sono amiche d'infanzia e colleghe, lavorano come ostetriche in una clinica di Amburgo e affrontano fianco a fianco i grandi cambiamenti della loro vita di giovani donne, dal fidanzamento alla maternità (sperimentata, evitata, desiderata) al rapporto con i genitori che invecchiano, dai sacrifici del lavoro alle paure che i cambiamenti politici e la guerra riversano sulla serenità familiare. Lina è un'insegnante, alle prese con tutti i vincoli imposti dalla società di Weimar e proiettata ad una indipendenza che pochi sono in grado di comprendere, molti pronti ad osteggiare. Ida, infine, è imprigionata in un matrimonio d'interesse, organizzato solo per salvare il padre dai debiti, privo di qualsiasi appagamento e fonte di continua frustrazione, soprattutto perché ostacola la forte passione di Ida per il cinese Tian, ben presto gravata dalle vessatorie imposizioni naziste a salvaguardia della purezza della razza ariana.
Figlie di una nuova era conduce il lettore nella vivace Amburgo e nei drammi della generazione che, uscita dalla prima guerra mondiale, deve rimpiazzare i propri desideri di pace e serenità con l'angoscia portata dalla crisi economica, dalla svalutazione del marco, dall'incertezza politica, dall'ascesa dei fascismi, dal dilagare dell'antisemitismo, dai bombardamenti e dai campi di concentramento. Le storie delle quattro protagoniste permettono di focalizzare aspetti diversi di questa dialettica fra aspirazioni e desideri infranti, mentre, capitolo dopo capitolo, i legami fra loro si definiscono e si rinsaldano attraverso i personaggi secondari che passeggiano nelle loro esistenze. 
In un certo senso, inoltre, Figlie di una nuova era sembra completare un'altra amatissima saga con cui condivide editore e traduttrice, cioè quella dei Cazalet firmata da Elizabeth Jane Howard: così come la Howard ha descritto i sogni, i cambiamenti, le delusioni, i sentimenti di Louise, Polly e Clary, allo stesso modo Carmen Korn dipinge per noi l'analogo percorso che Henny, Käthe, Lina e Ida compiono al di qua della Manica e, per così dire, dall'altra parte del fronte. Sembra di vederle, le prime ad ascoltare i comunicati di Churchill alla radio, le altre a destreggiarsi fra la propaganda hitleriana e la repressione del dissenso, cosicché lo sguardo del lettore attraversa, fra l'una e l'altra saga, la storia di donne e uomini che, in nazioni diverse, hanno sperimentato le medesime situazioni.

A. Macke, Grande vetrina scintillante (1912)
Oltre ad una trama ben strutturata e avvincente, Figlie di una nuova era regala una narrazione che si pone nel giusto equilibrio fra fluidità, immediatezza e descrizione: non si avverte nulla di carente, nulla di sovrabbondante nella penna della Korn, che risponde con puntualità alle domande, ai dubbi, alle preoccupazioni dei suoi lettori, rendendoli partecipi delle vicende delle sue eroine - eroine di tutti i giorni, particolarmente forti perché sono donne in un'epoca in cui le donne sono particolarmente esposte alla sofferenza. Tranne che nel finale, il quale, nel rigoroso rispetto della suspense, rimane aperto e ci lascia con un colpo di scena, a farci pregustare il seguito di una appassionante, nuova storia.
La pace, un risveglio di primavera. Nessuno sarebbe più partito per il fronte, e le stelle di David, così come le bombe, sarebbero diventate un lontano ricordo.
C.M.

2 commenti:

  1. E sì che mi colpisce molto questo libro; mi attira moltissimo per la trama, l'ambientazione, la prospettiva delle donne. La Fazi riporta ottime pubblicazioni e anche azzeccate! Non concordo con il suo modo di fare marketing ma ne sa una più del diavolo.

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    1. Hanno individuato un target ben definito, al quale propongono sia storie come questa e come i Cazalet, che attirano un pubblico che ama le saghe e le ambientazioni di inizio Novecento, sia testi che affrontano temi contemporanei e tematiche attuali. Io preferisco il primo filone e mi ci butto a capofitto!

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