lunedì 31 dicembre 2018

Bilanci di fine anno

Salutare il 2018 è un po'strano: questi 365 giorni sono trascorsi in fretta, mi sembra di aver scritto appena l'altro giorno l'ultimo post del 2017. L'anno che sta per chiudersi è stato ricco, intenso, una corsa emozionante. Il 2018 mi ha portato tanti abbracci, una nuova casa, l'insegnamento al Liceo sognato per anni, un meraviglioso viaggio in Giappone e il matrimonio. Da gennaio in avanti sono stata sempre molto occupata fra compiti da correggere, anno di prova da documentare, scadenze lavorative, sopralluoghi al cantiere domestico, appuntamenti in banca, in atelier, negli uffici comunali, nei ristoranti e in agenzia di viaggio, eppure, nonostante gli indimenticabili momenti in cui si è sfiorato (e forse non solo) il crollo nervoso, c'è sempre stato qualcosa o qualcuno che ha riattivato le batterie e che mi ha permesso di arrivare tranquilla e serena alla conferma in ruolo, al magico 8 luglio, all'aeroporto, al primo giorno del nuovo anno scolastico e a queste festività.
Nulla da rimpiangere, dunque, nel calo fisiologico del ritmo delle letture e della cura del blog: ho avuto un anno spettacolare, uno di quelli che fanno un po'temere che il successivo possa apparire deludente, incerto o anche solo sottotono. Ma, a ben pensarci, è sciocco soffermarsi su queste sensazioni, perché servirebbe solo a guastare i momenti passati e a sottoporre a inutili pressioni quelli che verranno.
Quello che porterò con me del 2018 saranno le meravigliose esperienze che si sono succedute nei momenti privati e in quelli lavorativi. Fra queste spicca il mio incontro con la cultura del Sol Levante, dodici giorni di immersione in un mondo completamente diverso, sospeso fra la più travolgente modernità e un ammirevole attaccamento alle radici storiche e spirituali: ho assaggiato cibi prima visti soltanto nelle fotografie, attraversato i confini sanciti dai torii, ascoltato le preghiere dei bonzi, ammirato sfilate di yukata, ammirato le architetture di giardini zen nel cuore di metropoli ipermoderne.
Il mio anno di libri è stato condizionato da questo soggiorno nipponico, che mi ha portato a conoscere il premio Nobel Yasunari Kawabata attraverso Il paese delle nevi e a godermi il singolare resoconto di Pierre Loti Alla sacra montagna di Nikkō, oltre a spingermi a inserire nella lista dei desideri diversi romanzi giapponesi. Ho però anche riscoperto, per ragioni di lavoro, alcuni testi che avevo già amato, come Il barone rampante e Il fu Mattia Pascal, o che da alunna avevo detestato, come I promessi sposi, di cui sto scoprendo sfumature e dettagli che, se non bastano a rendermi sopportabile Lucia Mondella, almeno mi permettono di assaporare la tecnica narrativa di Manzoni.
Ma veniamo ai titoli che si sono guadagnati un posto particolare nelle mie memorie di lettrice nel 2018. Quest'anno ho letto 26 libri, molti meno rispetto a quelli che mi ero prefissata, infatti ho più volte aggiustato il tiro della mia Reding Challenge su Goodreads; sono stati libri molto diversi tra loro; nessuna lettura è risultata particolarmente sgradevole (qualcuna, magari, poco avvincente) e alcuni libri hanno lasciato il segno. Rigorosamente in ordine cronologico, ecco i titoli che mi hanno conquistata.


Alla sacra montagna di Nikkō di Pierre Loti: come ho già detto, la letteratura giapponese si è guadagnata una particolare attenzione e questo libriccino, in realtà estratto dai diari di viaggio dello scrittore francese, mi ha fatto pregustare le atmosfere del Giappone e del periodo Tokugawa che avrei poi personalmente vissuto. Mi ha anche fatto pentire di non aver inserito Nikkō fra le tappe del viaggio, ma, del resto, tanti piccoli gioielli sono stati sacrificati, come sempre accade quando ci si propone di visitare un grande Paese.

In viaggio contromano di Michael Zadoorian è senza dubbio il miglior romanzo che abbia letto quest'anno, una storia emozionante, commovente, ironica, divertente e strappalacrime insieme, una meravigliosa incursione in una relazione amorosa e nel significato più struggente dell'amore. Qualche settimana fa ho anche visto Ella e John - The Leisure Seeker, girato da Paolo Virzì e interpretato da una fenomenale Helen Mirren assieme a Donald Sutherland; sebbene con qualche variazione, anche il film è risultato molto piacevole, anche se meno travolgente dal punto di vista emozionale.

Cambio di rotta di Elizabeth Jane Howard, dopo i romanzi della saga dei Cazalet, è il titolo della scrittrice britannica che più mi ha colpito e ha in più il pregio di essere un volume autonomo, in sé concluso, anche se legato ai caratteristici temi cari all'autrice. Questo libro mi ha coinvolta così tanto da riuscire a farmi riscoprire la sensazione di non potermi staccare dai suoi protagonisti e il fastidio di doverli abbandonare al termine della lettura.

Elmet di Fiona Mozley, come ho scritto a suo tempo nella recensione, è stata una piacevole compagnia che ha reso prezioso il poco tempo che ho avuto per leggere: nella sua brevità, il romanzo ha saputo concentrare tante emozioni, una storia avvincente, dei personaggi davvero ben riusciti e un ritmo avvincente, qualificandosi come una lettura da riprendere negli anni avvenire.

Lettere da Babbo Natale di J.R.R. Tolkien è stata invece la lettura che mi ha accompagnata verso le feste con un pizzico di magia, divertimento e anche quella malinconia che si affaccia sempre quando si leggono fiabe che raccontano di sogni fanciulleschi destinati a diventare semplici ricordi con la crescita.

Naturalmente, ogni volta che ripenso ai libri che he ho letto e che mi hanno fatto emozionare, mi prende l'entusiasmo e la curiosità per quelli che attendono sugli scaffali (a proposito, la casa comincia a popolarsi di spazi adibiti ad asilo per i libri) e per quelli che affollano la lista dei desideri, la quale, con tutti i bilanci delle colleghe blogger, sta lievitando sempre più. Penso, comunque, che il 2019 mi imporrà ancora una certa moderazione dei ritmi di lettura, anche se spero di poter gustare qualche pagina in più e di sostituire la compagnia degli amici di carta con almeno un altro viaggio in una meta sognata... chissà!
Per il momento auguro a tutti voi una fine d'anno lieta e spensierata e un nuovo anno ricco di soddisfazioni, sogni, libri e fantasia! A rileggerci dopo il brindisi!

Buon anno nuovo!

C.M.

10 commenti:

  1. Andare in Giappone si riflette sempre sulla letteratura. Dopo il mio viaggio ricordo di essermi calato completamente nel mood e di aver affrontato dei Kawabata e dei Mishima che atendevano da troppo tempo.
    Similmente a te, io avevo letto "Giorni Giapponesi" di Angela Terzani Staude, che mi pare abbia avere delle similitudini con il tuo Pierre Loti... Buon anno!

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    1. Sono tornata con una marea di ispirazioni e ogni volta che mi imbatto in titoli giapponesi finisco per metterli nella lista infinita: credo che il Giappone abbia un gran potere contagioso! Grazie degli auguri e buon anno anche a te!

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  2. Insomma la lunga lista di libri da leggere aumenta sempre di più, incurante della nostra vita così breve e piena di faccende di vario tipo... Forse anche questo è il bello della lettura e della vita poi; questo continuo rincorrere ambedue le parti, che poi quasi si riflettono per le tante similitudini. Comunque un felice anno anche a te cara Cristina, bello e generoso! Bacioni!

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    1. Pensare che i libri che attendono di essere letti aumentano sempre con più rapidità di quelli che abbiamo letto è disarmante ma anche confortante: è pur sempre la garanzia che ci attendono tante sorprese! Un buon anno anche a te!

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  3. Anche lo spazio della mia libreria in cui colloco i libri in attesa è sempre più affollato. Credo sia definitivamente giunto il momento di prendere coscienza del fatto che è impossibile leggere tutto ciò che si vorrebbe.
    Amen.
    Buon 2019!

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    1. Credo proprio che sia così: non basterebbe tutto il tempo del mondo a colmare questa sete di letture!
      Tanti auguri di buon anno anche a te!

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  4. Cara Cristina, ti auguro un altro anno così intenso e ricco di soddisfazioni come quello appena passato. Con il tempo anche per leggere di più, anche se poi non è la quantità dei libri fatti fuori che conta…. ma ciò che rimane dentro del loro contenuto. E mi pare, da quello che scrivi, che i mesi trascorsi siano stati proficui in questo senso. Mi solletica l’idea di leggere Michael Zadoorian, di cui avevo già apprezzato la bella recensione. Vedrò di darmi una mossa ;-) Un forte abbraccio!

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    1. Hai ragione, non è la quantità delle esperienze (non solo di lettura) che conta, ma la loro intensità e la capacità di goderne! Tantissimi auguri di cuore per un anno ricco di bellezza e gioioso! Un abbraccio anche a te e sì, leggi Zadoorian! :)

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  5. Cristina, davvero un anno ricchissimo. Capisco quel tuo temere, almeno in piccolissima parte, che non si possano rivivere certe emozioni nel nuovo anno, poi la vita ti insegna che ci sono emozioni diverse, luoghi nuovi, orizzonti inediti. Insomma, la vita è bella a prescindere.
    Belle le tue letture, io per ora conosco solo Murakami come autore nipponico, ma mi riprometto di leggere Mishima fra gli altri.
    Buon 2019!
    P. S. C'è un Chaplin Award per te... da me. :)

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    1. Mishima è anche nelle mie mire, insieme a molti altri: appena ci si affaccia ad una nuova letteratura si è sommersi di suggestioni e curiosità!
      Buon 2019 anche a te e grazie per avermi fatto iniziare l'anno con il tuo riconoscimento! :)

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