venerdì 8 febbraio 2019

Madonna col cappotto di pelliccia - S. Ali

Chi è Raif Effendi, l'insignificante impiegato senza interessi e incapace di avanzare alcuna protesta di fronte ai rimproveri, spesso gratuiti, del suo superiore e dei colleghi? A questa domanda cerca di rispondere il giovane narratore di Madonna col cappotto di pelliccia, romanzo dell'autore turco Sabahattin Ali, fortunatamente riscoperto e consacrato al successo internazionale negli ultimi anni. A portare in Italia la storia di quello che sembrerebbe l'ennesimo uomo senza qualità ma che ben presto si rivelerà un indimenticabile storia d'amore è Fazi editore, che ha pubblicato il libro, nella traduzione di Barbara La Rosa Salim, lo scorso 10 gennaio, inaugurando felicemente un anno di nuove pubblicazioni.
 
«Tra le persone che mi è capitato di incontrare nel corso della mia esistenza ce n'è una che mi ha segnato più di ogni altra». Inizia così la storia di un giovane di Ankara che, in un momento di grande difficoltà, viene soccorso da un vecchio amico che, forse per far sfoggio del proprio prestigio e del proprio successo, gli offre un lavoro come curatore dei rapporti della sua azienda con le banche. Il ragazzo si trova a dividere l'ufficio con il traduttore Raif Effendi, che attira ben presto la sua attenzione per la sua totale remissività, ma anche l'abitudine di leggere, di tanto in tanto, il contenuto di un libriccino che tiene nel cassetto della scrivania. Raif insinua nel suo nuovo collega la curiosità, la certezza che debba esserci una spiegazione per quel suo carattere apparentemente debole, per la sua totale accondiscendenza e per la mancanza di amor proprio che sembra caratterizzarlo. Il desiderio di saperne di più si acuisce quando Raif si ammala gravemente e chiede al narratore di recuperare il suo prezioso taccuino, nel quale è custodito il segreto della sua esistenza. Raif lo vuole perché sia distrutto assieme alla sua vita, ma il collega ottiene il permesso di leggerlo e si trova così catapultato negli anni giovanili di Raif, in una Berlino appena uscita dal primo conflitto mondiale e gravata da una pesante crisi.
Anche il giovane Raif sembra mancare di una direzione e di una volontà che gli permetta di trovare la propria strada: lavora senza alcuna motivazione in una fabbrica di saponi, non ha interesse a proseguire l'attività paterna, passa il proprio tempo fra letture solitarie e vagabondaggi per le strade. Finché, ad una mostra d'arte, si imbatte nel ritratto di una donna bellissima, di cui lo colpisce l'espressione innocente e determinata, malinconica ma segno di una personalità forte. Il dipinto è l'autoritratto di una giovane pittrice di nome Maria Puder, ma Raif, che coglie un insolito accostamento della figura rappresentata con il viso della Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto, lo intitola Madonna col cappotto di pelliccia. Mentre è assorto nella contemplazione, giorno dopo giorno, del quadro, non immagina che il destino lo possa mettere proprio sulla strada di Maria Puder, eppure è proprio ciò che accade. Inizia così il racconto di una passione fatta di contraddizioni, slanci e fughe, perché Maria, come Raif, è alla ricerca di qualcosa e non crede che per lei la realizzazione possa associarsi all'amore.
L'incontro di Raif e di Maria è un'esperienza letteraria degna di un grande classico. I due hanno entrambi paura, a modo loro, di soffrire, di perdersi, di vedere le proprie aspirazioni infrante nell'impatto con la realtà. Per questo il loro rapporto è intrigante, lacerante, travolgente, così come la narrazione che ne scaturisce.
Madonna col cappotto di pelliccia, nella sua essenzialità, è un romanzo forte, profondo, ricco di sfumature. Sabahattin Ali ha ricostruito con intensità il carattere di Raif, attingendo anche alla propria esperienza di giovane turco a Berlino, negli stessi anni in cui vi ha immaginato il suo protagonista. Il lettore incontra Raif attraverso il giudizio impietoso del narratore (Era, in pratica, il tipo d’uomo che ci induce a chiederci: «Ma che campa a fare? Cosa ci trova in questa vita? Quale logica lo costringe a continuare a respirare? Quale sapienza lo sospinge passo dopo passo su questa terra?»), ma da questi è portato a nutrire verso di lui una tale compassione da indurlo a volerlo conoscere davvero. Proprio la storia di Raif con Maria spiega il suo comportamento, la sua tendenza a non formulare opinioni avventate sul prossimo, a comprendere la ragione dietro al torto altrui. Perché Maria gli ha insegnato questo, vicina a lui e con la sua lontananza.
In Madonna col cappotto di pelliccia il lettore trova una storia appassionante, scorrevole, in grado di appagare il desiderio di una buona lettura, ma anche l'occasione di incontrare un autore di grande sensibilità e di riscoprire la sua storia. Perché, se non fosse stato ucciso nel 1948 sul confine turco-bulgaro per questioni legate alla politica della giovanissima Repubblica turca, Sabahattin Ali avrebbe avuto ancora tanto da raccontare.
Ma da quando avevo visto quel dipinto, tutto era cambiato. Sentivo di aver vissuto di più nelle ultime settimane che in tutti gli anni della mia vita messi insieme. Ogni giorno, ogni ora e persino i momenti in cui dormivo erano pieni. Non solo i miei arti stanchi avevano ricominciato a vivere, ma anche la mia anima e certi lati di me che, a mia insaputa, erano rimasti sepolti in un angolo recondito, tornavano a riaffiorare all’improvviso offrendomi delle prospettive preziose e attraenti. Maria Puder mi aveva insegnato che avevo un’anima.
C.M.

Nessun commento:

Posta un commento

La tua opinione è importante: condividila!