Perdersi - Elizabeth Jane Howard

In questo autunno strano, con un inizio di anno scolastico decisamente surreale e all'insegna di un continuo senso di sospensione, le letture sono state un po'sacrificate, ma, per fortuna, una sicurezza si è confermata: Elizabeth Jane Howard sa sempre come salvare la situazione. Sono pochi gli autori che riescono a darmi lo slancio per continuare una lettura, pagina dopo pagina, quando la motivazione è scarsa e tende ad essere soverchiata dalla stanchezza. Ma lei ce la fa sempre: anche se mi sono trascinata Perdersi per quasi un mese, perché ho potuto dedicare alla lettura pochissimi momenti, in quelle occasioni in cui sono riuscita ad iniziare un capitolo sono andta avanti spedita, resistendo anche al sonno, cullata dalla meravigliosa prosa di questa scrittrice.
Perdersi (pubblicato da Fazi editore) è un romanzo molto diverso dai precedenti: mancano quella coralità e quei momenti d'insieme che caratterizzavano la saga dei Cazalet ma anche i racconti meno affollati come Cambio di rotta e All'ombra di Julius; c'è, forse, qualcosa che richiama Le mezze verità, soprattutto nella sfumatura di thriller che si definisce via via, ma la grande novità è che la vicenda si articola intorno a due figure onnipresenti e che, mentre l'azione è affidata fondamentalmente ad un personaggio, all'altro sono concessi perlopiù momenti riflessivi.
Henry Kent è un giardiniere ultrasessantenne con un passato sentimentale turbolento che, in attesa di un divorzio che potrebbe costargli molto caro, vive di espedienti sulla barca che gli è stato chiesto di custodire, nella quale regnano il disordine, la sporcizia e l'umidità. Si capisce fin dall'inizio che non ha intenzione di dare attivamente una svolta alla propria vita, ma che cerca l'unica possibilità di riscatto in un nuovo matrimonio con una donna ricca che si occupi di tutto al posto suo. Ecco perché, quando nel paesino in cui trascina le sue giornate si stabilisce Daisy, si apre ai suoi occhi una via di fuga. Anche Daisy ha alle spalle una relazione fallita, anzi, ne ha ben due, entrambe chiuse per l'infedeltà dei coniugi; ha appena individuato un cottage in cui pensa di potersi ritirare per dedicarsi alla scrittura drammatica, sfuggendo ad una Londra che la assale con ricordi e pressioni sociali. Proprio mentre scende dall'auto ed entra nella nuova casa, Daisy attira l'attenzione di Henry, che immediatamente si convince che sia una donna molto ricca e di poterla sedurre con facilità, diventando prima il suo giardiniere, poi il suo collaboratore, il suo infermiere, il suo confidente e infine il suo amante. Per Daisy, che crede che ormai l'amore e la passione non possano più far parte della sua vita, il corteggimento di Henry è inizialmente imbarazzante, poi lusinghiero e infine un'ancora di salvataggio da un'esistena vuota e malinconica cui ha prima creduto di doversi arrendere. Eppure l'amica e agente Anna e la figlia Katya non sono ammaliate del fascino di Henry e continuano a mettere in guardia Daisy, ricordando al lettore che rischia a sua volta di essere succube della seduzione e dei modi melliflui di quest'uomo.
L'aspetto più interessante di Perdersi è la scelta dell'autrice di utilizzare Henry come narratore interno e di porre Daisy nel racconto di un narratore esterno, anche se focalizzato nella sua prospettiva: in questo modo diventiamo partecipi dei pensieri di Henry, seguiamo l'evoluzione del suo piano di conquista, ma, allo stesso tempo, siamo portati a chiederci se i sentimenti che manifesti per Daisy non possano avere un fondo di verità, rimanendo spiazzati dal suo gioco di simulazione e smascheramento, che diventa sempre più sottile e articolato. Dall'altra parte il lettore è proiettato nella mente di Daisy, di cui può cogliere le insicurezze, le paure e le ferite, senza però giungere ad una totale identificazione. La doppia modalità consente di seguire dall'esterno gli eventi di cui Henry è il motore e Daisy la destinataria.
Il romanzo potrebbe continuare all'infinito in questa altalena di propositi e abbandoni passionali, ma, come ne Le mezze verità, arriva improvvisa la svolta, un errore di Henry, un improvviso intervento che porta Daisy a rimettere tutto in discussione, producendo però al contempo lo spalancarsi di un nuovo viaggio narrativo, che invita il lettore a costruirsi mentalmente un seguito.
Insomma, Elizabeth Jane Howard sa sempre come tenere compagnia ai suoi lettori, giocando con raffinate variazioni su temi che rimangono costanti: l'amore, il tradimento, la delusione, l'amicizia, la vita che va rimessa insieme e riavviata dopo la tempesta. Sebbene queste situazioni ricorrano in tutti i romanzi, l'autrice sa sempre come rendere avvincente le sue storie e come lasciare che ciascun personaggio si ritagli un proprio spazio nella nostra vita letteraria.

C.M.

Commenti

  1. Non ho mai letto alcunché della Howard, ma questo romanzo mi intriga parecchio, soprattutto per la presenza dei due narratori, uno esterno e uno interno.

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    1. L'ho trovata una soluzione efficace e coerente con la psicologia dei personaggi, comunque la Howard se la cava alla grande anche quando utilizza forme narrative più tradizionali.

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