mercoledì 27 marzo 2013

Parole, arte e musica per... la Settimana Santa

Sebbene appartenga alla schiera degli eretici «che l'anima col corpo morta fanno» (Dante, Inferno X v. 15), sono fra i primi sostenitori della centralità dell'esperienza religiosa nello sviluppo delle arti, soprattutto nel nostro Paese. Quindi non scrivo questo post come credente, bensì come amante delle arti, per offrire, a mio modo, un omaggio alla tradizione cristiana e ai capolavori che ha prodotto in ogni campo artistico. Vi presento allora alcune opere che descrivono le tappe della settimana di Pasqua, invitando chi lo vorrà a segnalare i prodotti artistici, i brani e gli autori che preferisce fra quelle legati a questa parte el culto religioso.

Giovedì Santo: l'ultima cena

Leonardo da Vinci, L'ultima cena (1494-1498)

Venerdì Santo: la Passione; la Madonna sotto la croce

Giotto, Crocifissione con cinque francescani (1308-1310)


Jacopone da Todi, Donna de Paradiso (XIII sec.)
[vv. 84-103, dialogano Cristo e Maria]

«O mamma, o’ n’èi venuta?
Mortal me dà’ feruta,
cà ’l tuo plagner me stuta
ché ’l veio sì afferato».

«Figlio, ch’eo m’aio anvito,
figlio, pat’e mmarito!
Figlio, chi tt’à firito?
Figlio, chi tt’à spogliato?».

«Mamma, perché te lagni?
Voglio che tu remagni,
che serve mei compagni,
ch’êl mondo aio aquistato».

«Figlio, questo non dire!
Voglio teco morire,
non me voglio partire
fin che mo ’n m’esc’el fiato.
C’una aiàn sepultura,
figlio de mamma scura,
trovarse en afrantura 
mat’e figlio affocato!».

Raffaello Sanzio, Deposizione (1507)

Pasqua di Resurrezione

Piero della Francesca, La resurrezione (1450-1463)



Alessandro Manzoni, La risurrezione (1812)
vv. 1-14; 57-70

È risorto: or come a morte
la sua preda fu ritolta?
Come ha vinte l'atre porte,
come è salvo un'altra volta
quei che giacque in forza altrui?
Io lo giuro per Colui
che da' morti il suscitò.

È risorto: il capo santo
più non posa nel sudario
 è risorto: dall'un canto
dell'avello solitario
sta il coperchio rovesciato:
some un forte inebbriato
Il Signor si risvegliò.

[…]

Era l'alba; e molli il viso
Maddalena e l'altre donne
fean lamento in su l'Ucciso;
ecco tutta di Sionne
si commosse la pendice
e la scolta insultatrice
di spavento tramortì
Un estranio giovinetto
si posò sul monumento:
era folgore l'aspetto
era neve il vestimento:
alla mesta che 'l richiese
dié risposta quel cortese:
è risorto; non è qui.

Le opere che ho scelto, come si vede, sono tutte di autori e artisti italiani. Ho scelto i dipinti per la particolare fascinazione che hanno esercitato su di me fin da studentessa e da semplice fruitrice di arte: sono quadri che si distinguono per l'accurata simmetria e la felice scelta dei colori, nonché per la loro alta rappresentatività degli episodi della morte e risurrezione di Cristo. Invito inoltre all'ascolto dello Stabat mater di Vivaldi (qui il primo movimento), composto nel 1712. I brani della sacra rappresentazione di Jacopone da Todi (interamente leggibile qui) e dell'inno di Manzoni che, ancora una volta, mi convince della maggior qualità delle poesie rispetto al romanzo cui si lega la sua fama (soprattutto scolastica), sono spezzoni di testi più ampi, che vale la pena leggere nel loro complesso.
In chiusura, suggerisco la lettura de Il vangelo secondo Gesù Cristo di José Saramago.

Non è un romanzo facile, perché è scritto come un flusso di pensieri, senza a capo e con un uso molto particolare della punteggiatura. Si tratta però di un testo che descrive un Gesù umano, vicino a tutti noi, assolutamente estraneo (quando non ostile) ai dogmi e al suo stesso destino. Il romanzo di Saramago mi è piaciuto proprio perché abolisce le barriere tra il divino e l'umano, rendendo Dio più simile all'uomo e l'uomo più simile a Dio.
«Gesù muore, muore, e quando la vita comincia ad abbandonarlo, all'improvviso, il cielo sopra il suo capo si spalanca e appare Dio, vestito come sulla barca, e la sua voce risuona per tutta la terra, Tu sei il mio diletto figlio, in te ho riposto la mia gratificazione. Allora Gesù capì di essere stato portato all'inganno come si conduce l'agnello al sacrificio, che la sua vita era destinata a questa morte, fin dal principio e, ripensando al fiume di sangue e di sofferenza che sarebbe nato spargendosi per tutta la terra, esclamò rivolto al cielo, dove Dio sorrideva, Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto.»
Siete d'accordo con le mie scelte di rappresentazione pasquale? Voi che opere-autori avreste selezionato come simboli artistici della Settimana Santa?

C.M.

3 commenti:

  1. Grazie per questo splendido e interessante excursus!

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    1. Grazie a te, Giulia, per averlo apprezzato! Colgo l'occasione per augurare a te e agli altri lettori una buona Pasqua!

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  2. Grazie, buone feste anche a te!

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