lunedì 6 giugno 2016

Sassi vivi (Rottensteiner)

Un nuovo libro, un nuovo editore: inizia con Sassi vivi, brevissimo romanzo della scrittrice bolzanina Anna Rottensteiner, il mio percorso fra i libri di Keller editore. Un incontro più che positivo, anche se mi ci è voluto un po'per entrare nel particolarissimo meccanismo del romanzo e, arrivata a metà, ho ripreso da capo la lettura per gustarlo al meglio.

A tessere la narrazione è Franz, un giovane altoatesino che incrocia la propria strada con quella di Dora, una ragazza inafferrabile ed entusiasta sostenitrice di Mussolini, nutrita dal mito di donne forti e influenti come la regina Cristina di Svezia o la stessa amante del Duce, Claretta Petacci. I loro destini si sfiorano nel pieno della seconda guerra mondiale, mentre Franz è arruolato nelle milizie tedesche e, nella Repubblica di Salò, ritrova inaspettatamente Dora. Le loro vite sono segnate da una complessa dialettica fra mondi diversi, quello di lingua tedesca cui appartiene lui, circondato da una popolazione che mal sopporta il dominio di Roma e vede nel Reich la promessa di un riscatto e quello italiano della giovane che viene dalla capitale.
A queste vicende la Rottensteiner riserva piccole parti del suo romanzo. Ne affida la ricostruzione al baluginare dei ricordi di Franz nei suoi dialoghi con Dora oppure nell'osservazione dei comportamenti di lei. Infatti incontriamo i due protagonisti in Finlandia, soli, su un isolotto battuto dal vento e con la sola compagnia del mare e dei sassi che esso accarezza sulla spiaggia e che Dora utilizza per comporre le sue sculture. Fra la descrizione di un gesto e l'annotazione di un'espressione si dipana la narrazione delle vicende degli anni '40, un vortice di eventi che si susseguono rapidamente per andare, a poco a poco, a definire Dora, le sue paure, le sue insicurezze.
Sassi vivi potrebbe sembrare un racconto lungo, eppure è un romanzo breve. La differenza, fra i due mondi, sta per me nella definizione della storia: Anna Rottensteiner non lascia nulla in sospeso, non si serve della carta del non-detto che spesso anima e rende preziosi i racconti. L'autrice, semplicemente, riesce a offrirci l'essenziale, senza per questo darci l'impressione di mancare di informazioni, di emozioni o di descrizioni. Dora, la vera protagonista, è illuminata come una piccola dea attraverso numerose metafore, attraverso il suo spazio nel vento, nel mare, nelle pietre, nelle piante; non a caso i sassi vivi sono l'immagine che meglio coglie l'anima di questa creatura inquieta, apparentemente impenetrabile, in realtà ricolma di vita e pronta a sbocciare rivelandosi al mondo con i propri tempi.

I sassi vivi (lithops)

Di Sassi vivi ho trovato particolarmente affascinanti i capitoli storici, dove Dora e di Franz, immersi come sono in contesti ostili e pericolosi (quello repubblichino per lei, che vi aderisce con entusiasmo, quello nazista per lui, che pure tenta di sfuggirvi), illuminano le contraddizioni di un'epoca di tensione e il vero dramma della guerra civile scatenatasi all'indomani dell'armistizio dell'8 settembre 1943 e svelano poco alla volta la chiave dello spirito della protagonista. Al di là di questo aspetto specifico, però, Sassi vivi è come un dipinto da osservare nell'insieme, non completo finché non si arriva all'ultima pagina, eppure straordinario da scoprire e apprezzare poco alla volta.
Io so cosa si prova quando ci si sente ingannati dalla vita e nessuno ti chiede perché. Quando non si può raccontare a nessuno perché ci si vergogna, non tanto per quello che si è fatto, ma più per quello che forse non si è avuto il coraggio di fare. Quello che non si è visto, che non si è voluto vedere. E non si vuole raccontarlo, per nessun motivo, per non essere feriti ancora una volta.
C.M.

4 commenti:

  1. Sembra un romanzo al tempo stesso storico, moderno e simbolico...Deve essere molto interessante la figura di Dora, mi ispira moltissimo.

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    1. Sì, è un intreccio sorprendente di tanti elementi diversi... la prima parte è molto simbolica, mentre quando inizia la narrazione storica non ha nulla da invidiare a un classico, anzi, affronta la questione da una prospettiva molto originale.

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  2. Ciao Cristina!
    L'editore Keller per me è garanzia di qualità e a breve anche io leggerò questo breve romanzo.
    Complimenti, come sempre dai tuoi articoli traspare tutta la tua passione per la lettura e, in questo caso, anche per la storia.
    A presto!
    Claudia

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    1. Ciao, Claudia! Io sono al primo Keller, ma ho già un secondo libricino fra le mie scorte e sicuramente la prima impressione è stata molto buona.
      Grazie per il complimento, è sempre un piacere sapere che quello che si scrive riesce a trasmettere le emozioni che vorremmo tradurre!
      Alla prossima! ;)

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