martedì 1 luglio 2014

Muse in stile Liberty

Ai periodi di più intensa industrializzazione e modernizzazione si è sempre accompagnato il bisogno di rifugiarsi nella natura e nelle costruzioni fantasiose: è accaduto durante l'Ottocento con il rifiuto delle città affollate e fumose e l'apertura a paesaggi incontaminati e di nuovo all'inizio del Novecento. In questo secondo caso, in forme molto diverse e pienamente armonizzate con le esigenze della nuova società di massa.

Alfons Mucha, Le arti - Musica e Pittura

L'Art Nouveau, Stile Liberty o Floreale o Jugendstil è stato, infatti, un movimento artistico che ha posto al centro il bisogno di recuperare una raffinatezza espressiva che la società industriale, con la sua serialità, aveva finito per soffocare. La sua larghissima diffusione, di cui sono sintomo anche le numerose definizioni del fenomeno, si deve però al fatto che esso non ha respinto le innovazioni tecniche e i linguaggi contemporanei in un atteggiamento di orgogliosa rivendicazione di purezza, ma, al contrario, li ha fatte propri, incontrando proprio i bisogni della società industrializzata. Lo ha fatto nel modo più genuino possibile, con una scelta che dovrebbe farci riflettere ancora oggi: puntando sulla qualità e l'eleganza

Alfons Mucha, Le arti - Danza e Poesia

Ecco, dunque, che vediamo i materiali tipici delle nuove produzioni adattati a prodotti esteticamente più curati, con un percorso tecnico che ha recuperato il messaggio delle Arts and Crafts e che ha dato una nuova direzione alle architetture di esterni e interni, rimarcando l'importanza del design: i prodotti Liberty si sono imposti nelle case, nell'oggettistica, nell'architettura e nell'urbanistica, conquistando tutti i campi in cui si è spinta l'innovazione negli ultimi decenni e portando una ventata di originalità e un estro espressivo da tempo mancanti.
Come molti movimenti artistici, anche il Liberty ha avuto le sue muse e le sue poetiche, magistralmente riassunte nell'opera di Alfons Mucha, artista ceco vissuto fra il 1860 e il 1936. Nella sua produzione troviamo infatti un concentrato delle forme care a pittori, scultori, designer e artigiani d'inizio XX secolo: l'amore per le linee essenziali e sinuose che si ampliano e ristringono rapidamente (il cosiddetto «tratto a colpo di frusta»), l'uso sfumato e tenue dei colori, l'abbondanza di elementi floreali, il recupero di figure che sembrano elaborazioni delle fanciulle preraffaellite, pallide, bionde ed esili eppure affascinanti. Queste donne hanno acconciature e vesti che rimandano al passato e che talvolta assumono pose tipiche della statuaria classica (come l'allegoria della danza, che ricorda le menadi in torsione), eppure sono modernissime e si adattano perfettamente all'uso pubblicitario: lo stesso Mucha realizza cartelloni di spettacoli teatrali e le sue figure compaiono sulle etichette di bevande, sui manifesti promozionali e sui libri, cosicché parlare di una fuga dalla modernità è del tutto improprio: semmai potremmo definirla una «fuga con la modernità».

Alfons Mucha, Pietre preziose - Rubino, Ametista, Smeraldo, Topazio

Particolarmente affascinanti sono le serie di figure allegoriche, sempre raggruppate in quartetto, fra cui spiccano i cicli dedicati alle arti, alle stagioni, ai momenti della giornata e alle pietre preziose. In ognuna di esse i soggetti sono ripresi in pose sensuali ma per nulla volgari grazie all'astrazione realizzata attraverso il tratto pulito e la colorazione delicata, con soluzioni eteree che ricordano il disegno terso dell'arte Edo, cui i modernisti guardavano con grande ammirazione. Le immagini sono quasi sempre inquadrate in cornici essenziali e colorate che sembrano quasi necessarie a contenere le esplosioni di fiori e panneggi e, al contempo, suggeriscono la magia dei tarocchi e dei significati nascosti negli sfondi.

Alfons Mucha, Mattina, Pomeriggio, Sera, Notte

Osservando le opere di Mucha, di cui queste serie sono solo una piccolissima parte, sembra di essere in bilico fra la modernità e il passato, fra un linguaggio fatto per l'uomo del Novecento, una freschezza che stimola l'occhio dell'osservatore degli anni Duemila e un fascino che riporta alle radici stesse delle arti, ai panneggi delle dee e delle muse.

Alfons Mucha, Le stagioni

C.M.

12 commenti:

  1. Che bel regalo!
    Fatico un po’ a leggere, ma le immagini tirano su il morale, grazie.
    Forse è proprio uno dei propositi dell’art nouveau: liberarci da un mondo abbrutito e restituirci un po’ di bellezza.

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    1. Proprio per questo suggerivo che dovremmo prendere esempio! :)

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  2. Alfons Mucha è uno dei miei artisti preferiti, adoro mettere elementi naturali nei miei quadri! Ho un debole per le decorazioni floreali! Giustissimo comunque sarebbe bello riuscire a recuperare un po' di bellezza, purtroppo si va sempre a finire in peggio specialmente nell'architettura, edifici brutti e con elementi inutili, anzi addirittura fastidiosi (basti pensare a come sono stati progettati molti palazzi che non permettono nemmeno la privacy), Poi le pubblicità! Sembra tutto così scadente...

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    1. Proprio così, il mondo ha un disperato bisogno di bellezza non solo estetica, ma anche etica (insegnano i Greci che spesso le due cose vanno di pari passo) e il Liberty dimostra che coltivarla non è assolutamente anacronistico o contrastante con il presente.

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  3. Mucha è uno dei miei artisti preferiti. In generale adoro tutto ciò che è art nouveau, e Mucha ne è uno dei maggiori artisti.

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    1. Ottima scelta, io non riesco a smettere di guardare le sue opere!

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  4. L'art nouveau non l'ho mai capita. Poi, a Bratislava, mi sono trovato davanti a quel piccolo gioiello che è la Blue Church (ignoro il santo a cui è dedicata, loro la chiamano così) che, forse per il contrasto con gli edifici circostanti, mi ha colpito come poche altre opere architettoniche. Da allora guardo con interesse questo tipo di arte, pur non essendo, a pelle, tra i miei preferiti. In compenso non conoscevo Mucha, quindi grazie per la vetrina!

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    1. In compenso, io non conoscevo questa Chiesa Blu, quindi sono subito andata a cercare le foto e sono rimasta colpita!

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  5. In piazza Volta a Como c'è un palazzo decorato con quattro fanciulle non dissimili da quelle che hai proposto in questo post. Come faccio a sapere se si tratta proprio di un affresco dell'Art Nouveau?
    Purtroppo non saprei azzardare il significato dell'allegoria, forse le quattro fanciulle rappresentano le stagioni.

    Grazie Cristina per questo bellissimo articolo.

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    1. Grazie a te di essere passata e di aver posto questo interrogativo! Purtroppo non sono in grado di risponderti, non ho mai visto l'affresco e non credo che saprei riconoscere a prima vista un prodotto Art Nouveau doc, però l'accostamento è decisamente interessante, se capiterò da quelle parti ci farò caso! :)

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  6. Mucha, ah Mucha! Non riesco a dire altro. Amo talmente le sue opere! Quando sono stata a Praga mi sono divertita a cercare segni delle sue opere e del suo stile, e mi sono beata della bellezza di quel che ho trovato :)

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    1. Ricercare e trovare l'arte dal vivo e provare le emozioni che essa suscita è un piacere impareggiabile, brava! :)

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