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giovedì 2 ottobre 2014

La vita segreta dei libri: Jonathan Wolstenholme

Tutti noi lettori sappiamo che i libri hanno un'esistenza al di là di quella che sperimentiamo nel leggerli: essi esistono prima e al di fuori di noi, contengono mille segreti, hanno una storia che non è solo quella della propria nascita ed evoluzione, ma anche quella del loro autore... senza contare quella dei milioni di lettori che li hanno scelti. 

Riferimenti incrociati
Da questa idea è nato, qualche tempo fa, il video The Joy of Books, un'idea che ad alcuni avrà certamente ricordato Toy Story e i giocattoli che si animano quando i padroni si allontanano. Di grande successo sono anche le sculture di carta di Justin Rowe, che dà vita a vere e proprie opere tridimensionali ritagliando la carta. Meno conosciuta è, invece, una serie di dipinti dell'artista britannico Jonathan Wolstenholme, che ha immaginato una vita segreta dei libri che non si discosta poi tanto dalle abitudini di coloro che li leggono e li scrivono.
Nascono così i personaggi un po'vintage dei volumi ingialliti che si vestono, indossando le scarpe o una giacca un po'logora che non è altro che la sovraccoperta, giocano a carte o a scacchi o assumono i vezzi tipici degli scrittori, sorseggiando vino e caffè o lanciandosi in vere e proprie zuffe letterarie a colpi di inchiostro. E non manca il libro che cerca un'ispirazione shakespeariana, quello che si cala nell'atmosfera del romanzo criminale, per non parlare dello studioso darwiniano, che esplora le radici della propria specie fino a tempi così lontani che dei libri non restano che ammoniti e teschi... e non dimentichiamoci del ghostwriter!

Discendenza di libri

Un torneo letterario

Il ghostwriter

I giocatori di carte

Studente shakespeariano
I dipinti di Wolstenholme possono forse sembrare una ripresa comica di comportamenti fortemente stereotipati da parte dei lettori e, soprattutto, degli autori, eppure sono così diretti, originali e simpatici che non si può negare che tradiscano una certa compiacenza, che, in qualche modo, strizzino l'occhio a quel mondo di patiti della carta stampata, magari un po'vecchiotta e dall'aroma polveroso e di collezionisti che vanno orgogliosi delle proprie collezioni, soprattutto se datate e segnate dal tempo. Perché forse è così che piace ai lettori: vogliono sentirsi legati per sempre alle pagine sfogliate e ai volumi amati, sentirli più vicini a sé e invecchiare con loro, vedere in essi riflessi un po'dei propri comportamenti... e nutrono, forse, la vana speranza di poter essere, come i loro libri, immortali e capaci di parlare ai secoli passati e futuri.

Non puoi giudicare un libro...
 
Il giallista

Tre libri saggi

C.M.

6 commenti:

  1. Mi piace moltissimo questo artista, ma non avevo mai visto il Ghost writer *__*
    Non mi ero mai chiesta perché tutti i volumi che dipinge siano così vecchi e consunti, effettivamente.

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    1. Beh, è una mia interpretazione, un'idea che mi è venuta al primo impatto... magari scegliendo volumi tanto consunti voleva dire altro, ma non ho trovato materiali che mi spingessero verso altre letture! :)

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  2. Mi piace pensare che molti dei miei libri siano esattamente così. Con alcuni di essi sono addirittura cresciuto e condividono i miei spazi da oltre 40 anni. Il fatto di non averli mai letti talvolta mi fa sentire in colpa... ma forse è giusto così.

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    1. Le nostre librerie ci rispecchiano, in qualche modo, o perché abbiamo scelto certi libri in quanto legati ad una nostra caratteristica o perché, leggendo, abbiamo assorbito qualcosa da loro. Pensarli con le nostre abitudini sembra, quindi, quasi naturale... e chissà che Woolstenholme non penserà anche alle sembianze del libro che attende di essere letto!

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  3. Il ghostwriter e Non puoi giudicare un libro sono proprio belli. In realtà, però, hanno tutti una loro originlità e li trovo piacevolmente curiosi e pure un pochino misteriosi e inquietanti.

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    1. Sono surreali, evocano un po'quelle atmosfere da film sui fantasmi dove gli oggetti inquietano perché non si riesce bene a capire cosa nascondono e non sono ciò che sembrano. :)

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