giovedì 5 novembre 2015

Manie librose: chi più ne ha più ne metta

Il lector immodicus è una creatura dal delicato equilibrio psico-fisico, che percepisce il tempo in relazione non all'alternarsi del dì e della notte o al ticchettio delle lancette, ma agli spazi dedicati alla sua attività prediletta: lavoro, studio, faccende domestiche non sono, per il lector immodicus, che spazi fra la lettura di una pagina e l'altra occupati da attività di secondaria dignità, poiché la sua esistenza è per la gran parte volta all'approvvigionamento e alla consumazione di nuovi volumi.

Illustrazione di Irena Sophia
Alzi la mano chi, amando alla follia la lettura, non si è mai sentito così o non ha mai avuto la certezza che qualcuno lo vedesse in questo modo. Inevitabile: come ogni disturbo ossessivo-compulsivo che si rispetti, anche quello del lector immodicus ha le sue degenerazioni patologiche e porta alla nascita di pregiudizi che ne fanno una categoria umana a sé, spesso percepita come prossima all'estinzione.
Al di là dei tentativi di sdrammatizzare una passione che talvolta ha delle esagerazioni di cui, in momenti di lucidità, diventiamo consapevoli (come quando, interrotti nel mezzo del capitolo più avvincente da una telefonata, siamo pronti ad impugnare il fucile a canne mozze), è fuor di dubbio che ciascuno di noi abbia le proprie 'manie librose', atteggiamenti ricorrenti che ci accomunano o distinguono rispetto agli altri colleghi.
Poiché l'assunzione di consapevolezza è il primo passo per risolvere un disturbo psicologico, io ho analizzato le mie abitudini maniacali di lettrice. Ciò non significa che intenda sul serio superarle, anzi, più che altro cerco il vostro conforto, sperando che fra voi amici e lettori vi siano analoghi sfoghi di pazzia o che, attraverso la segnalazione dei vostri vizietti mi facciate rendere conto di possederli a mia volta, senza essermene mai accorta.

Mania librosa n° 1: non riesco ad interrompere la lettura di un capitolo a metà o, peggio, dopo poche pagine dall'inizio. È più forte di me, come se sentissi che l'interruzione potrebbe essere quasi una rinuncia ad un'impresa titanica. Questo mi porta ad enormi sospiri di sollievo quando scopro che il libro appena acquistato ha capitoli brevi, perché la minaccia è sempre lì, in particolare alla sera, dopo una lunga giornata che quasi sicuramente piomberà con tutto il peso della stanchezza proprio sul più bello. In ogni caso, per interrompermi devo essere autorizzata da una pausa con spazio bianco dell'autore, pena sensi si colpa infiniti. Piuttosto che chiudere il libro ad un qualsiasi punto fermo, riavvolgo il capitolo per ricominciarlo dal principio alla successiva occasione.

Mania librosa n° 2: devo possedere i libri che leggo. Per me, ricorrere a prestiti in biblioteca o dagli amici è un tormento, soprattutto se il libro in questione mi appassiona e si guadagna un posto speciale nel mio animo di lettrice. Se testi usati per la stesura della tesi o la preparazione di esami vari si sono lasciati restituire con facilità, non altrettanto è stato per i libri letti per piacere, per grandi classici di cui ancora lamento la mancanza o per volumi che, nel tempo, ho dovuto acquistare per non essere assillata dalla loro assenza dai miei scaffali. Questo sia per poterli liberamente manipolare, rileggere o riempire di annotazioni sia per un malcelato feticismo. Tale gelosia crea una mania 2/b: non riesco a prestare i miei pargoli di carta senza che una fitta mi attraversi il cuore e, finché non ritornano, sto in pena come per la mancanza di una persona cara.

Mania librosa n° 3: anche se gli scaffali sono ricolmi di libri che attendono di essere letti, una strana necessità biologica mi spinge periodicamente in libreria a comprarne di nuovi. Questo problema si è acuito negli ultimi anni, con la frequentazione di tanti interessantissimi blog letterari che mi hanno tempestata di consigli di lettura entusiasmanti. Anche se la coscienza invita alla moderazione, la carne, debole, cede all'impareggiabile sensazione di uscire dalla libreria con una busta piena di tante pagine nuove (e con qualche decina di altri titoli in lista). Corollario di questo problema è il fatto che, spesso, la lista dei desideri librosi si allunga infinitamente, in molti casi con titoli che si guadagnano un'insistente priorità rispetto a quelli precedentemente appuntati.

Mania librosa n° 4: la libreria è l'antidoto allo stress e alle emozioni negative. Arrabbiata, triste, sovraccarica o sull'orlo di un esaurimento nervoso, se entro in libreria (specie in quel piccolo angolo di paradiso indipendente, appartato e accogliente di cui vi ho parlato altrove) tutto il male del mondo scompare, i nervi si distendono e tutti quei volumi in ogni centimetro del negozio mi trasmettono un senso di fiducia e bellezza indescrivibile. Sortite in libreria mi hanno salvata più volte dalla tensione delle sessioni d'esame o del periodo del TFA. Il contatto fisico con il negozio di libri, specie laddove c'è un gestore disponibile a dare consigli e competente nel suggerire, è essenziale, motivo per cui non ricorro mai agli acquisti online. Purtroppo c'è un problema non da poco nel mio rapporto con la libreria: la città non è proprio a due passi, e fuori dalla città non esistono molti paradisi terrestri come quello che vi ho descritto (anzi, nel raggio di 20 km non ci sono proprio librerie). Questo mi fa sentire un po'come Heidi sui monti.

Illustrazione di Bob Staake
Mania librosa n° 5: mettere a dura prova la postura. Qualche giorno fa leggevo una notizia secondo cui nei prossimi anni emergeranno diversi problemi posturali legati all'utilizzo degli smartphone e al costante piegamento del collo su oggetti molto piccoli. Ora, non so ben determinare, nel mio caso, il rapporto causa-effetto fra abuso dei libri e postura, ma, per leggere, ho una serie di posizioni di comodo al di fuori delle quali la concentrazione mi è impossibile: a letto con la schiena rialzata, sul divano con i piedi sulla penisola oppure, in via del tutto eccezionale (nelle sale d'attesa o sui mezzi pubblici), seduta, ma senza nessuno intorno, ché la sensazione di essere osservata o che qualcuno butti l'occhio sulle mie pagine mi innervosisce alquanto (anche se io faccio lo stesso quando mi trovo vicino qualche lettore).

Mania librosa n° 6: il libro è un oggetto sacro. Anche se a volte sottolineo i libri (ma sempre con matita e righello e con linee parallele e pulite), ciò che non sopporto è che appaiano alterati esternamente: le copertine devono essere intonse, il profilo privo di orecchie e le pagine non devono essere aperte al punto da sventrare il volume. Ogni volta che estraggo dalla borsa un libro schiacciato da qualche altro oggetto e che vedo qualcuno aprire in due un volume come si spalanca una finestra il primo giorno di primavera, un brivido mi corre lungo la schiena e rischio di piombare a terra priva di sensi.

Mania librosa n° 7: il libro prima del film? Mai. Beh, sì, a volte si scopre solo dopo che quel film che ti è tanto piaciuto è stato tratto da un libro, ma ormai. Nel mio caso, quando mi imbatto nel trailer o nell'annuncio dell'uscita di una pellicola interessante e scopro che questa è tratta da un romanzo, mi auto-convinco a leggerlo prima di vedere il film. Una mania destinata a cadere e che sto superando, perché la lista delle letture è infinita e, così facendo, rischierei di leggere solo per poter andare al cinema o di dover rinunciare a qualche bel film in tv (evento raro) solo per mancanza di lettura pregressa. Certo, questo significa rinunciare a quel sottile autocompiacimento di poter dire, al termine del film, «Beh, il libro è mille volte migliore».

Mania librosa n°8: non osare cambiarmi l'edizione! Adoro avere tutte le collane ordinatamente disposte sugli scaffali: i libri fuori collana possono stare ovunque, ma quelle belle serie di classici Einaudi, Feltrinelli o Mondadori devono stare allineate, tutte insieme appassionatamente. Per questo motivo odio non solo le librerie che dispongono i libri per puro ordine alfabetico (dove Fabio Volo finisce accanto a Lev Tolstoj), ma anche le riedizioni delle collane, che spesso portano a cambiamenti nel formato del libro, nei caratteri del titolo o nel colore della copertina. Odio ritrovarmi due libri della stessa collana non livellati sullo scaffale e con i dorsi differenti. Questo è un effetto della mia pignoleria patologica, che mi ha quasi causato uno sfogo allergico quando il terzo volume di Jarka Russ, trilogia di Terry Brooks della saga di Shannara, è uscito con un colore del tutto diverso dai due precedenti o quando le tre parti di 1Q84 di Murakami sono uscite suddivise in due volumi (parti 1 e 2 nel primo libro e parte 3 nel secondo tomo); fortunatamente a questa stortura Einaudi ha rimediato e al mio compleanno ho ricevuto il cofanetto con i tre volumi. La simmetria prima di tutto.

Foto di Krinsten Angelo

Mania librosa n° 9: l'altezza conta. I miei libri devono essere disposti in ordine decrescente di altezza dall'inizio dello scaffale oppure, se lo occupano interamente e non appartengono ad una stessa collana, possono convergere verso una parte centrale più bassa rispetto alle ali più alte.

Mana librosa n° 10: la damnatio memoriae delle infamie. Ho notato che di aver sviluppato la tendenza a nascondere o rendere irraggiungibili libri che non mi sono piaciuti o che sono risultati talmente banali da farmi vergognare di averli letti. Quasi sempre si tratta di nuove uscite cui ho ceduto per raggiri mediatici, ma che non ammetterei mai di aver desiderato tanto da fiondarmi in libreria per comprarli. Questi libri, sistematicamente, finiscono in seconda o terza fila sugli scaffali o sui ripiani più alti, come a levarmi qualsiasi tentazione di sfiorarli. Fanno eccezione i classici che, anche quando non graditi, hanno comunque un loro status, come medaglie di una gara cui si è fieri di aver partecipato anche senza riportare la vittoria.

Credo sia tutto, anche se, come scrivevo, non escludo che l'eventuale confessione delle vostre paturnie mi porti ad ammettere di esserne vittima a mia volta. In realtà, forse non è tutto, ma, se lascio ancora aperto questo post e continuo a pensare, rischio di elencare più vizietti librosi di quanti sono disposta ad ammettere. E dunque: quali sono le vostre manie librose? Vi state mettendo d'impegno per superarle o ne andate fieri? Vuotate il sacco, lectores immodici!

C.M.

33 commenti:

  1. Mania librosa n°1
    Ce l'ho. I libri con capitoli brevi li adoro, posso interrompere la lettura senza problema, senza l'ansia del "arriverò a fine capitolo prima che il tempo a mia disposizione si esaurisca?"

    Mania librosa n°2
    Mi piacerebbe avere in forma cartacea tutto quello che mi capita di leggere, anche le schifezze :D ma per fortuna non è un tormento :D
    Mania librosa n°2/b: non presto libri

    Mania librosa n°3
    Nessuna necessità biologica, ma se c'è libro che voglio comprare lo faccio senza pensare a tutti quelli che ho già comprato in attesa di esser letti

    Mania librosa n°4
    Antidoto e droga
    Girare in libreria mi rilassa, anche se devo andarci solamente per ordinare un libro ci sto almeno una mezz'oretta, ma più ci sto e più libri attirano la mia attenzione e non va bene :D

    Mania librosa n°5
    Leggo a letto (anche con l'ereader) con la schiena appoggiata al muro, in pratica sono seduto con le gambe distese.

    Mania librosa n°6
    È il motivo per il quale non presto libri.

    Mania librosa n°7
    Se ho visto il film non leggerò mai il libro. Se ho letto il libro ancora non è successo che abbia guardato il film. Questo perché un film non potrà mai equivalere ad un libro, forse una serie tv potrebbe avvicinarsi. Mi son gustato l'opera in un determinato formato e non voglio rovinarmela con l'altro

    Mania librosa n°8
    Ordine e precisione è il mio motto, ma ho dovuto aggiungere il corollario le edizioni diverse dei libri non fanno collassare l'Universo

    Mania librosa n°9
    O_o

    Mania librosa n°10
    Anche io sino a poco tempo fa mettevo le letture non gradite dietro, perché se devo mostrare la libreria, che siano per i libri belli. Però poi mi son stufato ogni volta di spostare tutto quanto e ora sistemo i libri in ordine di lettura

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    1. Mi sembra che tu sia ad un ottimo grado di consapevolezza dei tuoi "vizi" librosi, sicuramente più determinato e lucido di me... mi sa che ti ho sconvolto con la mia follia nella disposizione! ^_^

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  2. Consòlati, "immodica" Cristina: sei in (spero buona) compagnia.
    A parte il fatto che sto cercando di scrivere due post (uno sull'ansia da scaffale vuoto, il secondo sulla pigrizia del lettore - che si estende anche alla difficoltà di scrivere...), mi trovo a mio agio nella tua lista.
    Ho avuto tutti gli stessi sintomi, invecchiando sto imparando a:
    - evitare di leggere sdraiata: il sonno prevale;
    - leggere a scrocco in libreria i possibili n. 10: ho scartato le famose 50 sfumature a metà del primo capitolo, idem con Twilight e altri "eclatanti casi editoriali";
    - rivendere/scambiare/regalare i libri che non ho apprezzato: i libri aumentano, lo spazio a disposizione no;
    - dopo tanti traslochi, ed in previsione dell'ennesimo trasferimento, sistemo i libri in ordine di gradimento e di misura.
    - ho ancora qualche problema ad abbandonare la lettura di un libro che ha superato parecchie selezioni, ma non riesce a coinvolgermi: provo qualche senso di colpa ed attivo la "SuperVicky" 2 libri su tre.

    Ehm.
    Ho dato un'occhiata agli scaffali: ehm c'è anche un ordine tematico (Merlino ha un suo spazio, a prescindere dalla casa editrice e ho un settore solo per le favole) e vedo Mondadori a destra, Tea a sinistra, altri... va be', non sono maniaca, sono sistematica!

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    1. Anch'io tendo a fare delle "aree editore", ma con le nuove uscite fuori collana mi concedo uno strappo alla regola.
      Dovrei prendere esempio e abituarmi a vendere o cedere i libri che non mi.sono piaciuti, magari a beneficio di qualche biblioteca.

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  3. Ciao Cristina.
    Condivido in pieno i punti 2/3/6.
    Aggiungo che NON impresto i miei libri. Sono miei, parte di me e se non me li restituiscono?????
    Altri vizi....
    - un libro sul divano al piano di sotto. Uno sul tavolino da notte. Uno scaricato sul cellulare.
    Posso anche leggerli contemporaneamente ma quando sono alla fine di un volume quello sale e scende le scale insieme a me.
    - per quanto trovi pa**oso un libro non lo mollo. In qualche maniera deve arrivare alla fine. Solo Il dottor Zivago ho mollato. Giuro, nesun altro!
    - mi sento sola quando finisco di leggere un libro che mi è piaciuto. Sono soddisfatta di quanto ho letto ma è come se un amico avesse preso il treno e fosse partito. Follia?
    - sulla libreria i libri sono in triplice fila e sopra, messi coricati. NOn ci stanno più! Sono suddivisi in libri italiani, stranieri, latinoamericani, classici, attualità....
    Però ho bisogno di una libreria nuova. :(
    - compro.. compro sempre più di cosa riesco a leggere.... perchè?????

    Credo di aver finito. Se mi viene in mente qualcosa di altro, ti mando un altro commento.
    Ciaooo

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    1. Anch'io ho difficoltà ad abbandonare i libri iniziati, che è un po'l'estensione di quel senso di colpa che mi porta a voler finire un capitolo una volta cominciato. Invece fatico, anche se di tanto in tanto lo faccio, a leggere più libri contemporaneamente. Quanto alla mania dell'acquisto, non ti so dare una risposta e non sono certa di volerti suggerire di "disintossicarti" da questo vizio! :)

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    2. Ma non voglio disintossicarmi!!!ahahahahahah mi vado bene così.
      Però vedo ora che ho sbagliato un numero. È il 4 non il 6. Io i libri li annoto pure.
      Sono sacri perchè li catalogo e non me ne libero a costo di metterli sotto sl letto.
      Sono sacri perché sono amici e come con gli amici qualche libertà si può prendere... topo appunto annotarli. È come se abbracciassi un amico

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    3. Allora perseveriamo nel nostro essere viziose! :D

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  4. La mia mania librosa è il numero 1: niente pausa se non finisco il capitolo.
    Mania librosa n°2: in questa materia non ho il concetto del possesso: l’importate è leggere quello che mi interessa.
    Mania librosa n°3: con moderazione recupero i libri anche se non ho finito quelli che ho a casa.
    Mania librosa n°4: verissimo, la libreria è il luogo del rilassamento.
    Mania librosa n°5: ogni angolo è quello giusto, ma preferisco il letto o il divano con il cuscino dietro la schiena.
    Mania librosa n°6: il libro è sacro, ma senza esagerare perché spesso si rompe per difetti provenienti direttamente dalla fabbrica.
    Mania librosa n°7: questo è un problema, se leggo prima il libro spesso non lo riconosco nel film e sono una criticona, in caso contrario la lettura mi distende, ma tendo sempre a separare la mente dello scrittore dalla creatività del regista; preferisco leggere dopo il film.
    Mania librosa n°8: l’importate è che sia ben scritto o tradotto, l’editore o la copertina non mi interessano.
    Mania librosa n°9: sono troppo disordinata per avere questa ossessione.
    Mania librosa n°10: ops … non so dove metto i libri da dimenticare, non è possibile … dimentico il posto dei libri da dimenticare, forse è una nuova mania!!!

    Più o meno ho qualche fissazione. Ciao ciao

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    1. Secondo me è proprio una nuova mania: una dimenticanza che è sintomo di una rimozione quasi freudiana dei libri che non ti sono piaciuti! ;)

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  5. Scopro con soddisfazione di avere tutte le tue "manie" (che in realtà considero pregi ^_^) tranne la numero 1. Ce l'avrei, e quand'ero ragazzo era sacra, ma poi ho cominciato a leggere nelle condizioni più incredibili e ho dovuto rinunciare. Il 70% di tutti i libri che ho letto l'ho fatto su mezzi pubblici, e quando arriva la fermata devi interrompere...
    Complimenti, davvero un bel pezzo ;-)

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    1. Infatti quando leggo sui mezzi pubblici sono poco tranquilla, non posso fare a meno di chiedermi se riuscirò a terminare il capitolo (anche perché se leggo in mezzo alla gente ho scarsa capacità di concentrazione)!
      Grazie di aver apprezzato e partecipato! :)

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    2. A vent'anni divoravo testi sui mezzi pubblici che era un piacere, anche tomoni ponsosi e saggistica, poi però il mio livello di sopportazione della gente caciarona è drasticamente evaporato. Oggi coi cellulari è un dramma: su qualsiasi mezzo sali c'è qualcuno che sta urlando al cellulare tutta la sua vita, usando la potenza vocale di un pirata dei mari che dà l'ordine dell'arrembaggio.
      Per quello ormai vivo in simbiosi con le mie cuffie, visto che la già basilare maleducazione civile è stata amplificata dai cellulari, ma per la tempistica non c'è niente da fare. Ti confesso che una volta, una ventina d'anni fa, ero così preso dal libro che stavo leggendo che decisi di rimanere sul trenino pendolare su cui ero e aspettare che facesse il giro dal capolinea. Feci tardi in ufficio, ma ne è valsa la pena ;-P

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    3. Condivido questa tua insofferenza verso chi sbraita al telefono, che non si fa mai desiderare, soprattutto quando abbiamo bisgno di rilassarci, che sia leggendo o semplicemente svuotando la mente dagli impegni di lavoro o altro tipo.
      Invece leggo spesso alla fermata dell'autobus, anche se il problema dell'interruzione si accentua in queste occasioni: spesso, se il mezzo tarda, basta iniziare la lettura perché arrivi puntuale per guastarla! ;)

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    4. La lettura sui mezzi pubblici è stata per anni anche una mia prerogativa... non sai quante volte mi sono "svegliato" inavvertitamente al capolinea.

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  6. Dunque, ci provo.

    - 1. Ce l'ho. Comunque oltre alla fine capitolo e spazio bianco io considero una terza alternativa: punto a fine pagina.

    - 2. Pure io devo possedere i libri che leggo. Prendo in prestito dalla biblioteca solo i libri che mi servono per pura documentazione.

    - 2/b. Libri illustrati e fumetti sono assolutamente imprestabili. Sugli altri si può trattare, anche se il più delle volte la trattativa non va a buon fine. A volte preferisco regalare direttamente.

    - 3. Questa mania l'ho superata quasi del tutto.

    - 4. Superata pure questa. Ormai quando vado in centro ignoro quasi sempre le librerie. La maggior parte dei libri li compro ai mercatini delle occasioni. Il grande successo più recente è stato trovare la prima edizione italiana rilegata de "L'esorcista" di W.P. Blatty a due euro.

    - 5. Riesco a leggere solo da seduto. Non leggo a letto.

    - 6. D'accordissimo. Io neanche sottolineo ma copio le parti che mi interessano, e non faccio orecchie. I libri li porto in giro con doppia protezione.

    - 7. Per me non cambia nulla. In ogni caso mi è capitato molte volte di vedere film migliori del libro da cui sono tratti, quindi il rischio delusione esiste in entrambi i sensi di marcia.

    - 8. Niente di grave, anche se è vero che i cambiamenti tendono a essere sempre peggiorativi. I pocket Mondadori, Longanesi, Garzanti ecc. di un tempo erano esteticamente più belli di quelli di oggi.

    - 9. Per me l'altezza non conta, come non contano spessore, colore ecc.

    - 10. I libri che non mi sono piaciuti li faccio sparire il prima possibile.

    Fatti i conti, direi che sono un maniaco di livello medio-basso.

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    1. Hai un autocontrollo che ti rende degno di fare da maestro a quelli di noi che volessero disintossicarsi dai loro vizi librosi!

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  7. Direi che ne condividiamo parecchie di piccole manie libresche, precisamente la 2, la 3, la 6, la 8 e la 10. Praticamente facevo prima ad elencare le mie non-manie.
    La 4 in realtà è anche vera ma non del tutto. Se per libreria intendiamo una grande catena non riesco più da tempo a provare alcuna emozione: so già cosa attendermi e viene a mancare il gusto della scoperta di qualcosa di stupefacente (almeno per quelli che sono i miei parametri). Molto meglio le piccole realtà indipendenti o le varie bancarelle dell'usato dove possono saltare fuori delle sorprese inaspettate. Ecco.. forse una mania che tu non hai citato è quella delle bancarelle.... se nel mio girovagare scorgo una qualsiasi fiera di paese non posso fare a meno di lanciarmi alla ricerca dell bancarella dei libri. Se per caso ne dovessi trovare una finisce sistematicamente che ci perdo delle ore intere...dimenticando istantaneamente di qualsiasi impegno precedente.

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    1. In effetti non sono una frequentatrice di bancarelle e, anche se mi affascinano, non acquisto mai attraverso questo canale. Il che è strano, se penso al fascino che esercitano su di me i libri vissuti e al desiderio che ho di possedere qualche rara edizione storica... però ormai ho quasi del tutto rinunciato alle grandi catene di librerie in favore di piccoli negozi, quindi non escludo che le bancarelle siano il prossimo orizzonte da esplorare!
      Grazie per aver aggiunto questo spunto!

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    2. L'unico problema delle bancarelle è che fanno a pugni con la mania numero 6, ma diciamo che in certi casi è necessario sorvolare....

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    3. Qualche compromesso è inevitabile: i vizi si contrastano uno con l'altro! :)

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  8. La maggior parte delle tue caratteristiche (^_^) sono anche le mie.
    Devo dire che io per anni ho prestato libri, poi sono guarita e adesso capita raramente e solo con persone di estrema fiducia. Troppi volumi sono andati persi -_-
    In quanto all'ordinamento, ehm. La disposizione dei miei volumi è tutta nella mia testa, dipende da CE, colori, altezze dei formati... Trovo tutto ^_^ Ma a vedersi, credo sia abbastanza sconfortante.
    Una fobia "forte" è quella di non interrompere se non vedo almeno una pausa forte indicata dallo scrittore, sì, esattamente come hai detto tu!
    Altra fobia, la lettura in notturna *__* Essere insonni ha anche lati positivi, se si è lector immodicus ^__^
    Ah che bel post, ci si sente "a casa":D

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    1. Lieta, allora, che la mia "casa" abbia accolto tanti di voi come ospiti: ovviamente sarebbe un salotto pieno di libri! :)

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  9. Innanzitutto complimenti per l'idea del post! Condivido volentieri le mie manie librose:
    1- Ho smesso di lambiccarmi il cervello cercando di finire il capitolo che avevo iniziato perchè la maggior parte delle volte per questioni di tempo non riesco.
    2- Ho iniziato ad accumulare sempre più libri e non ho intenzione di smettere (dindi permettendo).
    3- Ho la fortuna di ricevere libri in regalo molto spesso da chi mi sta vicino e... ne sono felice! :)
    4- Non vivo la libreria come te, ultimamente preferisco comprare online. Spesso la libreria della mia città è popolata da individui che mi fanno sentire un po' spaesata e preferisco scegliere con calma da casa quello che vorrei comprare.
    5- Riesco ad adattarmi abbastanza bene ai posti in cui leggo (anche se la poltrona di casa spesso è ultrarilassante).
    6- Il libro è sacro. Punto. Prestarlo mi urta il sistema nervoso.
    7- Sempre meglio leggere il libro prima di vedere il film, come avevo scritto qui:http://www.passionsworld.it/film-tratti-da-libri-sono-sempre-deludenti/ e tu gentilmente avevi commentato :)
    8- Non ho particolari problemi con i cambiamenti di edizione...
    9- Per adesso l'altezza nella mia libreria è puramente casuale.
    10- Come sopra, l'ordine in cui ho sistemato i libri non dipende da quanto mi siano piaciuti/detestati.
    Aggiungo però la mia mania libresca preferita: quando compro un libro eseguo una specie di rituale di "spulciamento" (così lo chiamo). Lo prendo, lo annuso, mi ricordo di qualche libro nel passato che aveva lo stesso profumo, leggo la quarta, leggo le pagine "inutili" alla fine e all'inizio del libro stesso (tipo le note dell'autore, le anteprime di altri libri dello stesso autore ecc...), sbircio il numero esatto di pagine e poi VIA! Si legge! :)

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    1. Mi sa che questa ultima mania ce l'ho anch'io: ogni volta che ho un libro nuovo, come facevo con i giocattoli da piccola, me lo spupazzo per bene come fosse un grande tesoro... proabilmente perché lo è! :)

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  10. Ciao, prima di tutto : complimenti! Ho girato per il tuo blog e lo trovo molto ma molto interessante! Ho letto molto divertita il post perché ad ogni punto dicevo: ANCHE IO! ANCHE IO! E via così fino al punto 10. Ce le ho tutte! Dovrebbero fare un servizio su di noi a Quark.

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    1. Ciao, Paola, grazie per i complimenti e benvenuta tra noi!
      Sono contenta che ti sia rispecchiata in questo post sgangherato e che abbia fatto riferimento a Quark: in effetti l'apertura del post era pensata con la voce dei documentari di Piero Angela! :)

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    2. Questi autori avranno un piccolo altare tutto per loro, immagino! :)

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  12. Questo articolo mi ha strappato più di un sorriso :) In più punti ho pensato "eh, sta parlando di me!". Ma comunque più nello specifico:
    1- Non più di tanto, mi fermo il più delle volte anche a metà capitolo. Anzi, il più delle volte mi fermo poche righe dopo l'inizio del capitolo perché non riesco a fare a meno di sbirciare il capitolo successivo;
    2- Assolutamente sì! Le biblioteche mi repellono, anche se sarebbe molto comodo ed economico riuscire ad usufruirci. Invece nulla, è più forte di me. Con i libri prestati, a volte (rare) ce la faccio. Ma poi restituirlo diventa un dolore, perché avendolo letto quel libro diventa miooo!
    3- Ma che ti dico a fare? Comprare libri è bellissimo, soprattutto se sei ispirata e sai esattamente quale vuoi a tutti i costi;
    4- Ovviamente sì. Mi sento felice e leggera quando entro dentro una libreria;
    5- Mi sono fatta dei gomiti di acciaio a leggere Harry Potter da bambina sul tappeto della mia camera. E penso di aver fatto altre mille acrobazie e letto in modi assurdi per tutta la vita;
    6- Decisamente vero e come ti avevo già scritto una volta, io non sottolineo neanche i libri, devono essere perfetti come sono usciti dalla casa editrice;
    7- A volte purtroppo è successo, o perché non sapevo dell'esistenza del libro o perché mi interessava leggere quella storia fino ad un certo punto o perché semplicemente non volevo aspettare;
    8- Cavolo sì! Una saga deve essere tutta uguale e perfetta, altrimenti è un vero e proprio dolore!
    9- No, al contrario: mi piacciono le varie altezze dei libri che si susseguono, piuttosto ordino per autore o per casa editrice/collana, ma mai per altezza;
    10- Ahahahhhaha un po' sì, ma senza troppa cattiveria. Mi piace anche mostrare libri che non mi sono piaciuti e spiegare i perché.

    Questo è quanto, grazie per questa ennesima perla, un abbraccio!

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    1. Grazie a te per essere passata, è bello sapere che in questa follia ci sono tanti amici che mi circondano... mi sento quasi "normale" ;)

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