lunedì 30 novembre 2015

Un tipo a posto (Toews)

In preda allo stravolgimento di un raffreddamento apparentemente destinato a durare in eterno, ho iniziato e terminato il primo libro di Miriam Toews che ho acquistato. Ho iniziato a sentir nominare l'autrice canadese per I miei piccoli dispiaceri, ma a convincermi a fare la conoscenza della Toews sono stati il titolo e la quarta di copertina di Un tipo a posto, edito da Marcos y Marcos (e anche la casa editrice è per me una novità).

Le poche righe che riassumono il contenuto del romanzo mi hanno immediatamente attratta: dopo averle lette, sarebbe stato impossibile non inserire questo libro nella lista dei desideri e portarlo a casa alla prima occasione utile.
Hosea Funk è il sindaco della cittadina più piccola del Canada. O, meglio, vuole esserlo. La sua missione, infatti, è mantenere la popolazione di Algren a 1500 elementi, non uno di più, non uno di meno. Non si tratta della vanagloria di chi aspira ad un primato per finire in un catalogo, ma di un desiderio più profondo: Hosea brama la visita del primo ministro, che, secondo quanto gli ha confessato in punto di morte la madre Euphemia, è suo padre. Le giornate di Hosea trascorrono, dunque, con l'ansia di far quadrare i conti e con il suo vagare dalla casa in cui vorrebbe si trasferisse la sua amata Lorna (ma solo dopo la dichiarazione del primato, per non alterare le somme) all'ufficio in cui tiene il registro delle nascite, dei decessi e dei trasferimenti, passando per la casa dell'amico Tom, appena arricchita dal ritorno della figlia e della nipotina, e per l'ospedale, luogo per eccelenza in cui si viene e si va.
La vicenda di Un tipo a posto è singolare, emozionante e piena di nostalgia: i sentimenti di Hosea e della giovane madre Knute, l'allegria della piccola Summer Feelin' e lo sgangherato comportamento della sua nonna Combine Jo sono definiti in maniera essenziale, ma fioriscono lungo la storia, creando un insieme memorabile e piacevolissimo. La penna di Miriam Toews scorre con naturalezza, delineando una narrazione dai toni delicati, quasi le diverse sequenze apparissero come disegni a pastello o acquerelli, con la caratteristica sensazione che potremmo perdere in un istante la bellezza e la raffinatezza che ci è offerta.
Dopo questo memorabile romanzo, sono determinata a continuare la lettura delle opere di Miriam Toews, anche perché so di dover incrementare molto le quote rosa sui miei scaffali. Il motivo per cui leggo poca narrativa femminile è il timore di ritrovare nelle pagine le solite storie di matrimoni finiti, desideri di maternità e depressioni... insomma, non mi piace che in un libro si trovino solo tematiche prevalentemente care alle donne. Sarà un giudizio vago e generico, che spero di cambiare, ma spesso le quarte di copertina di questo genere di libri mi tengono lontana. La Toews, invece, mi sembra capace di personalizzare l'arte narrativa, di raccontare vicende anche legate a questi temi (Knute è pur sempre una madre abbandonata con l'insicurezza che deriva dalla possibilità di accogliere di nuovo il padre di Summer Feelin'), ma inserendole in un quadro che contenga anche altro e che si lasci ricordare per degli accenti originali. Dopo Un tipo a posto, quindi, mi procurerò In fuga con la zia, che mi tenta con la stessa particolarità che mi aveva portato a scegliere questo primo titolo.

Miriam Towes
Era una notizia meravigliosa. E proprio il giorno del suo compleanno! Quattro persone in partenza, il che voleva dire che ne rimaneva solo una di troppo perché Algren fosse la città più piccola del Canada. C'era una speranza, c'era una possibilità che il sogno di Hosea si avverasse.
C.M.

8 commenti:

  1. Proposta di lettura estremamente interessante, credo proprio che lo aggiungerò alla mia interminabile lista dei desideri. Come dici tu, anche io sto alla larga dai libri pregni di tematiche tipicamente femminili, non mi piacciono, non fanno per me. Stereotipi in cui con fatica qualche autore riesce a non cadere. E quindi che faccio? Me lo annoto subito!
    Paola

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    1. Spero che il consiglio si riveli per te azzeccato: se vuoi, torna a raccontarci le tue impressioni quando lo avrai finito! Buona lettura!

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  2. La Toews continua a girarmi intorno. Dovrò decidermi a leggerla.

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    1. Non sarò certo io a dirti di non farlo: se continui a sentirne parlare, forse è un segno!

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  3. Io della Toews ho letto solo I miei piccoli dispiaceri, ma non mi esimo per questo dal definirla geniale. La sua penna possiede un'ironia in grado di scalfire tutto e tutti, soprattutto le tematiche più pesanti, che altri magari avrebbero trattato con molta più retorica. Mi sembra una scrittrice legata alle tematiche femminili, ma non ossessionatane. Diciamo che usa lo sguardo femminile come un filtro verso il mondo, ma è capace di una sensibilità unica, che travalica indubbiamente i generi. Continua con la lettura della Toews dunque, sono certa che non te ne pentirai ;)

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    1. Mi piace questa tua definizione dello sguardo femminile come "filtro", trovo si addica perfettamente al modo di narrare della Toews che, come dici, è privo di retorica e per nulla ridondante. Continuerò sicuramente con questa avventura letteraria: ho già messo in lista sia In fuga con la zia (prioritario) che I miei piccoli dispiaceri! :)

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  4. Anche io, come te, cerco di stare alla larga dalle autrici femminili sostanzialmente per gli stessi motivi da te descritti. Ho sentito parlare bene di "I miei piccoli dispiaceri" e anche di "In fuga con la zia", ma leggendo le trame e la tua recensione credo partirò proprio da questo romanzo (poi io ADORO il Canada). Grazie! :)

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    1. Spero che il suggerimento si riveli azzeccato: buona lettura! :)

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