martedì 4 aprile 2017

La bella e la bestia (Bill Condon, 2017)

Era il 1991 quando sugli schermi dei cinema di tutto il mondo veniva proiettato La bella e la bestia, uno dei migliori film realizzati dalla casa di Walt Disney e diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise. Oggi, a ventisei anni di distanza, il live action tratto dal film di animazione sta trionfando ai botteghini grazie alla sua capacità di far rivivere le atmosfere e i sentimenti del classico del secolo scorso. Il film di Bill Condon ha dalla sua, oltre alla garanzia del valore del prodotto di partenza, un cast ricchissimo, che comprende Emma Watson (Belle), Ian McKellen (Tockins), Ewan McGregor (Lumière) e Luke Evans, (Gaston), assieme a molti altri grandi nomi del cinema inglese e americano.

Belle è una giovane soffocata dalla grettezza dei suoi compaesani e sogna Parigi, la città da cui suo padre si è voluto allontanare senza darle spiegazioni, quand'ella era ancora in fasce. Additata come persona schiva e strana per la sua abitudine a leggere e fantasticare in un villaggio in cui anche solo insegnare a leggere ad una bambina è considerato disdicevole, Belle è inoltre tormentata dall'altezzoso Gaston, deciso a sposarla ma, in realtà, alla ricerca di una serva che passi il tempo ad adorarlo. Quando l'amato padre Maurice si perde nel bosco, Belle si mette subito alla sua ricerca e, guidata dal fido cavallo Philippe, giunge in un castello buio e freddo, nascosto in un bosco in cui è eternamente inverno. Qui Maurice è punito per aver osato cogliere una rosa da donare alla figlia: il padrone del castello, una bestia dalla voce umana (Dan Stevens), è deciso a non lasciarlo andare. Belle, tuttavia, si offre di restare al suo posto e, nonostante la difficoltà di vincere la ripugnanza per quell'essere apparentemente crudele, la ragazza inizia a comprendere il suo misterioso ospite. A rendere la sua permanenza al castello più rassicurante ci sono inoltre Tockins, Lumière, Mrs Bric (Emma Thompson), Madame Guardaroba (Audra McDonald), Maestro Cadenza (Stanley Tucci) e Chicco (Nathan Mack), gli abitanti del castello che un sortilegio ha trasformato in suppellettili parlanti e che diverranno definitivamente oggetti senza sentimenti quando cadrà l'ultimo petalo della rosa che la Bestia custodisce gelosamente e che, morendo, causerà anche la sua eterna prigionia nel corpo animale.
Il film unisce alla trama ben nota grazie al lungometraggio animato spunti della fiaba di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont e alcuni arricchimenti necessari per non renderlo una mera riproduzione in forme umane e computer grafica di una storia già vista. Di qui anche un pizzico di modernità e un'attenzione al carattere e all'indipendenza di Belle che, forse, non è estranea alla scelta dell'attrice protagonista, quella Emma Watson che si batte per l'emancipazione femminile e che promuove la lettura in prima persona. Rimangono le sensazionali musiche di Alan Menken: se i brani storici sono stati solo lievemente adattati per ragioni di doppiaggio, non mancano alcuni pezzi originali e un ritorno della straordinaria voce di Célin Dion con How does a moment last forever, che riporta gli appassionati all'indimenticabile Beauty and the Beast (al tempo cantata assieme a Peabo Bryson), ora affidata ad Ariana Grande e John Legend.


Tutti coloro che si sono emozionati con la versione animata de La bella e la bestia sanno benissimo cosa aspettarsi dal film, tuttavia questa consapevolezza non guasta la visione, anzi, la arricchisce di reminiscenze e apporta il valore di uno sguardo nostalgico, oltre ad offrire la possibilità di umanizzare ancor di più il profondo messaggio di questa fiaba che invita ad andare sempre oltre le apparenze, a vivere se stessi e i propri sentimenti fino in fondo, a costo di enormi rischi. La morale che abbiamo appreso da bambini continuia ad essere valida ora che siamo adulti.

C.M.

21 commenti:

  1. Ciao! Sono d'accordo con tutto quello che hai scritto nella recensione. Personalmente a me il film è piaciuto tanto, mi ha fatto tornare bambina!
    So che Ariana Grande è stata un po' criticata, perché alcuni l'hanno ritenuta "non all'altezza" di Celine Dion.
    Io non la penso così: è vero che Celine è un mito, però Ariana Grande con questa interpretazione mi ha confermato ciò che penso di lei: è sicuramente una delle voci migliori della nuovissima generazione :-)

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    1. Non sono un'esperta di talenti musicali, sarà che sono proprio innamorata della canzone originale, ma la nuova versione mi piace meno... ciò non toglie che sia comunque molto buona (tuttavia Ariana Grande non mi piace nel video). :)

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  2. a me questo film è piaciuto parecchio, tuttavia, mi sento di dissentire rispetto ad una cosa che hai detto tu: forse perché sono da sempre affezionatissima al personaggio di Belle, ma io l'ho sempre immaginata decisamente più indipendente, e più ribelle, una patina che avrebbe fatto decisamente bene al personaggio

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    1. L'ho trovata abbastanza fedele alla sua sorella maggiore disneyana e fortunatamente lontana da più recenti riduzioni, forse poteva essere calcato il confronto con Gaston per far emergere ancor di più l'indipendenza di Belle.

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  3. Io l'ho adorato il film, ho avuto gli occhi a cuoricino fino alla fine! Penso che questo sia il classico disney più bello e profondo.. Comunque io sono un sacco curiosa di sapere come hanno fatto a trasformare Dan in bestia :P Ho cercato delle foto ma non ce ne sono!

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    1. Io mi sono commossa a più riprese! :)
      Ecco, forse l'unica pecca è nella grafica della Bestia, a mio avviso troppo marcata: rispetto a creature ricreati in altri film, mi è sembrata poco realistica... ma glielo perdoniamo!

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  4. Ci sono storie innegabilmente belle, che non possono che essere apprezzate anche in altra forma. Non vedo l'ora di vederlo anch'io.

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    1. Troppe versioni recenti delle grandi fiabe sono state deludenti, come La bella e la bestia del 2014, che ho trovato pessima... ma Disney era già una garanzia, specialmente per la rivitalizzazione del film animato che è rimasto nel cuore di tutti.

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  5. Ciao! Verissimo, questo film riracconta una storia che ci aveva già segnato ma lo fa con altre tecniche e nel ricordo di quella vecchia.. non vedo perché non lasciarsi trasportare da questo e goderselo! :D

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    1. Infatti io vorrei rivederlo subito! :)

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  6. Ciao, la penso come te. Ho realizzato una video recensione a tal proposito. C'è una cosa che hai sottolineato poco, il personaggio di Bella, è forse uno dei primi personaggi Disney a enfatizzare il ruolo della donna, a non farla essere semplicemente qualcuna in attesa de "principe azzurro" Credo che il successo di questa fabia sia dovuto proprio al ruolo di Bella. Lei non è come la Bella addormentata, o come Cenerentola che aspetta il principe che la salvi, lei si salva da sola. Infatti, Bella è il personaggio che più si avvicina alla realt femminile. Ciao a presto
    Antonella

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    1. Hai ragione, Bella si differenzia totalmente dalle altre protagoniste dei classici Disney: ha aperto la strada a Pocahontas, a Mulan e, più di recente, a Merida. Credo che questi film di animazione abbiano un messaggio importante per tutte le giovani spettatrici e, anzi, anche per i ragazzi, perché invitano a ripensare ai ruoli tradizionali.

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  7. Ho lottato, ma non ho potuto fare a meno... La Bella e la Bestia non è di W. Disney. Disney ha tolto ogni magia alla fiaba, quella cupezza, la viltà del padre, l'ironia di Belle, il dolore della Bestia e la speranza. Alla più famosa variante di Mme Leprince de Beaumont, preferisco la prima Belle, quella di Mme de Villeneuve. E ai film inondati di teiere gravide e candelabri francIOsi, imbrattati di secchiate di colore, preferisco la Bête di Marais e perfino quella di Vincent Cassel.
    Sono lieta che le moderne illustrazioni de La Bella e la Bestia si allontanino sempre di più dalla volgarità disneyana per tornare alla grazia oscura delle origini. (Uno per tutti, Gabriel Pacheco).
    Non ritroverò mai i post che ho oltrepassato, crollando su questo... ma, a chi ha amato Jane Eyre suggerisco la lettura di Agnes Grey, di Anne Brontë, la più giovane delle tre sorelle. Anche se abbagliata dai fasti di Jane, ho apprezzato questa piccola istitutrice, e, infine, l'ho preferita.
    La povera Anne, più moderna e coraggiosa delle sorelle (vedi "The Tenant of Wildfell Hall"), ha avuto la sfortuna di pubblicare i suoi due piccoli e onesti capolavori a ridosso dei successi delle sorelle maggiori. Amandola... Mab

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    1. La Bella e la Bestia non è certo di Walt Disney, eppure il film del 1991 è un pezzo di storia del cinema e un prezioso ricordo, quindi sono contenta di questo rifacimento, che, come tutti gli adattamenti, sicuramente ha la sua parte di libertà, condivisibile o meno. Quale che sia la versione della fiaba di riferimento (non conosco l'originale, quindi non posso fare confronti), quali che siano le modifiche apportate, è un film cui sono molto legata, sia nella veste animata che nel live action.

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  8. Se è una questione affettiva, legata a ricordi personali, è un conto. Né discuto che possa piacere o meno un film targato Disney. Semplicemente, questi film, animati o meno, non raccontano La Bella e la Bestia.

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    1. A proposito, mi viene in mente un mio vecchio libro d'infanzia, con le fiabe originali... Una rabbia non trovarlo più! A proposito di adattamenti disneyani non proprio fedeli, mi viene in mente anche Il gobbo di Notre Dame: anni dopo la visione del cartone animato, leggere il romanzo di Hugo fu un trauma.

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  9. Non ricordi nessun dettaglio del libro? Così risvegli il cane da tartufi che è in me. Il mio primo libro in assoluto fu la raccolta (edizione integrale) delle fiabe di Perrault tradotte da Collodi. Incerottato, ma ancora vive e lotta con noi. Avevo cinque anni, e, quando ricordo il momento in cui lo toccai, il suo odore... e il mio smarrimento nel non riuscire a distinguere nella datata illustrazione di Cenerentola la suddetta dal Principe, ricordo anche l'incipit, credo di Pelle d'Asino, che, riferendosi al felice matrimonio reale, diceva: Da quel casto imeneo...
    Cinque anni.
    Casto imeneo.

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    1. Era una raccolta di fiabe di autori vari, mi era stata regalata, eppure non riesco più a trovarla in nessun angolo di casa. Comunque i vecchi libri, specialmente quelli di favole o dei classici, hanno un valore inestimabile, con quell'aria di eterno reperto che li fa sempre sembrare vissuti e mai semplicemente vecchi, anche se linguaggio, illustrazioni e decadimento della carta denotano una certa antichità.

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  10. So perfettamente cosa hai provato riguardo al Gobbo di Nôtre-Dame. Il mio trauma fu uguale e contrario perché avevo letto il libro. Ma, in tutta onestà, nel mio caso, definirlo "trauma" è una forzatura: non avevo amato il libro in modo particolare.

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    1. Nemmeno io ho amato molto il libro, anzi, ho proprio faticato a leggerlo, ma, a posteriori, non ho potuto non riflettere con una certa criticità (ma comprendendone bene le ragioni) sulla scelta di Disney di fare di Frollo non un membro del clero ma un'autorità laica, sul ritratto decisamente più positivo di Febo e sul finale... il rispetto della lettera, del resto, sarebbe stato inadatto ai bambini cui si proponeva il film.

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  11. Avrai capito che sono allergica agli "adattamenti", "riduzioni" per l'infanzia, "rivisitazioni" e quant'altro. Capisco le motivazioni, certe motivazioni, senza approvarle. Sarebbe tanto semplice rispolverare i sempre validi: "liberamente tratto da...", "liberamente ispirato/basato..." per accontentare i rigidoni come me e trattare il pubblico con onestà

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