sabato 19 agosto 2017

Il pomeriggio di un piastrellista - L. Gustafsson

Fra i volumi ristampati da Iperborea nella collana Luci figura il romanzo di Lars Gustafsson Il pomeriggio di un piastrellista, un testo in cui letteratura e filosofia dialogano nel pieno rispetto dei due slanci presenti nella vita dell'autore.

Nel libro si narra la storia di Torsten Bergman, che di mestiere fa, appunto, il piastrellista, ma accetta soltanto lavori in nero. In realtà, però, assistiamo solo allo svolgersi di un pomeriggio di lavoro di Torsten, durante un incarico piuttosto bizzarro da svolgere in una palazzina apparentemente abbandonata. Affidandosi solo alla telefonata di un conoscente, Pentti, che gli chiede di terminare un lavoro lasciato incompiuto da altri, Torsten imbraccia gli attrezzi del mestiere e si reca all'indirizzo che ha annotato, in un quartiere di Uppsala. Qui si imbatte in una situazione più grave del previsto, perché il bagno da piastrellare non è semplicemente lasciato a se stesso, ma ha ospitato qualcuno che ha lavorato malissimo, sicché Torsten deve iniziare a smantellare il locale per ricominciare tutto dal principio. Mentre è al lavoro incontra alcuni personaggi che lo obbligano ad interrompere il lavoro, come la misteriosa inquilina del piano superiore, Sofia K, o di una donna che chiede insistentemente di poter usare il telefono, nonostante Torsten garantisca che nella casa non c'è alcun apparecchio telefonico, perché il marito ha chiuso lei e i figli fuori di casa. Finché, dopo ore e ore di impegno e la soddisfazione di aver riparato ad uno scempio edilizio, Torsten viene folgorato da una ironica consapevolezza.
In verità, a quel punto era abbastanza lontano da buon senso, equilibrio e ragione. Aveva la sensazione di non appartenere a nessun luogo, di non avere nessun posto dove andare, e gli pareva che l'unico suo legame con il mondo fosse quel lavoro bizzarramente privo di senso.
Il pomeriggio di un piastrellista è un romanzo breve, fatto di capitoli concisi. Il suo protagonista è un uomo che vive alla giornata, che, tanto è accurato nel suo lavoro, tanto trascura di occuparsi della propria casa e del proprio giardino, dove ormai si accumulano cianfrusaglie e addirittura il relitto di una barca. Da quando la moglie è morta, Torsten osserva la vita andare avanti, trovando ragione di mettersi in movimento solo per quei lavoretti in nero che gli vengono commissionati da amici. E nel suo interminabile pomeriggio sembra sempre sulla soglia di una grande epifania, in procinto di incontrare chi possa cambiare la sua esistenza, che si tratti di una persona in carne ed ossa o di qualcosa di più simile ad un'apparizione o ad un fantasma.
La lettura del romanzo di Gustafsson è stata abbastanza piacevole, ma non ha del tutto corrisposto alle aspettative, poiché pensavo di trovare una storia maggiormente incentrata sugli incontri di Torsten con questi curiosi visitatori; il finale, inoltre, da un certo punto in avanti appare quasi scontato, di certo si fa intuibile ben prima che l'autore illustri l'ossatura del congegno narrativo. Alcuni spunti di sottofondo sono interessanti: il ritratto di un uomo chiuso in se stesso ma dedito al lavoro, l'interesse per le motivazioni dell'abbandono del lavoro e di un lavoro mal eseguito, la ricerca del senso di una vita e di un lavoro che sembrano esserne del tutto privi. Però questi accenti non sono bastati a farmi apprezzare in maniera particolare il romanzo di Gustafsson.
È comunque una gran cosa, riuscire a fare un po’d’ordine, nella vita. Anche se si sa benissimo che un bel giorno arriverà qualcuno che demolirà tutto per sostituirlo con qualcos’altro. C’è un unico attimo bello, ed è quando si vede come tutto si accorda, quasi da sé.
C.M.

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