L'amore non va in vacanza (Nancy Meyers, 2006)

Probabilmente molti di noi hanno nel cuore un film che fa Natale: quello che ci fa respirare l'atmosfera delle feste, quello che ci mostra la neve anche se non possiamo vederla alla finestra, quello che non può mancare quando le luci iniziano a sfavillare. Fra le mille versioni del Canto di Natale e i cartoni animati, fra le commedie sentimentali e i film fantastici, il titolo che proprio non può mancare nelle mie vacanze è L'amore non va in vacanza.
Diretta da Nancy Meyers nel 2016, la commedia nasce dall'incrocio delle storie delle due protagoniste, Amanda Woods (Cameron Diaz), che lavora come produttrice di trailer cinematografici nella calda e luminosa Los Angeles, e Iris Simpkins (Kate Winslet), giornalista londinese che si occupa di cronache mondane mentre sogna l'amore romantico. Sia Amanda che Iris sono reduci da una delusione sentimentale e sentono il bisogno di una pausa, di staccare dal lavoro e separarsi dai luoghi e dalle persone le rendono tristi. Amanda e Iris entrano in contatto attraverso un sito che permette agli iscritti di scambiare le rispettive case per le vacanze, realizzano che il motivo che le spinge alla fuga è per entrambe riconducibile ad un uomo e decidono in pochi minuti di spostarsi dall'altra parte del mondo, prendendo alloggio l'una nella casa dell'altra. Mentre Iris si ritrova nella California battuta dal vento e popolata dalle celebrità, nella spaziosa e ipermoderna villa di Amanda, quest'ultima si accoccola nell'intimo cottage di Iris, in un minuscolo paesino tipicamente inglese. L'intenzione di Iris e Amanda di isolarsi e godersi le rispettive vacanze in totale relax si infrange con gli incontri inaspettati che le attendono: al cancello della villa hollywoodiana di Amanda si presenta infatti Miles (Jack Black), mandato dall'ex fidanzato della padrona di casa a ritirare il suo computer, mentre in piena notte bussa alla porta del cottage Graham (Jude Law), fratello maggiore di Iris. Fra Amanda e Graham l'attrazione è immediata e nei pochi giorni che lei trascorre nel Surrey i due hanno modo di conoscersi meglio e ben presto iniziano a fare i conti con la prospettiva di gestire una storia a distanza e con tutte le difficoltà che questa situazione comporterebbe. L'amicizia fra Iris e Miles, invece, nasce grazie a Arthur Abbot (Eli Wallach), un anziano sceneggiatore che vive accanto ad Iris e che ricambia l'aiuto che lei gli offre ogni giorno con aneddoti del suo passato nel cinema e creando per lei una lista di film che deve assolutamente vedere durante le vacanze; Iris si affeziona ad Arthur e inseme a Miles lo convince a ritirare finalmente l'onorificienza che il comitato degli sceneggiatori gli vuole offrire come tributo alla carriera e che per anni lui ha rifiutato per la paura di esporsi, vecchio e non autosufficiente, agli sguardi di chi avrebbe potuto commiserarlo.
Il titolo italiano del film, decisamente più esplicito rispetto all'originale The Holiday, è, insieme alla locandina, un'evidente anticipazione dell'evoluzione delle vicende fin qui presentate, ma è del resto una caratteristica dei film di Natale quella di intrattenere il pubblico con la promessa di storie semplici ma comunque capaci di raggiungere risultati molto buoni. Il cast è di per sé una garanzia, con Kate Winslet che spicca per la sua capacità di dare spessore anche a personaggi da commedia, al di là dei contesti più intensi e drammatici che le avrebbero fatto conquistare l'Oscar come migliore attrice nel 2009. Cameron Diaz, Jude Law e Jack Black contribuiscono con lei alla creazione di un coro ben funzionante, al quale si unisce la raffinatezza della sceneggiatura, che non cade mai nel volgare e rifugge al contempo l'eccesso di miele. Il risultato è un film per tutti, con la giusta carica di due personaggi femminili che maturano fiducia, autostima e una nuova possibilità di vivere l'amore, con qualche scena che strappa garbate risate, con delle ambientazioni rassicuranti e con quel fondo costante di ottimismo che è ciò che sempre speriamo di trovare nelle festività.
 
C.M.

Commenti

  1. Ebbene io avevo dei film del cuore da piccola. Durante le vacanze di Natale erano inmancabili i film della trilogia originale di Guerre stellari e un vecchio film dei Puffi degli anni Ottanta che, probabilmente altro non era che due o tre episodi della serie originale sui quali si espandeva una storia. Ricordo che, a un certo, punto si era anche aggiunto Fantaghirò alla lista.

    Adesso non ho più film del cuore per il periodo, ma tendo a guardare serie e film giapponesi a tema, qualche film di Hallmark e una serie di sci-fi catastrofici da giorno del giudizio che, alla fine, viene scongiurato.

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    1. Fantaghirò era LA compagnia delle feste: quante ore passate a vederlo e rivederlo... peccato che quest'anno l'abbiano mandato in onda di notte - come se sui millemila canali digitali non ci fosse uno spazio adeguato. Quanto ai film catastrofici, ho visto prima su Cielo che riparte un ciclo di film sui disastri più disparati, mentre su qualche altra rete che non ricordo proporranno quelli sulle devastazioni aliene. Noto invece che quest'anno vengono proposti come "film di Natale" proprio le trilogie cinematografiche: Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit (forse perchè il fantastico è sempre stato in qualche modo associato alle feste, anche se di natalizio non ha nulla) e, udite udite, Indiana Jones.

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  2. Dedico sempre due o tre giorni precedenti il Natale alla visione di questi film leggerini. E anche a me è capitato di vederlo qualche giorno fa. Una bella e rilassante commediola. Winslet sempre bravissima. E la casa di lei a dir poco fiabesca.

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    1. Quel delizioso cottage è uno dei motivi per cui questo film mi piace tanto: fa sentire coccolati, caldi, nonché nella cornice perfetta per una buona lettura!

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