lunedì 1 aprile 2013

Il pesce è servito

Di notizie incredibili siamo abituati a sentirne ogni giorno, dentro e fuori dalla campagna elettorale, fra le chiacchiere con amici e conoscenti e nel mare magnum della rete. Ma in questo giorno dell'anno, si sa, occorre prestare una particolare attenzione a quanto sentiamo o vediamo. Dubitiamo delle belle notizie e delle novità più allarmanti e diffidiamo anche delle informazioni diffuse a mezzo stampa: oggi ogni verifica è d'obbligo, perché anche i giornalisti, affamati di indiscrezioni e affetti dalla tendenza a scaricare gli scoop da internet, hanno più volte pescato il loro bel pesce o, peggio, ne hanno serviti personalmente al pubblico. Certo, in Italia il confine fra realtà e finzione, verosimile e inverosimile, serietà e burla si è fatto molto labile. Se, insomma, dovessero annunciare che abbiamo un nuovo governo, siamo scettici e pensiamo alla data prima di sospirare di sollievo (sempre che poi di sollievo si possa parlare).


Ma da dove nasce la curiosa tradizione del Pesce d'Aprile?
La ricostruzione più quotata, secondo l'Encyclopaedia Britannica, ci riporta al XVI secolo, precisamente al 1582. In questa data, in Francia venne ufficialmente adottato il Calendario Gregoriano, che comportò uno spostamento dell'inizio dell'anno dal 25 marzo al 1 gennaio. Quelli che continuavano a festeggiare il nuovo anno nel giorno del vecchio calendario vennero tacciati di stupidità, con la formula francese Poisson d'Avril usata, appunto, per indicare gli sciocchi che abboccano all'amo. L'espressione, però, passò anche ad indicare l'usanza di scambiarsi pacchi vuoti, continuazione del rito dello scambio dei doni di capodanno trasformata, con la modifica della data, in un finto-regalo, come una sorta di burla.


Esiste, però, una tradizione che affonda le radici nel mondo classico, chiamando in causa le feste per la primavera celebrate a Roma in onore di Hilaria, Cerere e Proserpina, divinità della fecondità, della natura, della primavera e delle messi, quindi della gioia e del benessere. Lo scherzo, allora, si inserirebbe nell'atmosfera gioiosa delle feste di primavera, eppure ho in mente un particolare che ne arricchirebbe il significato.
C'è un particolare del mito legato a Demetra e Persefone (nomi greci di Cerere e Proserpina, madre e figlia) che è bene ricordare. Il dio Ade, ottenuta da Zeus, ma non da Demetra, la mano di Persefone, la rapì, portandola nel regno degli Inferi; alcune divinità erano a conoscenza dell'accaduto, ma nessuno volle raccontarlo a Demetra, che per nove giorni errò sulla terra cercando notizie della figlia; così scrive K. Kerényi ne Gli dèi e gli eroi della Grecia (cap. 14 par.1): può trattarsi di una casualità, ma fra l'equinozio di primavera (21 marzo) e l'ultimo giorno di marzo trascorre proprio una decina di giorni.
Alla disperazione di Demetra si lega una vicenda che trova nell'inganno e nello scherno una nota costante: la dea, infatti, venuta a conoscenza della sorte della figlia, abbandonò l'Olimpo e si recò fra gli uomini dove, fingendosi una vecchia, si fece ammettere alla corte di un nobile sovrano, diventando l'educatrice di suo figlio; questo è un primo inganno, ma non è certo l'aspetto più irrisorio (molte divinità, infatti, si rendono irriconoscibili agli uomini). Il tema della burla e dello scherzo si concretizza con l'entrata in scena della figura della serva di corte Iambe che, vedendo la vecchia triste e sconsolata, la intrattiene con scherzi e battute, facendola ridere e permettendole di recuperare l'allegria. Questa è, fra l'altro, uno dei miti che viene citato come origine della forma poetica classica del giambo, una successione metrica usata appositamente come verso dell'invettiva, della presa in giro, dell'attacco polemico e dell'irrisione.

Demetra e Persefone in un rilievo eleusino

C.M.

10 commenti:

  1. L'unica cosa certa, è che oggi... è il giorno dei pesci(e di chi li pesca)

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    1. Fortunatamente oggi non ne ho ricevuti! Ma può capitare a tutti, prima o poi, di fare i pesci, mentre bisogna essere capaci di pescarli!

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  2. Io i pesci me li mangio :)
    http://www.pasticceriamartesana2.com/photos/Biscotti/Biscotti%20Pesci.jpg

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    1. Bella idea, questi devono essere dei buonissimi pesci! Ma se apriamo il capitolo delle forme dei biscotti, inizio a voler fare incetta di tutti gli stampini esistenti! :)

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  3. Ciao! C'è una piccola sorpresina per te! http://langolinodiale.wordpress.com/2013/04/01/aprile-ogni-giorno-un-barile-si-di-premi/
    .....ma non è un pesce d'aprile!!!
    Un bacio! ;-)

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    1. Che bella sorpresa!! Grazie di avermi accordato un nuovo riconoscimento e complimenti per i numerosi e meritatissimi premi che hai ricevuto! Nei prossimi giorni mi informerò sul regolamento e povvederò a confezionare un post adeguato all’apprezzamento che mi hai dimostrato! Un abbraccio! :)

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  4. Curioso! Non conoscevo le origini della tradizione del pesce d'aprile, grazie per averle raccontate! :-)

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    1. Nemmeno io, ma da alcuni giorni continuavo a chiedermelo e, quando ho visto che la faccenda vantava anche una bella bibliografia, ho pensato che potesse incuriosire altri! :)

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  5. Grazie per questo articolo, molto interessante e amabile. Non sapevo del ruolo probabile di Demetra in questa tradizione, né collegavo il suo vagabondare straziato, per nove giorni, all'arrivo imminente del mese d'aprile e della ripresa della vita sulla terra. Non si trattava dell'aprile 2013 e delle sue piogge incessanti, però!

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    1. Grazie a te! L'unica informazione certa che ho reperito sulla tradizione classica è che l'atmosfera scherzosa era connessa alle festività primaverili, mentre l'appunto sul ruolo della serva Iambe è un mio suggerimento, dato dal fatto che il mito è usato come riferimento dell'origine della poesia giambica: ho proposto una mia sintesi della tradizione e dell'episodio secondario perché, indipendentemente dalla verificabilità, mi sembra che possa essere intrigante pensare ad una storiella simile!

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