sabato 4 maggio 2013

Il grande Gatsby (Fitzgerald)

Incontrai per la prima volta Il grande Gatsby al liceo, in un'edizione-eserciziario con cd audio che faceva parte della razione di studio estivo di Inglese. Lo scorso mese, complice la scandalosa offerta Newton Compton a 0.99 euro, e la prossima uscita del nuovo adattamento cinematografico con Leonardo di Caprio e Tobey Maguire, ho acquistato la versione italiana del romanzo: la seconda lettura è stata di gran lunga più gradevole!

Il romanzo, scritto da Francis Scott Fitzgerald nel 1925, non brilla per il suo intreccio: la gran parte del libricino e delle parole dell'io-narrante (Nick Carraway) è dedicata alla descrizione della vita nel West Egg, poco lontano da New York, e, soprattutto, dell'abitazione, delle feste e del lusso che fanno da sfondo e, insieme, da specchio alla vita del particolarissimo Jay Gatsby, un uomo circondato di persona vivaci, ma che nessuno conosce davvero: le uniche notizie che circolano sul suo conto riguardano gli studi ad Oxford, il servizio come ufficiale durante la Grande Guerra e un presunto omicidio.
Gatsby, in fondo, nonostante la sua enorme ricchezza, non ha che un unico, vero tesoro: il ricordo del grande amore per Daisy, ormai sposata ad un individuo gretto, con manie razziali e incline a continue scappatelle. Il brillante e solitario protagonista può trovare un vero interlocutore e un amico sincero solo in Nick Carraway (il solo che avrà il privilegio di conoscere la sua vera storia, al di là del mito e del lusso sfrenato), un uomo comune come era lui stesso, un pesce fuor d'acqua in una società cinica, disinteressata, accesa e sbattuta dall'alcol di contrabbando, in cui le persone acquistano valore il tempo in cui durano una festa o una partita di golf.
Solo negli ultimi tre capitoli, quando ormai è tempo che le malinconiche riflessioni di Gatsby sul passato si concretizzino, nel racconto irrompe l'azione vera e propria, con un avvenimento drammatico che, in un certo senso, riporta gli eventi al loro ordine naturale: il sogno di Gatsby è un'illusione, e la realtà interviene a manifestarne i folli risvolti.

Francis Scott Fitzgerald (1896-1940)

Il grande Gatsby è indubbiamente un romanzo insolito, che, forse, sarebbe più corretto definire 'racconto lungo', poiché è costituito da riflessioni e piccoli quadri di quotidianità (pur se la quotidianità di un miliardario) che servono unicamente a introdurre - e non a produrre lo scioglimento, ribadendo l'affermazione cardine del romanzo: «Non puoi rivivere il passato».

C.M.

18 commenti:

  1. Appuntamento al cinema allora!!! :)

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  2. Per me uno dei libri più belli in assoluto

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    1. Credo che il suo fascino sia nell'essenzialità, nel saper in poche pagine e con pochi cenni definire un mondo di personaggi e sentimenti.

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  3. grazie! recensione molto bella!

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    1. Grazie a te! Spero ti sia stata utile per farti un'idea, indipendentemente dalla scelta di leggerlo o meno! ;)

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  4. In sinceritá mi aspettavo qualcosa di piú dalla recensione de Il grande Gatsby..ma i gusti son gusti :). Io l'ho trovato assolutamente meraviglioso e la trama, nella sua semplicitá, è estremamente romantica. Credo racchiuda l'essenza del sogno americano e la disillusione, l'infrangersi dello stesso. Mitica Newton and Compton per aver dato possibilitá a tutti di leggere questo romanzo cardine della letteratura americana. Fitzgerald non è un autore semplice da amare, ha uno stile particolare ma è totalmente un genio del suo tempo. Gli anni '30 con la loro irrequietezza, la voglia di vivere...come li descrive lui, nessuno mai :)

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    1. Hai ragione, Cammy, pur essendo brevissimo, condensa i grandi temi e le grandi atmosfere del tempo in cui è stato scritto.

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  5. La tua recensione mi ha incuriosita... prima o poi dovrò proprio leggere qualcosa di Fitzgerald!

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    1. Questo è un libro imperdibile, ma penso che leggerò anche qualcos'altro prima o poi, perché l'ambientazione mi attrae parecchio!

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    2. Leggi Tenera è la notte allora :) non siamo ai livelli de Il grande Gatsby ma è comunque un libro carino :)

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    3. Grazie del consiglio, Cammy! :)

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  6. Ho visto solo il film con Robert Redford. Ma sia la tua recensione che le parole di Ferruccio Gianola mi fanno venire voglia di comprare il libro ...

    «Non puoi rivivere il passato» ... chissà ... forse il romanziere sì ...

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    1. Un buon acquisto, vedrai! Sono curiosa di vedere il remake, anch'io ricordo quello con Robert Redford.

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  7. Arrivo al tuo blog da twitter e i miei complimenti! :)
    Ho letto "IL grande Gatsby" qualche anno fa, ma devo ammettere che mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, qualcosa di più coinvolgente, qualcosa di più strabiliante e strepitoso. Qualcosa di più di quello che ho trovato nel libro. Non è un romanzo brutto, ma non è quello che credevo di avere tra le mani.

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    1. Ciao, Francesca, e benvenuta! Grazie dei complimenti, che ricambio (seguo Lost in good books da qualche tempo)!
      Hai ragione, Il grande Gatsby, in effetti, è un libro che può deludere un certo tipo di aspettative, è molto descrittivo, e tende più a definire l'atmosfera di un periodo e di un sistema sociale, che a raccontare: i fatti veri e propri si consumano negli ultimi tre capitoli, in modo anche piuttosto frettoloso. Eppure è un racconto dotato di un suo fascino...

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