giovedì 19 novembre 2015

Gli anni della leggerezza (Howard)

Per essere in pace con la coscienza devo aprire questa recensione con una confessione: ho deciso che avrei letto Gli anni della leggerezza sulla base del fascino suscitato in me dalla copertina. Osservazione superficiale, lo so, ma anche questo, per noi lettori, è un fattore non da poco, specie quando ci si avvicina ad un nuovo autore, come era appunto Elizabeth Jane Howard per me prima di questa lettura. Poi ho letto che si trattava di una saga familiare (secondo punto a favore) e successivamente mi ha colpita l'ambientazione nell'Inghilterra alle soglie del secondo conflitto mondiale, con le atmosfere letterarie inconfondibili delle storie di quei tempi.
Gli anni della leggerezza, primo capitolo della Saga dei Cazalet (Fazi editore), narra la storia di due successive estati, quella del 1937 e quella del 1938: i timori di una nuova guerra sono pressanti e la famiglia dei Cazalet trascorre le vacanze nella tenuta di campagna dei capostipiti William e Kitty, meglio noti come il Generale e la Duchessa. A riempire le giornate della numerosa stirpe e della costellazione di inservienti e amici che la attornia ci sono vicende più o meno impegnative di tutti i giorni, dallo smarrimento degli animali domestici da parte dei bambini alle giovani donne che crescono con i loro sogni, dall'ampliamento desiderato o indesiderato della figliolanza agli ostacoli che i doveri filiali pongono alla libera espressione dell'amore. Ma c'è anche spazio per vivaci avventure sulla spiaggia e in giardino, sulle orme dei giochi dei ragazzi della famiglia, chi intento a costruire un rifugio, chi impegnato nella scrittura di commedie.
Quello dipinto da Elizabeth Jane Howard è un mondo d'altro tempi, con tutte le sfumature delle atmosfere degli anni '30, gli abiti d'epoca e il sapore dei cibi tradizionali. La leggerezza cui allude il titolo può essere intesa sia come la spensieratezza dei giochi dei ragazzini (coetanei dell'autrice), sia come quel sentimento di tranquillità che ben presto la guerra dichiarata da Hitler al mondo intero avrebbe spezzato. 
Fra le pagine di questo bel romanzo, nelle sue accurate ricostruzioni e nell'intimità delle storie dei membri di una famiglia che è destinata ad essere colpita e pesantemente condizionata dal conflitto si avverte l'emergere di un tessuto comune ad altri romanzi con la medesima ambientazione, da Espiazione di Ian McEwan a Fine di una storia di Graham Greene. La Howard, però, dà al suo romanzo un respiro ben più ampio, anche per lasciare spazio ai tanti personaggi che affollano le sue pagine, creando l'epopea di un mondo in trasformazione che si stacca dalle radici vittoriane (rappresentate dal Generale e la Duchessa) per tendersi alla modernità attraverso le esperienze sofferte dei figli reduci dalla guerra e dei nipoti per cui si teme una futura coscrizione.
Gli anni della leggerezza è, dunque, un libro prismatico e molto piacevole, in cui la bella scrittura si mescola non ad una ma a tante storie capaci di suscitare una forte partecipazione: impossibile non condividere con la giovane Polly i timori di una nuova guerra, impossibile non soffrire con suo padre Hugh per i postumi delle battaglie al fronte nel conflitto precedente, impossibile restare indifferenti al timore di Simon, che deve entrare in una nuova scuola in cui i più grandi tormentano i nuovi arrivati. Insomma, la Howard firma con questo primo libro della saga un successo che non può risparmiarci la smania per l'uscita dei tre volumi successivi.

Joaquín Sorolla, Corsa lungo la spiaggia (1908)
Messa in ordine la sua stanza, Louise si era sistemata sull’amaca con il suo libro, ma non riusciva a trovare la calma necessaria per leggere. Quello era un altro degli aspetti bizzarri e spiacevoli della sua nuova esistenza: l’estate scorsa non avrebbe avuto altro per la testa che dividere equamente l’amaca con Polly e al suo turno vi si sarebbe tuffata come chi non ha una sola preoccupazione al mondo. Le sembrava di essere diventata una creatura ingombrante e dispersiva, incapace di impegnare tutta se stessa: qualunque cosa facesse, una parte di lei se ne restava a guardare, a commentare con ironia suggerendo insidiose alternative: «Sei troppo grande per quel libro… e oltretutto l’hai già letto». L’età era sempre un problema: era troppo piccola o troppo grande per fare qualunque cosa.
C.M.

16 commenti:

  1. Molto bene, avevo già "annusato" questo romanzo, perché ormai la Fazi è la mia CE di riferimento, ed ora non ho più dubbi: lo compro! Mi piace tutto, l'ambientazione, l'epoca, lo sfondo storico....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Allora sono sicura che lo gusterai con piacere: l'ho trovato davvero molto bello e non vedo l'ora che esca il seguito!

      Elimina
  2. Io l'ho ricevuto - su pressante richiesta, coff coff - per il compleanno e non vedo l'ora di leggerlo. La copertina non mi affascina particolarmente, è bella ma non mi comunica granché. Galeotta fu la trama.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io ho fatto in modo - ehm, l'ho ricevuto per il compleanno! Credo ti piacerà molto! :)

      Elimina
  3. Adoro le saghe familiari ambientate in un preciso contesto storico. E' un binomio che amo particolarmente, e ti ringrazio per il consiglio, hai smosso la mia curiosità :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Michela, questo sembra scritto per te, non te lo puoi perdere! :)

      Elimina
  4. Scegliere un libro per la copertina non è sempre sbagliato, a volte lasciarmi convincere da una bella immagine mi ha portato a leggere romanzi davvero belli che forse altrimenti non avrei scoperto.
    Su Gli anni della leggerezza questo è già il secondo commento entusiasta che leggo e, ahimè, anch'io subisco il fascino delle saghe familiari e del contesto storico in cui questa è ambientata. Fortuna che il Natale si avvicina.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Già, quella del Natale è un'occasione perfetta per le aspirazioni librose e questo romanzo ha anche la giusta atmosfera per essere un regalo e accompagnare i giorni.di vacanza!

      Elimina
  5. Ho letto con interesse, tra le altre cose citi Graham Greene che adoro. Potrebbe piacermi, anzi, tolgo il condizionale. Inoltre è confortante osservare che una saga familiare può in qualche modo piacere, ho in ballo da anni un storia familiare che scrivo e riscrivo da tanto tempo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il bello di una saga è che permette di affezionarsi ai personaggi e quasi entrare nelle loro vite, muovendosi nelle loro case e nei luoghi che frequentano... la Howard ci riesce benissimo!

      Elimina
  6. Lo ho adocchiato da un po', il tuo post mi ha fornito ulteriori motivi per recuperarlo e leggerlo *__*

    RispondiElimina
  7. Interessante! Tutte le problematiche di una famiglia in un periodo in cui ancora si ricorda la precedente guerra ma già se ne subodora un'altra. Penso che lo leggerò presto. Grazie :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per essere passata e buona lettura! Se ti va, torna a raccontarci le tue impressioni!

      Elimina
  8. L'ho terminato qualche settimana fa, davvero un bellissimo romanzo, mi ha coinvolta completamente. Non vedo l'ora di leggere il seguito...grazie per il consiglio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per essere tornata con le tue impressioni di lettura, sono contenta di averti dato un consiglio azzeccato! Fra l'altro leggevo proprio poco fa che a marzo dovrebbe uscire il seguito e sto già scalpitando dopo la lettura della trama preannunciata da Fazi editore!

      Elimina

La tua opinione è importante: condividila!