venerdì 11 novembre 2016

Il ponte delle spie (Steven Spielberg, 2015)

Uno dei tanti film che, per un motivo o per l'altro, non sono riuscita a vedere al cinema è Il ponte delle spie, nelle sale alla fine dello scorso anno. Une pellicola che mi incuriosiva, perché racconta una vicenda reale verificatasi in piena Guerra fredda, una parte di storia del Novecento che ha diversi lati ancora oscuri ma che spiega molto degli equilibri odierni e del modo di intendere la comunicazione politica nazionale e sovranazionale. Insomma, un periodo carico di spunti cinematografici e romanzeschi.
Il ponte delle spie è la storia di una trattativa russo-americana per lo scambio di ostaggi considerati spie. Il russo Rudolf Abel (Mark Rylance) viene catturato negli Stati Uniti e processato; la difesa viene affidata a James Donovan (Tom Hanks) con l'intento di far emergere la grandezza delle istituzioni americane, mostrando al resto del mondo di voler accordare ad una pericolosa spia un equo giudizio. Donovan, però, prende sul serio il ruolo che gli viene affidato, impegnandosi a dimostrare che Abel non ha agito da traditore, ma da semplice soldato dell'URSS, nazione che lui serve come tanti Americani servono la propria patria, arrivando, se necessario, allo spionaggio. Donovan subisce per questo dure accuse da parte dell'opinione pubblica americana e alcuni facinorosi arrivano a compiere atti violenti nei confronti della sua famiglia, ma, quando un giovane pilota americano viene catturato durante un volo di ricognizione sul suolo sovietico, la CIA decide di affidare proprio a lui le trattative per lo scambio di Rudolf Abel con Francis Gary Powers. Donovan si reca a Berlino e apre le trattative con il governo sovietico, ma ben presto si apre un secondo fronte di mediazione con il governo della Repubblica democratica tedesca, che è disposta a scambiare Frederic Pryor, uno studente americano catturato nei pressi del muro in costruzione, con lo stesso Abel. L'intenzione di Donovan è ottenere entrambi gli ostaggi, ma trattare con i sovietici e, insieme, con la Germania dell'est non è cosa facile, così la notte sul ponte di Glienicke trascorre fino all'ultimo istante con una forte incognita sull'esito delle operazioni.
Candidato al premio Oscar come miglior film, oltre che per la miglior sceneggiatura (firmata da Matt Charman e dai fratelli Cohen) e per la miglior colonna sonora, ha avuto l'attribuzione della sola statuetta per il miglior attore non protagonista, assegnata a Rylance. Lo stesso Tom Hanks ha però offerto un'interpretazione impeccabile, trasmettendo tutta la delicatezza e la drammaticità di un incarico che, assunto in nome della giustizia, rischia però di essere travisato dai più come una battaglia politica.


Il ponte delle spie è passato un po'in sordina in Italia, forse per la scarsa conoscenza delle vicende della Guerra fredda o per lo scarso coinvolgimento storico nei confronti delle vicende della Germania divisa. Invece questo film ricostruisce, insieme, i fatti diplomatici, le tensioni politiche e il clima di diffidenza e propaganda continuo fra i due poli del mondo diviso, anche con scene di forte impatto, come quelle che accompagnano la costruzione della barriera che ha diviso Berlino per ventotto anni.

C.M.

5 commenti:

  1. maria c. costabile11 novembre 2016 19:53

    un film molto Spielberg, e molto Hanks, ben costruito, ben girato. l'Oscar a Mark Rylance è meritato. Goditelo, Cristina

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    1. Sono d'accordo. Mi dispiace proprio non averlo visto al cinema, meritava l'esperienza!

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  2. Ciao Cristina, piacere di conoscerti: mi chiamo Sauro (in "arte" Kris Kelvin) e ho scoperto il tuo blog quasi per caso, sfogliando le pagine di siti amici... sono rimasto colpito dalla ricercatezza dei contenuti e dallo stile, sia letterario che grafico, nonchè dal bellissimo nome che hai scelto. Ho visto che scrivi anche di cinema ed è lì che ti seguirò maggiormente: io ho un piccolo sito di cinema, SOLARIS (www.solaris-film.blogspot.it) e mi piacerebbe scambiarci opinioni. Senza impegno e solo se ne avrai voglia, naturalmente.
    A presto.

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    1. Ciao, Sauro, benvenuto e grazie per le belle parole che hai speso per il mio blog! Avrai notato che la rubrica di cinema non è proprio la più nutrita, ma cerco di non abbandonarla. Ho già fatto un salto veloce nel tuo blog e lo seguirò molto volentieri!

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    2. Grazie mille! L'essenziale non è la quantità ma la qualità... ti seguirò con fiducia ;)

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