martedì 13 giugno 2017

I libri per le vacanze

Sabato scorso si sono concluse le lezioni e, a malincuore, ho salutato la mia classe terza e il liceo in cui ho passato le migliori ore da insegnante e in cui mi auguro di poter tornare al più presto, magari in compagnia degli stessi alunni, per accompagnarli nel proseguimento del loro percorso. L'anno scolastico 2016/2017 è stato l'ennesimo anno pazzo, dato che è iniziato nel bel mezzo del concorso docenti con una supplenza alla scuola secondaria di primo grado ed è stato scandito dalle prove orali e dall'attesa delle graduatorie che preludono al ruolo; nel mezzo, dopo due mesi dall'inizio delle lezioni, è arrivato il passaggio al liceo, mio luogo d'elezione, dove ho potuto godere dell'immenso piacere di insegnare letteratura italiana e storia.


Non mi voglio dilungare nel racconto di un'esperienza personale, ma, semplicemente, prendere questi nove mesi di insegnamento come spunto per una riflessione sul rapporto fra il libro e la scuola, in relazione non solo alla grande letteratura che si analizza nel suo procedere nei secoli ma anche alle esperienze di lettura che si fanno al di fuori dello studio. Già nel primo periodo dell'anno scolastico vi ho parlato dell'atteggiamento positivo manifestato dagli alunni di prima media che, a gran voce, chiedevano di entrare quanto prima in biblioteca per scegliere i libri da portare a casa con sé, rallegrandomi di poter scardinare il pregiudizio secondo il quale i giovani rifuggono la lettura. Ho cambiato poi scuola, ma non la convinzione di dover continuare a promuovere la lettura, stavolta, però, con la responsabilità di indirizzare i ragazzi verso libri maturi, un gradino più in alto rispetto a quelli che tenderebbero a scegliere in libreria.
Non si tratta, beninteso, di snobismo verso la narrativa più leggera, anzi, in diverse occasioni mi sono trovata a discorrere con piacere anche di saghe fantasy o di manga, di cui ho incoraggiato la lettura. Tuttavia ritengo che il ruolo di un docente di materie letterarie sia anche quello di proporre delle piccole sfide, di spingere in una direzione che non consolidi ma allarghi gli orizzonti degli studenti. Analizzando la mia esperienza di lettrice, mi rendo conto che ricevere tanti stimoli diversi, molti dei quali da parte dei miei insegnanti, mi ha permesso di uscire dalla mia ristretta zona di confort e di avvicinarmi ad autori, testi e tematiche che, altrimenti, non avrei forse preso in considerazione. Proprio per imposizione scolastica ho incontrato Elsa Morante e letto Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar (che si è poi rivelato uno dei miei romanzi preferiti) e, anche se non sempre questi suggerimenti più o meno marcati mi hanno fatto apprezzare i libri, nella gran parte dei casi sono stati preziosi elementi di orientamento e spesso ho riletto e rivalutato anche i testi che erano stati indigesti.
Lungi dal pensare che un lettore sia una persona migliore di un non lettore, sono convinta che il compito di un docente sia quello di insegnare agli allievi a sintonizzarsi con se stessi e con l'ambiente culturale in cui sono immersi, aiutandoli a ricercare una loro identità, ad espandere il loro pensiero, a moltiplicare le prospettive e a migliorare le forme della comunicazione orale e scritta. Un docente di lettere può e deve farlo anche attarverso il libro, con l'umiltà di accettare che forse nessuno dei suoi allievi leggerà la Divina Commedia al di fuori di quelle pagine di cui si affronta lo studio e che buone esperienze di lettura si possano trarre anche da libri contemporanei, dalla narrativa di genere e, insomma, anche da tutto ciò che non è classico. Ecco perché, oltre ai testi che hanno compagnato i miei alunni per questioni strettamente legate al programma, quest'anno ho voluto proporre delle letture che spaziassero dai classici del Novecento alle ultime uscite, prima con una breve lista all'interno della quale ciascuno doveva scegliere un titolo e ora, per le vacanze, con una lista più lunga di semplici suggerimenti alla quale, al momento dei saluti, sono stati aggiunti altri consigli personalizzati a chi li ha richiesti oppure si è lasciato spazio alle segalazioni degli studenti ai loro compagni.
Ogni libro è in lista per un motivo preciso: alcuni sono classici che studieranno e che contribuiranno così ad arricchire il quadro culturale d'insieme, come I dolori del giovane Werther o Il fu Mattia Pascal, che mi hanno riportata alla lista delle mie vacanze fra la terza e la quarta, fatta esclusivamente di classici; altri affrontano questioni storiche che abbiamo approfondito, come Il nome della rosa e Q, che parlano di contrasto alla circolazione dei libri e della lotta alle eresie; altri ancora ospitano storie di passioni travolgenti, come Il conte di Montecristo o Il dottor Živago. C'è poi spazio per Antigone, la cui storia ha spesso fatto capolino leggendo l'Inferno, per il premio Nobel Saramago e per gli amanti dei gialli alla Sherlock Holmes... insomma, spero che ciascuno trovi almeno un titolo che sia di suo gradimento o che, negli anni, imbattendosi in uno di questi libri in una libreria o in una biblioteca, scopra il desiderio di capire perché un'insegnante bibliomane abbia pensato di suggerirlo.


Senza addentrarmi nelle polemiche sulla lettura coatta e sui compiti estivi, ho voluto proporre una lista, che, comunque, è fatta di suggerimenti e non di imposizioni. Ritengo che a volte sia necessario insistere nell'esercizio di lettura come in un esercizio di logica applicato alla matematica e che si debba tentare di esortare alla lettura come si invitano gli studenti ad apprendere le lingue straniere, a viaggiare, a svolgere attività sportive. Sono tutte esperienze importanti, che perfezionano l'identità, migliorano la comunicazione e ampliano il raggio delle possibilità. Ecco perché, anche se qualcuno dovesse completamente ignorare la lista, rimarrei convinta delle necessità di indicare la via dei libri. Ed ecco perché i libri che ho inserito nella lista, come sempre fanno i libri, mi ricorderanno per sempre una meravigliosa esperienza di insegnamento e saranno associati ai momenti trascorsi in compagnia dei miei alunni. Perché i libri creano relazioni.
«Il mal di grammatica si cura con la grammatica, gli errori di ortografia con l’esercizio dell’ortografia, la paura di leggere con la lettura, quella di non capire con l’immersione nel testo e l’abitudine a non riflettere con il pacato sostegno di una ragione strettamente limitata all’oggetto che ci riguarda, qui e ora, in questa classe, durante quest’ora di lezione, fintanto che ci siamo.» Daniel Pennac, Diario di scuola
C.M.

6 commenti:

  1. Avercene di persone che "indicano la via dei libri! Nelle personali esperienze scolastiche ho trovato ben poco e nel caso fatto anche male. Buttare giù una "piatta" lista di romanzi non aiuta gli alunni, non invoglia alla lettura. Bisogna approfondire, parlarne, discutere, anche animatamente e non dimenticarsene. Grazie Cristina per il tuo bellissimo spunto. Ci vuole passione nel fare le cose.

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    1. Quest'anno ho avuto tanta della passione di cui parli: dalle giornate con i 'piccolini' di prima media e soprattutto dalle avventure letterarie con i miei ragazzi di terza superiore ho veramente tratto tanto entusiasmo. Anche se non tutti amano la lettura o, se la apprezzano, non si riconoscono negli autori studiati o suggeriti, i libri ci hanno messo in contatto spesso, anche con l'ironia... perfino in gita c'è stato un momento in cui, nel giretto libero, ci siamo incontrati proprio in libreria e abbiamo commentato insieme i titoli esposti, scambiandoci consigli e pareri. :)

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  2. Noi insegnanti di Lettere abbiamo un compito assai delicato, è vero.
    Anch'io nella mia esperienza mi sono accorta che i ragazzi non sono del tutto refrattari alla lettura, anzi. In questo anno scolastico mi è capitata un'alunna che ha letto Orwell - e c'era scelta libera sul cosiddetto "libro del mese", altri che hanno voluto sperimentare la lettura di Fallaci, Steinbeck. Insomma, costituiscono una minoranza, ma non tutto è perduto.
    Importante è custodire in noi quella tenacia che ci porti a non arrenderci, a non "farci passare la voglia" di promuovere le infinite opportunità di un libro.

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    1. Accidenti, allora ci sono anche dei piccoli prodigi! L'entusiasmo di alcuni alunni è veramente "balsamico" per il nostro e per il delicato compito che ci è affidato.

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  3. Cristina, spero che tanti altri insegnanti abbiano avuto la lungimiranza e l'intelligenza di porsi come te nei confronti della lettura :)

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    1. Sono certa che siano stati in molti e che, anzi, tantissimi abbiano adottato soluzioni anche migliori! :)

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