lunedì 22 gennaio 2018

Lawren Harris e la natura canadese

La pittura che preferisco è quella dedicata ai paesaggi e più nelle tele regna la natura, meno l'essere umano vi lascia traccia, più i dipinti mi piacciono. Quando, poi, la rappresentazione diventa quella di un luogo dell'anima, di una veduta fortemente spiritualizzata e sottoposta allo sperimentalismo che denota l'originalità e l'estro dell'artista, non posso che restare incantata.

L.S. Harris, Costa settentrionale, Lago Superiore (1926)

La natura dipinta nella quale ci avventuriamo quest'oggi è quella del Canada, fra le Montagne Rocciose e la regione dei Grandi Laghi, nel regno incontaminato che ha ispirato il primo movimento pittorico nazionale, quello del Gruppo dei Sette, che, così chiamato in riferimento al numero dei primi componenti, operò fra il 1913 e i primi anni '30. Esso nacque in casa di Lawren Harris e nel 1920 il gruppo iniziò ufficialmente la propria attività con una mostra alla Galleria d'Arte di Toronto; ne fecero parte, oltre a Harris, Franklin Carmichael, Alexander Jackson, Frank Johnston, Arthus Lismer, James MacDonald e Frederick Varley, ma fondamentale fu anche il contributo di Tom Thomson, che morì nel 1917. Il motivo per cui fra i primi contatti fra gli artisti e la loro prima esibizione trascorsero sette anni sono da ricondurre, oltre che alla scomparsa di Thomson durante un'uscita in canoa, all'intermezzo del primo conflitto mondiale, durante il quale alcuni di loro si dedicarono alla pittura di guerra.

L.S. Harris, Lago Superiore (1924)

Lawren Stewart Harris (1885-1970) fu il principale finanziatore del cenacolo artistico e l'organizzatore di molte delle escursioni che offrivano ispirazione al Gruppo dei Sette, noto anche come Scuola di Algonquin, dal nome del parco dell'Ontario meridionale (proprio quello in cui morì Thomson). Colpiti dall'arte nordeuropea nel corso di una esposizione a Buffalo che diede loro l'occasione di ammirare i dipinti di August Strindberg, Jens Ferdinand Willumsen e Gustaf Fjaestad, gli artisti del gruppo vollero cimentarsi a loro volta nella rappresentazione di una natura incontaminata, atemporale, spiritualizzata, staccandosi però dallo stile classico e accademico e ricercando un'espressività del tutto personale, un po'come fecero alcuni artisti del Vecchio Continente, fra i quali Edvard Munch. Sulle loro scelte stilistiche e cromatiche e sulla spiritualizzazione del paesaggio influirono inoltre le idee teosofiche di Emily Carr, che fu vicina al movimento.

L.S. Harris, Sole del pomeriggio sulla costa del Lago Superiore (1924)

Harris, come i suoi colleghi, esplorò più volte le zone più impervie e remote del Canada, riportandone immagini, schizzi, sensazioni e ricordi poi riversati nelle sue tele. Nella definizione del suo stile e, più generalmente, di quello del Gruppo dei Sette, ebbe un ruolo fondamentale la natura impervia, brulla e selvaggia del Lago Superiore e della sua vastissima superificie (la più ampia di acqua dolce sull'intero pianeta), che produsse una semplificazione delle forme e dei colori. A contatto con questi paesaggi, Lawren Harris elaborò una pittura inedita, affascinante, brillante e tersa e, nell'approfondire la tecnica, approdò ad esiti astratti.
Fra le località preferite ha Lawren Harris figurano indubbiamente quelle affacciate sul Lago Superiore, nella provincia dell'Ontario. Nel 1920 l'artista catturò i colori autunnali di Algoma Hill, calandosi all'altezza delle chiome ingiallite degli alberi e offrendo un trionfo di forme naturali, con le montagne e la loro vegetazione che spingono in alto un cielo che sembrerebbe servire soltanto a rimarcare il dominio della natura.

L.S. Harris, Algoma Hill (1920)

Nel 1923 in questo paesaggio apparve un edificio, una Ice house che sorgeva sulle rive del lago e serviva a conservare il ghiaccio prelevato dalle acque congelate. Questa tela, dipinta, come le altre, ad olio, manifesta già i segni della ricerca di Harris sulle forme, con la corresponsione fra il profilo tondeggiante del promontorio alle spalle della casa e la sua ripresa nel tratto di costa in primo piano, così come la superficie ondulata delle onde è replicata in quella delle onde; nell'insieme, la Ice house, con la sua forma artificiale e spigolosa, evidenzia questa armonia di curve naturali, suggerendo, appunto, che la vera protagonista del quadro è la bellezza del Lago Superiore.

L.S. Harris, Ice House, Caldwell, Lago Superiore (1923)

L'anno seguente Harris realizzò due straordinari dipinti di luce: Sole del pomeriggio sulla costa settentrionale del Lago Superiore e Pic Island, più vicina al calore e alle gradazioni tonali di Algoma Hill il primo, più soggetto a semplificazione e simbolizzazione il secondo. Se, infatti, in Sole del pomeriggio si nota un'attenzione particolare alla luce che irrompe dall'angolo in alto a sinistra e punteggia di riflessi le acque, in Pic Island Harris volge già all'estrema semplificazione dei dipinti successivi: la tavolozza si raffredda, cielo e terra si dividono più equamente lo spazio e l'insieme figurativo va verticalizzandosi con la china dell'isola che quasi si congiunge con la curva più bassa dell'ombra nuvolosa e la superficie luminosa dell'acqua che la spinge verso l'alto, facendola risaltare, inoltre le nubi sembrano la naturale copertura dell'isolotto, che ne riprende la forma.

L.S. Harris, Pic Island (1924)

L'attenzione alla verticalità e al suo contrasto con la dimensione orizzontale è presente, a ben guardare, già in Algoma Hill e in Sole del pomeriggio, con l'inserimento dei tre-quattro alberelli spogli che evidenziano la ricerca di essenzialità e sintesi formale, ma è con il grande tronco spezzato che si eleva nel centro di Costa settentrionale del Lago superiore (1926) che si avverte l'accentuarsi di questa scelta, destinata ad essere affinata nella descrizione delle vette montane.
Nella seconda metà degli anni '20, infatti, Harris partecipò a diverse escursioni nel Canada occidentale, esplorando i parchi delle Montagne rocciose, dal Jasper National Park al Parco del Monte Robson, e arricchendo i suoi schizzi dei complessi montuosi osservati; si spinse anche nell'area artica, dove le masse di ghiaccio e acqua portarono all'estremo della semplificazione le sue forme. A questo periodo e agli anni '30 risalgono la Veduta del Monte Robson da nord-est (1929), fra le province di Alberta e Columbia, nel quale a dominare è il contrasto fra la massa di neve e l'azzurro del cielo e la vetta innevata del Monte Lefroy, più spinta ad una geometrizzazione che si evince dalle scanalature del manto nevoso e dal calco degli spigoli della roccia.

L.S. Harris, Il Monte Robson visto da nord-est (1929)

Laddove è meno presente l'essere umano la natura trionfa e lo sguardo può analizzarla in tranquillità, cogliendone le forme essenziali e penetrando il mistero stesso dell'architettura della terra e questa scelta, un po'come accade per Kandinskij in Europa, determina una riflessione sul valore spirituale delle forme e dei colori che approda ad un esito in cui la tela ospita pure forme e puri colori, in una sintesi astratta alla quale Lawren Harris si abbandonò dagli anni '50, quando ormai l'esperienza del Gruppo dei Sette era lontana e le bellezze del Canada erano già state ampiamente illustrate in tutta la loro potenza evocativa.

L.S. Harris, Monte Lefroy (1930)

C.M.

6 commenti:

  1. Che bella scoperta! Quell'Algoma Hill, poi, è strepitoso!

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    1. É proprio il dipinto che mi ha ispirato questo articolo: vedendolo, sono rimasta incantata!

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  2. Sei riuscita come sempre a selezionare dipinti splendidi,che ci riportano al benefico contatto con la natura della quale riusciamo a cogliere la sua immensità ed il suo abbraccio avvolgente.In inverno, ancor di più,questo incontro risulta suggestivo e necessario per ritrovare noi stessi.Grazie cara !

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    1. Mi fa piacere che questa piccola galleria sia stata apprezzata, la pittura di paesaggio suggerisce sempre una riflessione sul contatto con la natura e riempie gli occhi di bellezza!

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  3. Che dipinti stupendi! Non sembrano realizzati nella prima metà del Novecento, sono moderni...Hanno qualcosa di Georgia O'Keeffe.

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    1. La tavolozza è diversa, ma c'è qualcosa di simile nelle montagne della O'Keeffee, certamente Harris ha anticipato i tempi!

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